Quando i sopravvissuti ai bombardamenti del ’45 ricostruirono Dresda, la loro città

Come Dresda venne ricostruita dai suoi cittadini dopo i bombardamenti del febbraio ’45

La città di Dresda venne bombardata nel febbraio del 1945, pochi mesi prima la fine della guerra. Quando il conflitto ebbe finalmente fine in Europa, la Germania venne occupata dai sovietici ed ebbe inizio un duro lavoro di ricostruzione delle città. Fu però solo dopo la riunificazione della Germania e la caduta del Muro di Berlino nel 1989 che ebbe inizio l’impulso propositivo di ricostruzione dei volontari. Un gruppo di cittadini ripulì le macerie della città e grazie ad architetti e urbanisti vennero abbozzati alcuni progetti di come sarebbe apparsa la città rinata, cosa sarebbe stato possibile ricostruire e cosa sostituire. La restaurazione di Dresda ebbe inizio nel 1993 e nel 2005 fu restituita allo skyline della città la chiesa luterana Frauenkirche del XVIII secolo, le cui macerie hanno rappresentato per quasi sessant’anni un memoriale contro la guerra. Grazie agli sforzi dei cittadini sono stati ripristinati importanti edifici storici come il palazzo Zwinger e il Semper Opera House.

Cosa avvenne durante i bombardamenti del ’45

Nel febbraio 1945, i bombardieri americani e britannici sganciarono su Dresda 2.400 tonnellate di esplosivo e 1.500 tonnellate di bombe incendiarie per due giorni consecutivi. Un’area di 15 chilometri quadrati fu rasa al suolo e 75.000 appartamenti vennero completamente distrutti. La città venne consumata dalle fiamme e, una volta estinti gli incendi, le vittime dichiarate furono 250.000, cifra subito smentita. Secondo gli storici militari tedeschi, il totale delle vittime civili morte nei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale fu infatti di 370.000. È stata un’inchiesta indipendente commissionata nel 2004 dal consiglio municipale di Dresda a stabilire che le vittime del bombardamento del ’45 furono tra le 22.700 e le 25.000. I bombardamenti di Dresda, noti per l’enorme devastazione che ne conseguì, sono stati raccontati in Mattatoio n.5, romanzo di ispirazione autobiografica scritto da Kurt Vonnegut, che vi descrisse gli anni di prigionia durante la guerra.

Furono le donne a ricostruire la Germania, le “Trümmer Frauen”

Furono le cosiddette “Trümmer Frauen” a ricostruire la Germania, donne rimaste sole dopo la guerra, che contribuirono attivamente alla rifondazione delle città tedesche distrutte. La guerra aveva ridotto la forza lavoro maschile: mariti e figli partiti per la guerra tornarono feriti o non tornarono affatto. A loro si sostituirono le  donne, che si conta fossero circa 7 milioni in più rispetto agli uomini. Furono loro a liberare dalle macerie della guerra diverse città tedesche e austriache. Le cosiddette Trümmer Frauen potevano avere dai 15 fino ai 50 anni: le potenze alleate occupanti, infatti, emisero un ordine di lavoro rivolto alle donne abili appartenenti a questa fascia d’età. Oltre alle “donne delle macerie” parteciparono ai lavori urbanistici anche altri volontari che intendevano sostenere l’iniziativa. Inoltre, in diverse città tedesche come Berlino, Dresda, Amburgo, Lipsia, Magdeburgo e Norimberga si sviluppò un piano di rimozione delle macerie a cui contribuirono anche le linee ferroviarie. Si stima che a Dresda, dopo i bombardamenti del ’45, presero parte ai lavori di ricostruzione 492 uomini e 512 donne, divisi in tre diversi cantieri. Alla fine del 1946 si stima che le donne lavoratrici fossero addirittura 580.

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Immagine di copertina: © Pubblico dominio

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