Perché forse non vedremo l’atleta italiana Daisy Osakue agli Europei di Berlino e perché da italiani ce ne vergognamo

Daisy Osakue

Per Daisy Osakue gli Europei di atletica leggera di Berlino sarebbero dovuti essere una festa. Difficilmente li vedrà da protagonista.

Fra una settimana qui a Berlino inizieranno gli Europei di atletica leggera. Nella squadra italiana ci sarebbe dovuta essere Daisy Osakue, discobola (primatista italiana under 23) nata a Torino 22 anni fa da genitori nigeriani. Probabilmente non ci sarà: ieri sera mentre rientrava nella sua casa di Moncalieri è stata aggredita da (sembra) un gruppo di giovani non ancora identificato. Le hanno tirato uova e il guscio di una di queste le ha rovinato la cornea. Dovrà operarsi.

La causa dell’aggressione? Sembra che sia semplicemente perché è nera (e quindi, nella testa di molti, straniera). Nell’ultimo mese e mezzo sono 8 i casi di aggressioni per strada a stranieri o apparenti tali. I casi di xenofobia sono in aumento secondo tutti gli analisti. Secondo un recente rapporto di Amnesty International su ben 159 stati del mondo l’Italia “sembra concentrare più di altri Paesi europei le dinamiche di tendenza all’odio”.

Tra le tante cause, ce n’è una che supera le altre in maniera palese: il linguaggio del nostro nuovo governo, o almeno di parte di esso (l’altra parte sta facendo finta di non vedere), un imbarbarimento di parole, concetti e capacità d’analisi che non ammette giustificazioni intellettuali o parziali prese di distanza. È indubbio che l’immigrazione incontrollata, gli scafisti, i lager libici e la mancata integrazione di molti richiedenti asilo in Italia, ci pongono davanti ad un problema complesso. É più che lecito confrontarsi per capire quale sia il migliore modo per affrontarlo, anche partendo da opinioni molto distanti. Ciò che però non è lecito è pescare a piene mani da linguaggi e concetti razzisti. Secondo lo studio già citato in precedenza “il 95% delle dichiarazioni di politici sui social che veicolano stereotipi, sono discriminatorie, razziste o incitano all’odio e alla violenza in campagna elettorale sono da attribuire ai tre partiti della coalizione di centrodestra: “Lega Nord (50%), Fratelli d’Italia (27%) e Forza Italia (18%)”. Ieri, 29 luglio, anniversario della nascita di Mussolini, l’attuale Ministro degli interni ha citato la frase: “Tanti nemici, molto onore”. Si dice spesso, parafrasando Hegel, che “l’unica lezione che si può imparare dalla storia è che l’uomo non impara niente dalla storia”. Speriamo non sia così.

 

Photo Cover: © Daisy Osakue  Screenshot Youtube

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

One Response to “Perché forse non vedremo l’atleta italiana Daisy Osakue agli Europei di Berlino e perché da italiani ce ne vergognamo”

  1. Andrea Vaccaro

    Secondo il TG dell’emittente LA7 visto alle 20.00 di oggi non è stata aggredita da un gruppo di giovani bensì da due uomini a bordo di un’auto. Nella stessa strada, negli ultimi giorni, sempre secondo il servizio da me visto, si sono verificati altri episodi simili, ovvero lanci di uova contro persone, tra le vittime anche un pensionato, certamente non di colore. Andiamoci piano con l’accusare subito di razzismo l’Italia e gli italiani, la mia solidarietà con la nostra connazionale è totale, il mio disprezzo per chi l’ha colpita immenso, ma, francamente, più che un atto di razzismo mi sembra pura stupidità. Leggi più severe, magistrati più attenti ai diritti delle vittime che a quelli dei delinquenti, pene più pesanti, spazi di manovra più ristretti per gli avvocati degli indagati risolverebbero questi problemi.

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