Attentato di Berlino, risarcimento sicuro solo per i parenti dell’autista polacco

A pochi giorni dall’attentato a Berlino e nel giorno dell’uccisione dell’attentatore, alcuni fra i più noti quotidiani berlinesi hanno destato l’attenzione dell’opinione pubblica su una questione spinosa: il diritto ad un indennizzo per le vittime di un attentato investite da un tir e le asperità della legge.

Il Gesetz über die Entschädigung für Opfer von Gewalttaten (OEG) (letteralmente: legge sull’indennizzo in favore di vittime di atti di violenza) prevede un articolato sistema di indennizzo per i danni alla salute e per i danni economici sofferti dalle vittime di atti di violenza, che peraltro non è limitato ai soli cittadini tedeschi ma esteso ai cittadini dei paesi membri dell’Unione Europea e, a determinate condizioni, anche a cittadini di paesi non membri. Ma, nel caso dell’attentato di Berlino, la legge non è applicabile, se non in favore dei congiunti dell’autista. Niente per le altre 11 vittime.

Sotto accusa è il paragrafo 1, capoverso 11 dell’OEG che, espressamente, esclude dall’ambito di applicazione della legge stessa proprio i casi in cui i danni siano stati cagionati a mezzo di un autoveicolo (Kraftfahrzeug) o di un rimorchio (Anhänger). Ed è lo stesso incaricato per le vittime del Land Berlin, Roland Weber che critica aspramente la norma in questione, definendola una “fatale Lücke” (una lacuna fatale della legge), e che da tempo si auspica una modifica della legge.

Allo stato dei fatti, riferisce Weber alla Berliner Morgenpost, gli unici a poter chiedere e usfruire dell’indennizzo sono i parenti dell’autista. La sua morte non è dipesa da investimento. Le altre vittime possono percorrere altre strade. Ad esempio, possono richiedere sostegno alla Verein Verkehrsopferhilfe e. V. (un’associazione di sostegno per le vittime della strada) nonché al Bundesministerium für Justiz ed ancora ad altre organizzazioni dedite al sostegno delle persone in difficoltà.

Sulla questione è  intervenuto anche il Bundesarbeitsministerium. Il ministero verificherà l’eventuale necessità di modificare l’OEG e sottolinea che di massima, in questi casi, il ricorso a norme ad applicazione limitata non è affatto inusuale. Resta aperta, per le vittime la via del ricorso all’ Entschädignungsfond für Schäden aus Kraktfahrzeugunfällen” (fondo per il risarcimento danni derivanti da incidenti cagionati da autoveicoli). Insomma, dopo la tragedia, il percorso per ottenere un risarcimento non è affatto semplice né automatica. Per tutti i parenti delle vittime che proveranno ad ottenerlo ci sarà la necessità di un confronto periodico. Non il migliore modo per provare ad allontanarsi almeno un po’ dalla tragedia.

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Emma Cascella

Emma Cascella, romana, avvocato, è temporaneamente a Berlino per preparare la sua tesi di dottorato. Amante delle lingue e delle culture straniere, s’interessa principalmente di diritto privato europeo e si occupa di problematiche giuridiche transfrontaliere.

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