4 ragioni per cui essere genitori a Berlino “è più semplice”

genitori a Berlino

Essere genitori a Berlino: quando una buona organizzazione può semplificare la vita e incentivare le nascite.

“Una città a misura di bambino, ma prima ancora a misura di genitore”. Così è stata definita Berlino dalla giornalista, blogger e mamma Ilaria Ravarino. La città è ben organizzata per consentire una crescita serena ai bambini e una vita semplice ai genitori, sia mamme che papà. In una Europa sempre più vecchia, con il tasso di natalità in calo ormai da anni ( Eurostat), Berlino sembra essere in controtendenza rispetto anche al resto della Germania. Secondo i dati riportati da Euronews, Il tasso di natalità a Berlino è in crescita dal 2005 e la capitale tedesca è l’unica città nella Repubblica Federale, con una popolazione in crescita con uno scarto di 5 mila nascite rispetto alle morti tra il 2014 e il 2015. Sarà per i mezzi di trasporto efficienti o per le numerose strutture e aree dedicate ai più piccoli negli uffici o all’interno dei caffè. Sarà per i sussidi statali, per i tanti asili o per visione rosea del futuro che i genitori, a Berlino, sembrano belli, giovani e rilassati indistintamente se si parla di mamme o di papà.

4. La mobilità cittadina

Una rete per il servizio di trasporto pubblico efficiente migliora la vita di chiunque, ancor di più se si parla di genitori. Sono tantissime le stazioni della metropolitana berlinese dotate di ascensori e scale mobili. Questo consente alle mamma e ai papà di spostarsi con facilità anche con i passeggini. I mezzi pubblici funzionano tutto il giorno e raggiungono ogni angolo della città e questo permette di muoversi in città senza utilizzare la macchina e di non restare imbottigliato nel traffico. Inoltre, i bambini fino a 6 anni non pagano il biglietto per il servizio e dai 6 ai 14 anni pagano con tariffa ridotta. Oltre ai mezzi pubblici, le piste ciclabili consentono ai genitori di muoversi per le vie di Berlino con i bambini nel seggiolino delle biciclette o ai bambini già in tenera età di pedalare in sicurezza.

Have fun!- says the building on our street 😄👍 Веселитесь- советует одно из зданий на нашей улице 😉 Мы стараемся. А главное веселье у нас- ночное. Квест под названием 'убрать ночные кормления'. Ибо мы с мужем два зомби, не спавших целой ночи уже больше двух лет.. Заменяю на водичку и молочко из бутылочки. Стрессов дитенку не хочу, потому делаю это медленно, но уверенно. С вечера договариваемся, что ночью 'сися будет спать, а ты будешь пить водичку или молочко из бутылочки'. Соглашается. Вчера ночью- о чудо- сам просил водичку и больше ничего! Но если оч настаивает на груди, конечно же я не отказываю.. Кто из вас какими способами убирал ночные кормления, поделитесь!

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3. Il Welfare

Sono tre i sussidi statali tedeschi destinati ai genitori a Berlino: il Kindergeld, l’Elterngeld e il Kinderzuschlag. Il primo, è un assegno che spetta indistintamente a tutte le famiglie con figli naturali o adottivi, nipoti o bambini in affidamento che vivono nel loro stesso nucleo familiare che hanno meno di 18 anni di età. L’assegno spetta dal primo mese di vita del bambino. Il sussidio varia a seconda se si tratta del primo, del secondo, del terzo o del quarto figlio e in alcuni casi è possibile anche prolungarne la durata oltre la maggiore età. Il secondo è l’Elterngeld, un’indennità per congedo parentale che può essere richiesto dai genitori per i primi 14 mesi di vita del bambino. Di questo congedo possono beneficiarne entrambi i genitori dividendosi le mensilità. Una sorta di maternità e paternità di cui hanno diritto tutti i neo genitori che lavoravano prima della nascita del bambino. Il congedo consiste in periodo di pausa (totale o parziale) dal lavoro, retribuito da un minimo di 300 euro a un massimo di 1800 euro. La cifra viene stabilita in base al reddito medio delle 12 mensilità antecedenti la nascita del bebè. Il terzo sussidio è il Kinderzuschlag. Si tratta di un assegno per i genitori con  reddito basso che hanno figli a proprio carico di meno di 25 anni. Questo sussidio però può essere percepito solo se non si beneficia di altri sussidi statali. Sono quindi vari gli aiuti economici che lo Stato destina alle famiglie.

2. Una città a misura di bambino

Che sia la causa o la conseguenza dell’elevato numero di nascite, a Berlino sono molte le strutture dedicate ai più piccoli a partire dalle migliaia di Kindergärten. Come regola fondamentale, si legge sul sito Italianiaberlino, ogni bambino sopra i tre anni ha diritto ad un posto in un asilo indipendentemente dagli impegni dei genitori. Fino ai tre anni si paga un contributo minimo, normalmente intorno ai 30 euro al mese (per ulteriori informazioni cliccate qui). Dal 2011 è stata deliberata la gratuità degli ultimi tre anni di asilo (quella che in Italia chiameremmo materna).  Oltre agli asili, la città è piena di parchi pubblici con spazi attrezzati per far giocare i più piccoli. Ma a Berlino si sa, l’inverno è lungo e freddo e non sempre è possibile far giocare i pupi all’aria aperta. Per questo motivo, Kindaling il portale berlinese che fornisce servizi a bambini, donne incinte e famiglie in generale, ha creato un’utilissima mappa ispirata a quella della BVG, compagnia di trasporti pubblici berlinesi, contenente tutti i luoghi adatti ai più piccini in città: dai Kindercafes, bar ideati appositamente per i bambini, fino ad arrivare a musei, teatri e parchi per l’infanzia, passando per i locali che ospitano corsi per bambini, genitori o futuri genitori. Non è raro inoltre trovare bagni pubblici forniti di fasciatoi per neonati anche nei servizi degli uomini. Questo consente anche ai papà di poter cambiare i pannolini ai propri figli senza intrufolarsi nei bagni delle donne.

1. Lavoro e ottimismo

I motivi per cui una coppia decide di mettere al mondo dei figli o di non farlo sono certamente molto vari e personali. Quando si parla di temi come quello in questione, è difficile fare un’analisi considerando solo i numeri o le statistiche non generalizzando l’argomento. Da un’intervista riportata su Repubblica al Professor Rosina, docente ordinario di Demografia nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, emerge che tra i fattori per la quale una coppia decide di creare un proprio nucleo familiare ci sono sia questioni economiche che psicologiche e che le due siano inevitabilmente collegate. Il Professore sostiene infatti che in un clima generale di crisi economica, la coppia è meno incentivata a causa di  una mancanza di fiducia nel futuro. «Se una donna o una coppia pensano che il contesto sociale ed economico sarà più favorevole, più facilmente sceglieranno di avere un figlio, aspettandosi politiche più consistenti, coerenti e continue per le famiglie con bambini». Da queste parole si può dedurre che non basta ad una giovane coppia avere momentaneamente un lavoro per prendere la decisione di mettere su famiglia, ma che sia influente a tal fine anche immaginare che con facilità se ne possa trovare un altro, riponendo fiducia nelle prospettive future, rispondendo ottimisticamente alla domanda « che mondo lascerò a mio figlio?». A Berlino, come in tutta la Germania, il tasso di disoccupazione è tra i più bassi in Europa, trovare un lavoro dignitoso (i contratti usufruiscono della paga garantita dal salario orario minimo) è relativamente facile. Se si perde il lavoro ci sono sussidi di disoccupazione decenti. Non tutto è perfetto, anche in Germania ci sono mille contraddizioni ed ingiustizie, ma di base una donna non deve avere paura di entrare in maternità per il timore di perdere un lavoro che poi non si ritroverà in futuro. I datori di lavoro che si comportano in maniera non etica esistono anche qui, ma non bisogna implorarli se si comportano in maniera – se non illegale – almeno  immorale.

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Photo Cover:  instagram  – weweke 

Rosellina Neri

Nata a Roma, a 10 anni mi sono trasferita a Lipari alle Isole Eolie, dove ho vissuto in barca per qualche anno. L'isola la considero casa, in ogni suo scorcio, in ogni sua luce e in ogni suo scoglio. Ho iniziato gli studi in Giurisprudenza a Palermo, terra natale di mia madre. Ora vivo a Berlino e ho portato con me la voglia di scrivere. "Da grande", mi piacerebbe essere una giornalista.

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