«A Friedrichshain e Kreuzberg niente più pubblicità sessiste. E per Berlino è solo l’inizio»

Donne seminude, in pose provocanti, spesso accanto a uomini vestiti di tutto punto: che si tratti di sponsorizzare costumi da bagno, profumi o bibite analcoliche, troppo spesso i cartelloni pubblicitari discriminano la donna offrendo un ritratto sessista del corpo femminile.

Monika Herrmann (Verdi), sindaco del distretto berlinese di Friedrichshain-Kreuzberg, vuole dire basta all’utilizzo indebito del corpo femminile a fini pubblicitari. «Le pubblicità di oggi trasmettono il messaggio per cui tutte le donne sono in vendita, esattamente come il prodotto che viene pubblicizzato attraverso il loro corpo» ha dichiarato Herrmann, che già nel 2015 aveva proibito l’affissione di cartelloni pubblicitari sessisti nel quartiere. Come riporta Berliner Zeitung, ora il sindaco di Friedrichshain-Kreuzberg intende fare di più: attraverso un volantino informativo, Herrmann invita i cittadini di Berlino a presentare reclamo, qualora dovessero incappare in pubblicità discriminatorie in qualsiasi distretto cittadino. L’obiettivo del sindaco di Friedrichshain-Kreuzberg è bandire le pubblicità sessiste da tutto il territorio della capitale tedesca.

La campagna contro le pubblicità sessiste

In allegato alla brochure informativa dal titolo Sexism shouldn’t sell, i cittadini riceveranno un modello di lettera di reclamo, cartoline di protesta e addirittura gli indirizzi delle agenzie pubblicitarie e del Deutscher Werberat, autorità nazionale in materia di pubblicità. 10 punti riportati nel fascicolo aiutano a determinare ciò che può essere definito discriminatorio, ovvero se la pubblicità ritrae la donna come debole, isterica, stupida o ingenua e se la sottomissione o lo sfruttamento fisico o psicologico della donna vengono raffigurati in modo esplicito. Anche pubblicità di intimo, articoli sportivi o costumi da bagno possono considerarsi sessiste, se il rispettivo contenuto disturba l’osservatore o utilizza il corpo della donna per suscitare eccitazione. «Pubblicità di questo tipo consolidano la disparità dei sessi» si legge nella brochure. I cittadini vengono invitati a indirizzare le proprie lamentele alle agenzie pubblicitarie autrici di pubblicità sessiste utilizzando delle cartoline rosse concepite appositamente per questo scopo e scaricabili anche online. La cartoline riportano la seguente scritta: «Congratulazioni! Con la vostra pubblicità sessista e discriminatoria avete appena perso un/a cliente. E tenete presente che un/a cliente ne porta altri/e 10 con sé».

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Immagine di copertina © intimissimi

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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