Butterfly, il murales di Berlino è italiano ed anche virtuale

Il murales che raffigura una bambina con le ali azzurre al centro di Friedrichshain, ex Berlino Est, è di un italiano e sperimenta la realtà aumentata.

L’artista è Michele Tombolini, veneziano, classe ’63, che ha scelto la facciata di un bel palazzo su Krossener Strasse (civico 36) per la sua opera Butterfly.

Il progetto

«Una bambina con le ali azzurre ed una croce sulle labbra, emblema delle violenze, domestiche e non, subite da giovanissimi che vorrebbero solo volare con la fantasia e vivere l’infanzia». Proprio accanto all’opera c’è una scuola. «È stata una scelta voluta, in questo luogo l’opera acquista un senso ancora maggiore». L’immagine fa parte del progetto internazionale “Indelible Marks – Contro l’abuso dei minori” e, dopo una prima realizzazione composta da fragili stickers di carta applicati con silicone e bioadesivo il 2 settembre 2015, è stata rimontata in maniera definitiva in pvt il 28 settembre 2015.

Un murales virtuale

«Anche se di definitivo, quando si parla di Urban Art, c’è ben poco. Tutto è temporaneo ed è per questo che più che murales io definisco Butterfly un Temporary Work, per quanto aggirato da una soluzione che d’ora in poi espanderemo in tutto il mondo, quello della realtà aumentata». Sì, perché l’idea è che la facciata del palazzo di Butterfly, se inquadrata con uno smartphone o tablet, lascia spazio a una serie di animazioni a tema violenza sui minori. A questo scopo è stata confezionata anche un’app (Experenti), scaricabile gratuitamente sui principali app store, che permette di vedere la bambina con le ali azzurre scomparire nel muro e lasciare spazio a storie e video. E si tratta solo di una delle possibilità della realtà virtuale elaborata per questo murales.

«In futuro pensiamo anche di realizzare murales virtuali solo attraverso la realtà aumentata. Ci saranno dei pannelli sui palazzi che sono stati selezionati per le opere e chiunque potrà puntarci sopra il proprio smartphone o tablet», ha dichiarato Tombolini.

A documentare l’intero processo di creazione dell’opera con video e photo è stato Patrick Albertini, responsabile del progetto Panofux (video e foto dell’articolo sono sue).

L’intero progetto è realizzato in collaborazione con Marta Melon, ECPAT, DNA CULTURA e Diego Loreggian e Laszlo Barbo.

Butterfly – Murales

Krossener Strasse 36

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