Germania, referendum su nuovo mega centro commerciale in città. Ecco come hanno risposto i tedeschi

commercial center

A Duisburg, nell’ovest della Germania, i cittadini sono stati chiamati alle urne per la costruzione dell’outlet tedesco più grande del Paese. Ciò che è emerso è sorprendente

Il 24 settembre i cittadini di Duisburg non hanno solo dovuto votare per le elezioni federali. Attraverso un referendum è stato infatti chiesto loro di pronunciarsi a favore o contro la costruzione di quello che sarebbe stato l’outlet più grande della Germania. Il dissenso degli elettori ha aperto un dibattito importante: che i tempi stiano cambiando?

La vicenda

I cittadini di Duisburg,a pochi chilometri dalla città di Essen nella regione renana, si sono recati alle urne per decidere il destino di un ex stazione ferroviaria a dir poco gigantesca e a due passi dal centro della città. Questa zona di circa 30 mila metri quadrati ha ospitato anche il famoso Love Parade, storico festival della musica dance nato a Berlino alla fine degli anni ottanta. Purtroppo però al nome della città è del festival è legato uno spiacevole episodio risalente al 2010. Durante quell’edizione del festival (anche l’ultima in seguito all’accaduto), nella vecchia stazione ferroviaria sottoposta a referendum, 21 persone  persero la vita e altre 500 furono ferite, calpestate dalla folla impazzita. A sette anni di distanza la città sta ancora tentando di dare nuova vita a quel luogo tristemente famoso, e da qui la controversa proposta. Ma la prospettiva di costruire quello che  sarebbe stato il più grande outlet della Germania non ha convinto gli elettori.

©olafpictures– CC0 Creative Commons

Tempi duri per i centri commerciali

Il risultato del referendum del 24 settembre ha reso chiaro ben due cose. La prima è abbastanza palese, ovvero che il 51% degli cittadini non vuole che quella gigantesca zona vicino al centro di Duisburg sia ricoperta da sterili palazzi in cemento. La seconda è che i tedeschi sembrano essere sempre più immuni al fascino dei centri commerciali. Basta fare un giro a Mauerpark di domenica per rendersi conto che i tedeschi, a differenza di noi italiani, preferiscono dedicarsi ad attività all’aria aperta e al sole (quando c’è). Un amore per la natura che non sorprende particolarmente. Ma ciò che si è evidente è quanto questo spirito «wild» dei tedeschi si stia estremizzando sempre più. Un esempio lampante è il The Mall di Berlino, aperto nel 2014 e vicinissimo alla centrale Potsdamer Platz. Una Mecca dello shopping, con tanto di hotel lussuosi e appartamenti al suo interno che però non ha fatto presa sui berlinesi. Un flop totale tanto che, come dichiara CityLab , si era addirittura pensato di chiuderlo e dargli nuova vita convertendolo in un gigantesco tempio della musica techno. I berlinesi avrebbero sicuramente apprezzato.

 

#tb

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Duisburg come Berlino

L’episodio del The Mall ci rassicura sul fatto che, nonostante i tentativi di occidentalizzazione, lo spirito alternative di Berlino è più vivo che mai e i berlinesi non sono affatto pronti a rinunciarvici. Un anticonformismo che, a fronte del referendum di Duisburg, si sta risvegliando anche nel resto della Germania. Che tutto ciò sia indice di cambiamento?

©Niels Elgaard Larsen– (CC BY-SA 3.0)


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Cover Photo.: CC0 jarmoluk

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