A Berlino l’eccezionale concerto di Vinicio Capossela: la photogallery

Uno dei lati positivi di vivere a Berlino sono i concerti, ogni giorno la città offre la possibilità di assistere alle performance di artisti di ogni calibro. Non ha fatto eccezione l’esibizione di Vinicio Capossela Mercoledì 11 Novembre presso il Club Astra, nel quartiere di Friedrichshain ex Berlino Est a due passi dal muro. Vinicio Capossela non ha bisogno di presentazioni o di biografia, calca la scena musicale da anni e con evidente successo, per l’esattezza da 25 anni ed è proprio per celebrarli che ha intrapreso un tour nelle città europee che hanno avuto e hanno un significato particolare per l’artista. Non fa eccezione  la capitale tedesca dove oltre al concerto ha anche presentato presso l’Istituto Italiano di Cultura il suo nuovo libro “Il paese dei coppoloni”.

Il cantante e la band si sono esibiti in una performance che è durata oltre due ore, in cui hanno pescato a piene mani dal repertorio dell’artista, tra folk e ballate, hanno divertito ed emozionato. Ad assistere un pubblico eterogeneo che si è prima fatto cullare dalle note lente dei brani iniziali per poi scatenarsi con quelli più danzerecci e festaioli, divertenti i diversi copricapi che Capossela e la band hanno indossato a seconda del genere eseguito. Il concerto è stato un crescendo, difatti il cantante non ha interagito da subito con il pubblico, si è inizialmente dedicato solo all’esecuzione musicale ma una volta riscaldata la platea ha tenuto banco egregiamente. Ha scherzato sulle proprie origini tedesche, è infatti nato ad Hannover anche se poi è cresciuto in Italia, ma ha anche dato diversi spunti di riflessione su temi di strettissima attualità come l’immigrazione e i rifugiati.

Capossela e la sua band ci hanno regalato un concerto di altissimo livello e cosa più importante ci hanno fatti divertire per tutta la durata dello stesso, se non avete avuto la fortuna di partecipare vi potrete consolare con la nostra photogallery.

Tutte le foto sono ©Barbara Albrizio per Berlino Magazine

 

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Paco Romito

Barese e fiero figlio degli anni 80, non porto spalline e capelli cotonati ma chiedetemi il titolo di qualche film o telefilm (all'epoca non si chiamavano ancora SERIE) di quegli anni e non solo annuirò compiaciuto, vi canticchierò anche la sigla. Ho giocato per 10 anni a football americano, non è rugby, anticipo la domanda. Uno sport che mi ha insegnato moltissimo sul lavoro di squadra e sul sacrificio ma anche sul fatto che i quarterback cuccano solo negli USA. Sono a Berlino da gennaio 2015 e intendo restarci.

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