Berlin Bound – Una performance-party di, per e sui berlinesi di tutto il mondo

Allacciate le cinture, si parte. Anzi no, alzatevi e ballate!

Berlin Bound, la performance-party di, per e sui berlinesi di tutto il mondo è un viaggio da Berlino verso casa. Le due hostess, nonché performers, Ana Mena e Sarah-Jane St Clair ci accolgono a bordo di un aereo senza pilota. Ed ecco che dopo pochi minuti ci ritroviamo al centro del palco-pista a ballare, perché guai a non ballare a Berlino, la città che non dorme mai e che fa festa senza sosta. Scusate il cliché, che scatta automaticamente non appena si affronta il discorso sugli immigrati di nuova generazione, quelli atterrati a Berlino con una valigia colma di sogni pronti ad infrangersi.

Ana Mena, attrice spagnola, e Sarah-Jane, australiana, sono state dirette dalla regista di origini taiwanesi Chang Nai Wen in questo viaggio pieno di turbolenze dove il dj a bordo ha tuttavia sempre cercato di “mantenere l’atmosfera da party”. Ana ha lasciato Siviglia, è approdata a Berlino celebrando la neve e la raccolta differenziata, mentre Sarah-Jane è rimasta a dir poco incantata dai party e dalla musica infiniti. Tutto sembra andare per il meglio per le nostre quando a un punto imprecisato della loro permanenza berlinese, la storia si fa più difficile e confusa. Per Ana i ritmi sono accelerati, non si ha tempo per gustare il buon cibo e, nonostante il suo tedesco fluente, l’accento spagnolo (davvero impercettibile!) le impedisce di accedere ai lavori desiderati. Sarah-Jane è finita a raccogliere le bottiglie vuote per racimolare qualche soldo (chi vive qui conosce bene il significato di Pfand), il tedesco lo mastica a malapena e il suo sorriso – “perché è una persona felice” – la mette a disagio e si spegne a poco a poco. L’entusiasmo iniziale si frantuma a contatto con la realtà quotidiana, diventa un sentimento di imprecisata nostalgia e delusione quando si cerca di trovare il proprio posto nella società accogliente (?) e finisce con l’annullarsi quando si capisce di non sentirsi a casa. Ma cos’è casa? Cosa fa di un posto la nostra casa? Cosa succede quando a casa propria, qualsiasi significato questa espressione porti con sé, non ci si sente più a proprio agio, tanto da partire, e si finisce poi per non sentirsi a casa neanche nel nuovo approdo? Le nostre performer non ce lo dicono, ognuna a modo suo – e forse insistendo un po’ troppo sui soliti luoghi comuni – esprime invece il proprio disagio. Il prosciutto per Ana diventa il simbolo di casa, simbolo di una cultura che si prende il suo tempo per preparare cibi genuini e deliziosi, che ama ancora riunirsi attorno a una tavola in un atto sociale di comunicazione e condivisione. Sarah-Jane è invece sempre più smarrita, lost in a clubbing culture, intrappolata in una spirale di party fini a se stessi. Passata la turbolenza, si atterra finalmente a casa, ovunque essa sia e qualunque cosa essa significhi. Cambiate, provate, arricchite da tutto ciò che il vivere all’estero significa, le due attrici-hostess ci riportano a casa dopo un’esperienza da spettatori-ospiti-clubber senza dubbio attiva.

L’idea del viaggio è sfruttata bene per esplorare il cambiamento nell’individuo quando si confronta con altre culture. Il volo come spostamento e passaggio, con la musica a bordo e l‘invito a prendere parte all’azione, si concilia con Berlino e la sua party soul. Una città di transito che tutti accoglie senza però invitare nessuno a restare. Anche se le due voci migranti si appoggiano ai cliché più comuni – il prosciutto, la difficoltà della lingua, i party, la raccolta delle bottiglie vuote – un fondo di verità si trova, e in quel fondo un po’ ci si ritrova. Nelle turbolenze del volo delle nostre si rispecchiano anche i ritmi altalenanti della scrittura, più forti in alcuni dialoghi e passaggi, meno incisivi e blandi in altri. L’esperienza è consigliata, quindi tutti a bordo del volo Berlin Bound nach Heimat.

Repliche:

Venerdì 12 dicembre 2014 | 23:00 | Griessmühle | Sonnenallee 221 – 12059 Berlin-Neükolln

Sabato 13 Dicembre 2014 | 23:00 | Brunnen70 | Brunnenstraße 70– 13355 Berlin-Wedding

 

Articolo pubblicato su Diefranswelt

Francesca Vantaggiato

Sono nata a Lecce nell’anno di Fitzcarraldo, Ricomincio da Tre, 1997 – Fuga da New York, Il Marchese del Grillo, Cristiana F. – Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino. Dopo la laurea a Lecce in Scienze della Comunicazione, ho conseguito la specialistica in Comunicazione e Produzione Culturale a Roma dove ho vissuto per sei anni collaborando con riviste e webzine nella sezione cinematografica, teatrale e musicale. Vivo attualmente a Berlino, fotografo, scrivo ed esploro a tutto tondo la città.

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