Germania, celebre rap musulmano si unisce all’ISIS. Ecco i testi delle sue nuove canzoni

“Ora ascoltate, cani infernali. Le parole sono state scritte. L’inchiostro si è asciugato. La decisione è stata presa. La vostra fine si avvicina. I soldati mutilati rientrano nella vostra patria prossimi alla disperazione. Con gli occhi persi nel vuoto. I corpi senza gambe. Vogliamo il vostro sangue. Ha un sapore così meraviglioso. In Francia, è stato dimostrato con i fatti. In Germania, le cellule dormienti sono in agguato. I fratelli stanno operando”.

Denis Cuspert, nome d’arte Deso Dogg, 39 anni, rapper, è nato a Berlino, da mamma tedesca e papà ghanese. Dopo essersi affermato come musicista, aver inciso tre album, e aver riscosso successo con il singolo dal titolo “”Willkommen in meiner Welt” (Benvenuti nel mio mondo), nel 2010 si è convertito all’Islam, ha cominciato a farsi chiamare Abou Maleeq e si è arruolato prima nelle milizie di Al Qaeda poi nelle file dell’Isis. Da allora è stato nominato capo della propaganda jihadista in lingua tedesca. Continua a fare rap, ma i suoi testi, sono diventati inni di battaglia alla guerra santa.

Da rap a “terrorista globale” – Prima del reclutamento, Cuspert era un gangster di piccoli gruppi criminali operanti in città. Trascorse la sua adolescenza ad entrare e uscire da riformatori, fino a finire in carcere con accuse a suo carico per svariati tipi di reati. Con un fitto curriculum di infrazioni si avvicinò al rap cercando di ispirarsi ai grandi artisti hip hop americani, ma già all’interno dei suoi testi si poteva scorgere la sua mente contorta e violenta. Dopo un incidente automobilistico, iniziò a mostrare interesse per le frange più estremiste dell’Islam salafita, forse in cerca di un’identità. Nel 2011 insieme all’aiuto di Mohamed Mahmoud, un’ islamista austriaco, fondò in Germania, nei pressi della città tedesca di Solingen, un’organizzazione criminale che incitava mussulmani tedeschi a seguire i dettami della Sharia, ad unirsi alla causa islamica, e a disconoscere la legge tedesca. Anche se le forze di intelligence smantellarono la congrega criminale, Cuspert si trasferì e continuò ad operare dall’Egitto, inasprendo sempre più i suoi messaggi, arruolandosi con estremisti nel campo d’addestramento di Mersa Matruh a 200 chilometri ad est dal confine libico, e diventando un jihadista in Siria all’inizio del 2013.

Da allora il suo nome è sempre più popolare. I dati statistici confermano che nel breve arco di tempo delle sue campagne propagandistiche ormai 320 tedeschi avrebbero sposato la causa jihadista recandosi in Siria, un numero che pare essere in aumento. Il suo proselitismo virale è accessibile a tutti sul web, ma soprattutto ai giovani. Il rischio che si corre oltre che essere esterno è soprattutto interno, nella radicalizzazione di nuove cellule terroristiche composte da giovani indottrinati (cittadini tedeschi) ai quali è stata promessa la salvezza eterna.

Le sue rime rappate sono state d’ispirazione per Arid Uka, kosovaro albanese di fede musulmana, che nel marzo 2011, uccise all’aeroporto di Francoforte due aviatori americani. Uka, nel corso del processo, dichiararò che poco prima della sparatoria ascoltava sul suo iPod musica di esortazione ad attaccare tutti coloro di fede non mussulmana, e, nell’organizzare l’attacco fu influenzato da un video postato sulla pagina Facebook di Cuspert.

Dalle rime poi il buon Cuspert passò ai fatti. Nell’ultimo video postato in rete nell’aprile 2015 da un gruppo di attivisti con sede a Raqqa, l’ex-rapper si mostra nell’esecuzione capitale di alcune vittime del regime. Mostra le loro teste mozzate definendo quei corpi morti come nemici di Allah e quindi dell’Isis.

La pericolosità dei suoi messaggi e la grave entità degli atti criminali che ha perpetrato in Siria, è stata oggetto di un’attenta valutazione dalle autorità tedesche – che si stanno operando per evitare il rientro dell’ex-rapper in Europa – e dalla comunità internazionale che lo ha definito come “terrorista globale”, disponendone la sua cattura e la sua eliminazione.

A fronte di alcune voci – che solo dopo si sono verificate infondate – era stata proclamata la sua morte nell’aprile del 2014, in seguito ad una guerriglia con un altro gruppo di fondamentalisti islamici. L’infondatezza delle informazioni e la necessità di arginare la “minaccia Cuspert” ha cambiato radicalmente la posizione tedesca nel conflitto. Un team formato da “Killer professionisti” della Division Schnelle Kräfte starebbe infatti attualmente operando in territorio iracheno, con l’obbiettivo – non facile – di riportare in patria la testa di Cuspert.

Sara Zavarin

Laureanda in Legge, studia a Torino dividendosi tra Piemonte, Veneto e Berlino

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