Germania, ecco perché il Mein Kampf di Hitler è tornato in libreria dopo 70 anni di divieto

Dal 15 gennaio Il Mein Kampf di Hitler torna nelle librerie tedesche a distanza di 70 anni dalla sua ultima vendita al pubblico. Sono infatti scaduti i diritti del “saggio” detenuti dal 1945 dallo stato della Baviera che, dal 1945 in poi, ne ha sempre vietato la ripubblicazione salvo casi eccezionali.

Le polemiche. La pubblicazione 2016 del Mein Kampf è stata preceduta da un anno di  discussioni circa l’opportunità, o meno, di vietarla. Nonostante varie polemiche, la decisione di una pubblicazione corredata da commento critico era quasi obbligata. L’avvento di internet e del digitale avevano già reso disponibile il testo ovunque e in qualsiasi momento in questi anni. I dubbi semmai sono stati sul se fosse giusto che qualcuno possa ricavare profitti dalla sua vendita, soprattutto alla luce dei progressivi consensi di Pegida, il movimento anti-islamizzaazione che nell’ultimo anno ha portato migliaia di manifestanti nelle piazze tedesche e di cui uno dei leader si è fatto fotografare con taglio e baffi da Hitler. C’è il rischio, a detta delle associazioni ebraiche tedesche, che il testo possa essere usato nelle scuole per stigmatizzare il nazismo finendo, però suo malgrado, per celebrarlo. Come riporta infatti l’Handelsblatt,  il presidente dell’Associazione degli insegnanti tedeschi Josef Kraus, ritiene che: stralci del testo starebbero bene nelle lezioni di storia delle scuole superiori, per studenti oltre i 16 anni,  la Conferenza dei ministri della Cultura dei Laender dovrebbe prendere posizione su come rapportarsi con questo testo traboccante d’odio, un’edizione commentata scientificamente potrebbe essere un utile contributo all’immunizzazione dei giovani contro l’estremismo politico”.

I diritti (scaduti) del Mein Kampf. il Mein Kampf (“La mia battaglia”) è il saggio alla base del pensiero nazionalsocialista pubblicato per la prima volta nel 1925. Hitler lo scrisse un anno prima, nel 1924, durante i 9 mesi di carcere da scontare per li per il fallito colpo di Stato a Monaco del 1923. Venne inizialmente pubblicato in poche copie per la Franz Eher Nachf Verlag di Monaco. Il suo successo fu molto piccolo fino all’ascesa del nazismo al governo. Vendette più 10 milioni di copie. Non fu soggetto a tasse, il ministero delle Finanze lo esentò e fu così che Hitler, grazie al ricavato, riuscì a ristrutturare la sua lussuosa residenza estiva sull’Obersalzberg. Gli alleati, in virtù della vittoria della guerra, acquisirono i diritti del libro prima di cederli alla Baviera.

Foto: © Institut für Zeitgeschichte
Foto: © Institut für Zeitgeschichte

Il Mein Kampf 2016 in Germania. Costa 59 € e si presenta si presenta come due volumi più che mai sostanzioso: il testo originale di Hitler è infatti accompagnato da un corposo commento critico composto da più di 3500 note realizzate ad hoc. Ne sono state stampate 4mila copie. Il ricavato andrà a sostenere l’opera di ricerca e studio del Münchner Institut für Zeitgeschichte (IfZ), l’Istituto di storia contemporanea di Monaco.

Il Mein Kampf in Italia. Da noi si trova in vendita su Amazon una vecchia edizione pubblicata da Kaos Edizioni commentata dal politologo Giorgio Galli con postfazione di Gianfranco Maris, presidente dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti). Su vari siti neonazisti è possibile invece trovare  una versione integrale in pdf senza commenti. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e Francia la pubblicazione del testo è legale e frutta profitti per diversi editori. Giusto o sbagliato che sia.

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