Umberto D., a Berlino proiezione speciale del capolavoro di De Sica

Vittorio De Sica

Uno dei capolavori del neorealismo al centro di una speciale proiezione di Berlino

Umberto D. è uno dei più celebri e celebrati film italiani di sempre eppure quando uscì, anno 1953, il film suscitò le ire di Giulio Andreotti, allora, a soli 33 anni, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli spettacoli tanto che si impegnò a scrivere sulla rivista Libertas: «Se è vero che il male si può combattere anche mettendone duramente a nudo gli aspetti più crudi è pur vero che se nel mondo si sarà indotti, erroneamente, a ritenere che quella di Umberto D. è l’Italia della metà del secolo ventesimo, De Sica avrà reso un pessimo servigio alla sua patria…». La ragione della sua arrabbiatura? Il fatto che in una delle scene i pensionati si ribellino e manifestino in piazza contro il governo. La trama del film però era soprattutto altro, la vita di un un ex funzionario del ministero ormai anziano e in pensione che deve subire le angherie della padrona di casa che minaccia continuamente di sfrattarlo. Ha una pensione di sole diciottomila lire al mese. Conduce un’esistenza misera, fra un parco pranzo in una mensa economica e il tentativo di vendere un grosso orologio, che alla fine gli frutta però solo tremila lire. L’unica consolazione è nel piccolo cane che porta sempre appresso e allo stesso tempo cerca di prendere qualche soldo svendendo libri preziosi e un orologio di valore.

Umberto D. – l’evento di Berlino

L’appuntamento è per domenica 7 maggio alle 16.00 al cinema Babylon di Rosa-Luxemburg-Strasse 30. Umberto D. sarà proiettato con sottotitoli in inglese, 8½ con sottotitoli in tedesco. Il film sarà seguito da un piccolo aperitivo a base di pizza e spritz e da una chiacchierata post film con Mara Martinoli, curatrice della rassegna in collaborazione con Andrea D’Addio (Berlino Magazine). La proiezione rientra nella serie di domenicali appuntamenti del CinemAperitivo (ogni domenica un film italiano con sottotitoli al Babylon).

Umberto D. – La critica

Considerato uno dei vertici del Neorealismo italiano, Umberto D. ebbe incassi scarsi e suscitò, come i tre precedenti Sciuscià, Ladri di biciclette e Miracolo a Milano (1951), vivaci discussioni e reazioni politiche, fra cui l’intervento dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti, che deprecava il “pessimo servizio” che il film rendeva all’immagine dell’Italia all’estero. Più che nella denuncia sociale, però, la forza dell’opera sta nella resa psicologica del protagonista, delineata con grande acutezza e sensibilità. Per il ruolo di Umberto la scelta di Vittorio De Sica cadde su Carlo Battisti, un illustre professore di glottologia dell’Università di Firenze, appassionato di cinema, alla sua prima e unica esperienza davanti alla macchina da presa: la sua interpretazione è essenziale e misurata, non senza qualche punta di autoironia (quando vende un vocabolario, quando cerca il significato della parola ‘detumescenza’, o quando dice alla domestica: “Certi guai ti capitano perché non sai la grammatica”). Ma la novità del film è di carattere spiccatamente stilistico, e consiste in una narrazione che procede attraverso la frammentazione di episodi di vita quotidiana, con una successione dei fatti (“i fatti qualsiasi”, li chiama Cesare Zavattini) che non risponde ad alcuna necessità drammatica. Questa tecnica, a detta di André Bazin, rende il film proustiano, in quanto basato sulla continua scoperta e raffigurazione di un tempo reale, presente. La macchina da presa segue da vicino i gesti del pensionato e della giovane domestica, scomponendoli in una serie di momenti autonomi (la celebre scena del risveglio di Maria), e spesso appronta scene che hanno un’evidenza figurativa indipendente dalle ragioni della trama. Il rischio del film, come sottolineava Luigi Chiarini, potrebbe essere quello di cadere nel bozzettismo, di relegare la descrizione minuta dei fatti a un compiacimento fine a sé stesso. Ma tutto ciò viene risolto e ricomposto in un tono intimamente lirico, e la frantumazione stessa degli eventi riflette il ritmo dolente della vita. La vecchiaia e la solitudine sono descritte nel rispetto asciutto e profondo della dignità umana, senza attingere al populismo ingenuo che all’epoca altri registi prediligevano. Del resto, l’angoscioso senso esistenziale che pervade il film ha ricordato a Gian Luigi Rondi l’opera di Franz Kafka. La desolazione visiva è appena attenuata da qualche punta ironica, tipica dello stile zavattiniano, come testimonia ad esempio la lunga sequenza dell’ospedale. (da treccani.it)

Cos’è il CinemAperitivo di Berlino

È una rassegna di film italiani che ogni domenica alle 16.00 occupa una delle sale del cinema Babylon. Ha vita da 9 anni. Dopo ogni proiezione (sempre con sottotitoli o tedeschi o inglesi) è offerto un aperitivo e una discussione con moderatore e, normalmente, un ospite. Curatori della rassegna sono Mara Martinoli e Andrea D’Addio, rispettivamente responsabile cinema e direttore di Berlino Magazine. Se volete rimanere aggiornati con tutti gli appuntamenti del CinemAperitivo cliccate qui.

Umberto D.

di Vittorio De Sica (1952)

domenica 7 maggio 2017 alle 16.00

versione originale con sottotitoli in inglese

proiezione – aperitivo (spritz e pizza) – chiacchierata con la curatrice Mara Martinoli

presso Babylon

Rosa Luxemburg-Strasse 30

Evento Facebook

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