«Quei vecchietti innamorati sul canale di Berlino»

Foto di copertina: © Maria Assunta Vitale, Sunset in Landwehrkanal, BY-SA CC 0.0

Romanticismo

Stavo godendomi il tramonto al canale, con numerosa altra gente: coppiette di fidanzati, bevitori di birra solitari, gruppi di ragazzi, lettori di libri, fumatori di joints e passeggiatori di cani.

Lo spettacolo era, come sempre, degno di un Leonardo a occhi spalancati, ma bastava socchiuderli un poco per vedere un Monet e chiuderli del tutto per veder scatenarsi la danza di Matisse; a ogni battito di ciglia mi deliziavo di questa pinacoteca gratuita.

Da lontano ho visto arrivare una coppia di vecchietti appena usciti da un ritratto di Grant Wood; camminavano uno a fianco all‘altro e sorridevano apertamente.

– Ah che gioia! – ho pensato – basta un tramonto per far scaturire in tutti la voglia d‘essere felici e di goderselo -.

Speravo si sedessero vicino a me, così da poter respirare la loro aura di serenità, ma, improvvisamente, la donna si è allontanata dall’uomo per dirigersi all’acqua. Arrivata al bordo del canale si è chinata e ha raccolto una bottiglia vuota di birra.

Otto centesimi.

L‘uomo è passato davanti a me e nella mano aveva una sporta di plastica piena di bottiglie vuote.

Ecco qua il futuro dei nostri figli; una vita a lavorare e poi in pensione a raccogliere vuoti di bottiglie, per arrivare a fine mese. Indubbiamente sopportare la nomea di malato mentale è dura, ma di fronte a queste scene, mi sovviene che tanto folle non sono a rifiutarmi di lavorare oggi, se poi un domani mi toccherà comunque di raccogliere bottiglie. Ma, forse, sono troppo negativo.

Dovrei piuttosto apprezzare la naturale simbiosi che si è venuta a creare tra il consumo di alcool e certe comunità di anziani. Senza alcolisti questi teneri vecchietti non avrebbero, magari, voglia di passeggiare tanto, di sollevare pesi e trasportarli, trascurando così la loro salute e la loro forma fisica; non avrebbero neppure quei quattro spiccioli che servono loro per fare quel che ci fanno e, magari, siederebbero tristi davanti a interminabili caffè o alla TV, a impartire giudizi sul creato.

In fondo è una fortuna essere nato con una congenita voglia di far nulla; neppure ora che servirebbero a me, quei quattro spicci, mi do la briga di procurarmeli. Sono fatto così: sono nato stanco e sono venuto al mondo per riposare, e poi, diciamocela tutta, che gusto c‘è a lavorare per del vil denaro?

Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Foto di copertina: © Maria Assunta Vitale, Sunset in Landwehrkanal, BY-SA CC 0.0

Ismaele Rossi

La vita sgangherata e unica di Carlo a Berlino ti porta nei bassifondi, tra i barboni, i ricchi rampolli decaduti, le mense dei poveri, gli Hartzer che vivono di sussidi, quella Berlino che per molti è cool ma che pochi conoscono davvero

0 Responses to “«Quei vecchietti innamorati sul canale di Berlino»”

  1. paolo t

    always good and sincere

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