Arte dall’Olocausto: a Berlino 100 opere clandestine delle vittime dei lager

In occasione della Giornata della memoria, a Berlino arrivano per la prima volta 100 opere dello Yad Vashem, Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, con sede a Gerusalemme. Kunst aus dem Holocaust/Art from the Holocaust è il titolo della mostra a cura di Eliad Moreh-Rosenberg, organizzata in collaborazione con la Fondazione per l’Arte e la Cultura (Stiftung für Kunst und Kultur) e ospitata al Deutsches Historisches Museum di Berlino dal 26 gennaio al 3 aprile 2016. Si tratta della più grande esposizione di opere dello Yad Vashem fuori da Israele. La mostra sarà accompagnata da una serie di conferenze gratuite in tedesco e in inglese che contribuiranno a fornire documentazione scientifica sulla storia dell’Olocausto. La cancelliera Angela Merkel, insieme a Nelly Toll, una delle artiste sopravvissute alla Shoah rappresentate nell’esposizione e residente ora nel New Jersey, ha presenziato l’inaugurazione della mostra in onore dei 50 anni di relazioni tra la Germania e lo stato di Israele.

Le opere in mostra. Le opere sono il frutto clandestino della creatività di 50 artisti vissuti all’epoca dell’Olocausto, molti dei quali sono stati poi uccisi dai nazisti. Tra nomi meno noti spiccano anche quelli di artisti ormai affermati come Felix Nussbaum e Ludwig Meidner. Le opere esposte, realizzate clandestinamente all’interno di campi di concentramento e ghetti, sono la testimonianza artistica del contrasto tra la drammatica realtà dell’Olocausto che gli artisti hanno vissuto sulla propria pelle e l’esistenza di un mondo immaginario opposto in cui cercavano di rifugiarsi. I soggetti rappresentati e i colori utilizzati nelle opere in mostra raccontano di anime ancora libere e sognanti, della volontà di sfidare l’orrore della realtà e di evadere, anche se solo con lo spirito e l’immaginazione. Così come ha dichiarato la curatrice della mostra in un‘intervista al New York Times, «filo spinato, stelle gialle e camini fumanti non sono i soggetti dei quadri esposti, ma ciò che i visitatori della mostra pensano di trovare». Sono poche le opere “fedeli” all’immaginario classico dell’Olocausto: tra queste ricordiamo “Transport Arrival, Theresienstadt Ghetto” di Leo Haas, artista dalla doppia vita che di giorno collaborava per la propaganda nazista e di notte si dedicava segretamente ai suoi quadri realizzati con la china rubata al lavoro. L’opera di Haas ritrae l’arrivo dei prigionieri nel campo di concentramento di Theresienstadt, nell’attuale Repubblica Ceca: la marcia dei detenuti verso l’ingresso del campo si snoda come un serpente in un paesaggio desolato e battuto dal vento. “Girls in the field” di Nelly Toll è invece una di quelle opere che rappresentano un tentativo di evasione dalle atrocità attraverso l’immaginazione: fu la madre della Toll a incoraggiare l’artista, allora bambina, a disegnare, scrivere storie e tenere un diario, proprio al fine di preservarla dalla barbarie del tempo.

Kunst aus dem Holocaust / Art from the Holocaust

100 Werke aus der Gedenkstätte Yad Vashem / 100 works from the Yad Vashem collection

Deutsches Historisches Museum

Unter den Linden 2

10117 Berlino

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 18

Biglietto: intero 8 euro, ridotto 4 euro

HEADER SCUOLA DI TEDESCO

Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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