8 aspetti della lingua tedesca che rivelano la sua strana bellezza

Quasi tutti coloro che si sono avvicinati allo studio della lingua tedesca sono stati sfiorati dal pensiero di aver fatto la scelta sbagliata.

Non perché studiare il tedesco sia inutile o perché ci sia qualcosa di male nell’appassionarsi alle lingue germaniche, ma perché lo sforzo che questa lingua richiede per esser veramente assimilata da chi la studia è notevole. Le complicazioni che insorgono quando si arriva ad un livello intermedio potrebbero mettere in dubbio l’importanza che l’apprendimento del tedesco ha per noi. A questo punto solo una grande passione oppure la necessità legata a motivi di studio e lavoro potrebbero aiutare ad affrontare lo sforzo sovrumano necessario a condurre una conversazione o a comprendere un testo complesso in tedesco. Eppure, è innegabile che nella lingua tedesca si nasconda una sorta di strana bellezza, un’anima romantica che la rende temibile e stupenda allo stesso tempo. Ed ecco che alcuni aspetti linguistici che potrebbero sembrare incomprensibili si rivelano come i veri punti di forza di questo idioma. In ognuna delle seguenti 8 difficoltà della lingua tedesca riportate di seguito si nasconde un aspetto positivo da non sottovalutare.

1. I molteplici significati di bitte

In genere, si dice che gli italiani non siano così avvezzi ai convenevoli come altre popolazioni. All’estero ce ne si rende conto chiaramente: capita infatti di notare che l’utilizzo di formule come “grazie” e “prego” è una cosa seria da non sottovalutare. Nel caso del tedesco, bitte non significa soltanto “prego”, ma anche “avanti, di nulla, per favore!”. Quindi tutte le espressioni italiane di cortesia possono essere facilmente riassunte in questa parola. Inoltre, l’espressione ja bitte! significa “mi dica!”. Se invece non abbiamo ben capito un concetto, possiamo farcelo spiegare meglio chiedendo wie bitte?.

2. La declinazione degli articoli

Per chi parte dalla lingua italiana, trovarsi ad avere a che fare con casi e declinazioni sembrerà un ritorno allo studio del latino e del greco, ma il tedesco non è l’unica lingua moderna che presenta l’uso dei casi. Lo sa bene chi studia e parla le lingue slave come il russo o il ceco, che presenta addirittura 7 casi diversi! Per quanto riguarda il tedesco, i casi sono nominativo, accusativo, dativo e genitivo. È fondamentale riconoscere le desinenze degli articoli nei diversi casi perché permettono di ricostruire il senso dello frase. Insomma, vale la pena compiere un piccolo sforzo iniziale per affrontare meglio le sfide linguistiche successive.

3. Il suono del tedesco

Sentir parlare tedesco, soprattutto per chi non lo conosce, può rappresentare un’esperienza poco piacevole per via di alcuni suoni abbastanza distanti dall’italiano, idioma noto e amato per il suo suono dolce e musicale. A difesa del tedesco bisogna però dire che troppo spesso nutriamo pregiudizi nei confronti di questo idioma. Il suono reale di ogni lingua dipende anche dal tono in cui le parole vengono pronunciate. In questo video, per esempio, si può notare come anche il tedesco possa rivelarsi sorprendentemente armonico!

4. Anche i verbi più comuni sono difficili

Prendiamo a esempio un verbo usato molto di frequente come “mettere”. In italiano non facciamo caso a come costruiamo la frase, invece il tedesco richiede una maggiore precisione: la voce verbale per “mettere qualcosa in orizzontale” non è la stessa che per “mettere qualcosa in verticale”. In questo caso il tedesco prevede due verbi diversi: si chiamano verbi di posizione e i più usati sono stehen/stellen (stare in posizione verticale/mettere in posizione verticale), liegen/legen (stare sdraiato o in posizione orizzontale, mettere in posizione orizzontale), sitzen/setzen (stare seduto/mettersi seduto) e hängen che se indica stato significa “essere appeso”, se si riferisce a un moto significa “appendere”. È vero che tutte queste differenziazioni possono rappresentare per molti motivo di sconforto, ma la logicità del tedesco è sicuramente un vantaggio per aumentare la consapevolezza nei confronti dell’idioma stesso.

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5. Il genere è una questione delicata

Dopo una vita passata a considerare il sole maschile e la luna femminile, studi il tedesco e scopri che i generi sono spesso sovvertiti rispetto all’italiano. In questa lingua, che contempla anche il neutro, imparare le regole che permettono di distinguere le più comuni desinenze dei tre generi può rivelarsi utile per diminuire i dubbi, ma in realtà l’unico vero modo per imparare il genere dei sostantivi tedeschi è di studiarli a memoria. Lo studio mnemonico è un metodo che oggi molti disprezzano e sconsigliano ai più giovani perché secondo alcuni limita le capacità di apprendimento. D’altra parte ritornare più di un centinaio di volte sul dizionario per controllare il genere di un sostantivo può rivelarsi davvero frustrante e minare la comprensione del testo. Per ovviare a questo problema non c’è altra cura che esercitare questo muscolo, come già consigliava Umberto Eco: il tedesco può dunque rappresentare una scusa per allenare la capacità di ricordare e scongiurare la possibilità di diventare google-dipendenti.

7. Le parole interminabili

Con le sue 79 lettere Donaudampfschiffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft è la parola più lunga registrata nel vocabolario tedesco e indica l’associazione degli ufficiali subalterni della direzione dei servizi elettrici della compagnia a vapore del Danubio. Non è un caso isolato perché esistono altre parole molto lunghe, formate dall’associazione di termini diversi, che di primo impatto possono mettere davvero paura, ma che a un esame più approfondito si rivelano frutto di una mentalità logica straordinaria che ci avvantaggia quando non conosciamo un termine. Per cercare di non perdere la pazienza nel pronunciarle bisogna ricordarsi che parlare non è una gara di velocità e che ogni grande problema si affronta meglio se diviso in piccole parti. Riconoscere i termini che costituiscono le parole composte e pronunciarli separatamente ci permette di capire meglio quello che stiamo dicendo e di non perdere il fiato rischiando di pronunciare suoni privi di senso!

8. I falsi amici

Così come in inglese, anche in tedesco capita di imbattersi in termini che potrebbero trarre in inganno noi italiani. In tedesco brutto per esempio non significa quello che intendiamo in italiano, che in tedesco si dice hässlich, ma “peso lordo”. Putzen, strano a dirsi, non vuol dire “puzzare”, che si dice stinken, ma “pulire”; Latte in tedesco significa “asticella”, mentre ciò che in italiano chiamiamo “latte” in tedesco si dice Milch. Di parole ambigue ce ne sono molte altre e la loro particolarità è quella di rimanere bene impresse nella memoria dei parlanti proprio perché, una volta che si sbaglia e si scopre cosa si è detto involontariamente, l’imbarazzo e le risate generali non ci permetteranno di sbagliare una seconda volta! Il tedesco ha dunque una sana dose di comicità intrinseca.

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Foto di copertina: screenshot da Youtube

Jale Farrokhnia

Classe '91, madre italiana e padre iraniano. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Nel 2010 mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia, social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, scrivo, traduco e faccio cose strane coi social da freelance. Giuro che prima o poi farò un lavoro serio, mi stabilirò e imparerò il Farsi, ma non adesso.

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