Con Ammazza che Pizza il fritto romano sbarca sul Maybachufer di Berlino

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Che si tratti di antipasti, pizza o primi piatti, da Ammazza che Pizza le parole d’ordine sono semplicità e qualità.

Tonda, dalla pasta sottile e croccante, ma con bordi alti: così si potrebbe descrivere la pizza servita da Ammazza che Pizza, locale italiano sito in Maybachufer 21, nel cuore del quartiere di Kreuzberg a Berlino. Contrariamente a quanto potrebbe far pensare il nome del ristorante, oltre alla pizza il locale offre anche ottimi antipasti, primi piatti, secondi e dolci. “Per noi ciò che conta è che sia tutto rigorosamente fatto in casa” puntualizza Davide, il titolare, che ha iniziato il suo viaggio nel settore enogastronomico nella cucina di casa, dove da giovane aiutava la mamma Teresa. La curiosità e la passione hanno poi portato Davide in giro per il mondo, dove si è formato come food and beverage manager per poi diventare insieme alla moglie gestore di Ammazza che Pizza a Berlino.

La storia di Davide

Cresciuto a Roma, Davide muove i suoi primi passi nella gastronomia lavorando come cameriere nei fine settimana e aiutando la mamma in cucina. “All’età di 26 anni ho deciso di dedicarmi allo studio dell’inglese e così ho iniziato il viaggio che mi ha tenuto lontano dall’Italia per molto tempo” queste le parole di Davide, che in Italia è tornato dopo più di 20 anni con moglie, due bambini e il progetto di fare il ristoratore. A Roma nel 2016 ha seguito un corso da pizzaiolo all’API (Associazione Pizzaioli Italiani), con cui tuttora intrattiene buoni rapporti, sia di amicizia sia commerciale. Successivamente ha aperto il suo ristorante a Berlino.

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Napoletana o romana? This is the question!

Pur rappresentando il simbolo per eccellenza della cucina del Belpaese, non è semplice dare una definizione univoca della pizza, ma per Davide si tratta di una cosa seria. Nato da mamma napoletana e cresciuto a Roma, sin dall’infanzia si è infatti trovato conteso tra i due grandi filoni del mondo della massa stesa. “Ma perché scegliere?” si domanda Davide. Ed ecco nascere la sua pizza: tonda dalla pasta molto sottile e croccante, dai bordi leggermente alti, che potrebbe essere definita come un compromesso tra i due “credo”, napoletano e romano. Molto importante è anche la lievitazione: l’impasto viene fatto lievitare da un minimo di 48 fino a 96 ore. Negli ingredienti Davide ha optato per la commistione: la farina scelta da Ammazza che Pizza è quella utilizzata dall’API, mentre le mozzarelle e la passata provengono da un fornitore campano.

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Non solo pizza, ma anche antipasti, primi e secondi

Dai taglieri di formaggi e salumi italiani, accompagnati dai tipici fritti romani, alla pasta fatta in casa per concludere con dolci deliziosi. Accanto alla pizzeria anche la cucina di Ammazza che Pizza ha dunque un ruolo centrale, soprattutto grazie alle abilità di Maurizio, il giovane cuoco cilentano che collabora con Davide. “Quando ci siamo conosciuti è entrato in cucina e mi ha tolto dalle mani il mestolo, incominciando a raccontarmi le sue esperienze. L’ho assunto subito” con queste parole Davide ricorda scherzosamente il primo incontro con il suo chef, che durante l’intervista gli porta una fumante crostata di fichi come regalo per la moglie.

È tutta una questione di prodotti

“Da Ammazza che Pizza tutto è fatto con cura e passione per regalare al palato i sapori migliori. Per questo siamo noi i primi a testare i nostri prodotti” racconta Davide. Con il famoso mercato turco all’aperto che si tiene ogni martedì e venerdì lungo il canale, proprio davanti al locale, portare in tavola prodotti sempre freschi e di stagione è semplice. Il mercato in questione è stato uno dei motivi che hanno spinto Davide e la moglie a scegliere questo posto per avviare l’attività: “La frutta e la verdura la compriamo al mercato, mentre per tutto il resto ci affidiamo al nostro fornitore di fiducia in Italia” spiega Davide. La scelta dei salumi e l’ideazione dei taglieri è merito di un piccolo norcinaio di Sutri nel Viterbese, amico prima che fornitore, a conferma del fatto che da Ammazza che Pizza passione, semplicità e familiarità sono di casa.

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Foto di copertina ©Angela Montagner

 

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