Germania, guida nudo verso il bordello, ma la polizia lo ferma e…

Recarsi in un bordello non è esattamente un’occasione che richiede un dress code. Ma tra l’abbigliarsi in modo rapido e semplice, con la prospettiva di spogliarsi poco dopo, e il non farlo affatto, c’è una bella differenza. Una differenza che è sfuggita al 38enne che stava guidando nel Saarland, zona Saarbrücken, lo scorso fine settimana. L’uomo, fermato dalla polizia per un controllo di routine, stava guidando completamente nudo.

I fatti. Quando i poliziotti si sono accorti del fatto, gli hanno chiesto di giustificare le ragioni della sua nudità. L’uomo ha affermato che si stava recando in un bordello. Guidare nudi, come pure mostrarsi nudi in pubblico, non è un reato in Germania. Ciò nonostante, la polizia si è trovata a dovere valutare se il comportamento dell’uomo potesse costituire una distrazione per gli altri guidatori, e, quindi, una violazione del codice stradale. La situazione è peggiorata quando la polizia, chiedendo patente e libretto, si è sentita rispondere che erano nel portafogli nella tasca dei pantaloni rimasti, ovviamente, a casa. A questo punto la polizia è stata costretta a sequestrate l’auto all’uomo che si è visto obbligato a proseguire a piedi. Per sua fortuna gli stessi poliziotti hanno provveduto a fornirgli vestiti di fortuna. La sua meta però è rimasta invariata: il bordello.

La prostituzione in Germania. È legale dal 2002 così come l’apertura di bordelli. Il suo impatto sull’economia del Paese è reale: ogni professionista paga le tasse sulla base del proprio volume di affari. Stessa cosa per l’aspetto legale: chi vende sesso può denunciare i clienti che non versano il corrispettivo pattuito. La Germania ha il più alto numero di prostitute in Europa, circa 40.000, e i clienti giornalieri, come riportato dal Telegraph, sono circa 1.2 milioni per 15 milioni di euro di volume.

Photo: © Youtube

Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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