Un terzo dei richiedenti asilo respinti dalla Germania viene deportato in Italia

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In Germania nel 2018 è cresciuto notevolmente il numero delle deportazioni verso altri paesi europei

In Germania il 2018 è stato l’anno record delle deportazioni di richiedenti asilo verso altri paesi europei. Nel 2017 la quota dei migranti respinti era del 15,1% mentre l’anno scorso è salita al 24,5%. Circa un terzo viene rimandato in Italia, conformemente al trattato di Dublino, secondo il quale è il paese in cui gli immigrati arrivano per la prima volta in Europa a doversi far carico delle questioni burocratiche legate alla richiesta d’asilo.

Più i respingimenti delle accoglienze

Il 2018 è il primo anno dal 2015 in cui i migranti respinti sono stati più di quelli accolti. Un record per la Germania, che proprio nel 2015 aveva concesso asilo politico a quasi 1 milione di profughi in fuga dal Medio Oriente. Storica l’affermazione della cancelliera Merkel «ce la faremo», pronunciata il 31 agosto 2015 nel tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica spaventata dall’enorme afflusso. E i dati sembravano confermarlo: oltre 311 mila di quei rifugiati alla fine del 2018 poteva contare su un impiego stabile. Ma la politica migratoria del nuovo governo tedesco si è spostata verso una linea più restrittiva.

La Germania si appella al trattato di Dublino

Sono stati 8.658 i richiedenti asilo trasferiti in altri paesi dell’UE, molti di più rispetto ai 7.102 dell’anno precedente. La meta prediletta è l’Italia, dove sono stati reindirizzati circa un terzo dei respinti. Solo 5 persone sono state rimandate in Grecia e non ci sono stati rimpatri verso l’Ungheria, perché in entrambi i paesi la gestione dei rifugiati non è ritenuta conforme ai diritti umani. La politica tedesca delle deportazioni è resa possibile da uno dei trattati più discussi della regolamentazione europea in tema di immigrazione. Il trattato di Dublino prevede che sia il paese in cui i profughi arrivano in Europa per la prima volta a doversi fare carico di tutte le questioni riguardanti richiesta d’asilo e accoglienza. I migranti restano così vincolati per anni a paesi come Italia, Spagna, Grecia, in cui spesso non vorrebbero rimanere. È per questo che chi sbarca nel nostro paese cerca di varcare le frontiere verso il Nord Europa senza lasciare traccia: qualsiasi prova di transito dal suolo italiano potrebbe essere usata per i rimpatri. È ciò che è accaduto a molti dei rifugiati respinti dalla Germania.

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Immagine di copertina: © Isakarakus, CC0

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