Berlino, 17enne tedesco picchiato perché nero: «Mi hanno rivolto il saluto nazista»

Gravissimo episodio di razzismo a Berlino, in zona Prenzlauer Berg. Sabato scorso Benjamin, un ragazzo tedesco di 17 anni, è stato selvaggiamente picchiato da quattro sconosciuti mentre era fermo alla stazione del tram. Unica ragione di tanta violenza il suo colore della pelle, nero. Prima di passare alle vie di fatto gli aggressori si erano esibiti nell’Hitlergrüß, il saluto nazista. La madre del giovane, che ha riportato una frattura scomposta e dovrà essere operato, ha lanciato un accorato appello ai berlinesi sul sito New Generation Berlin (poi ripreso anche dal Berliner Morgenpost) affinché diano il loro contributo per assicurare i responsabili del vergognoso gesto alla giustizia. «Non è possibile che una cosa del genere resti impunita», ha dichiarato al Morgenpost.

I fatti. Sabato mattina Benjamin stava aspettando il tram M10 alla fermata di Husemannstraße in compagnia di un amico e di un’amica. I tre ragazzi erano diretti a casa dopo aver trascorso la nottata a un party. A un tratto quattro uomini si sono avvicinati al 17enne e uno di loro gli ha chiesto della ragazza. Benjamin ha provato a evitare la discussione e ad andarsene ma, a quel punto, lo sconosciuto ha eseguito il saluto nazista e ha esclamato: «È così che salutiamo qui in Germania». Alla richiesta di spiegazioni di Benjamin, l’uomo ha reagito con violenza. Il 17enne ha provato a scappare, ma è stato raggiunto, fatto cadere e preso a calci. Solo al passaggio di due ciclisti gli aggressori hanno lasciato andare Benjamin, che ha riportato varie contusioni e una frattura scomposta alla clavicola. È stato operato oggi. Al Morgenpost ha detto di non ricordare quasi nulla di quegli attimi di violenza e che sono stati i suoi amici ad aiutarlo a ricostruire la dinamica precisa dei fatti. «Non mi era mai successo nulla di simile. Forse a qualcuno non sta bene che io sembri straniero, ma sono tedesco», ha dichiarato il 17enne.

L’appello della madre. Sonja Prinz, la madre di Benjamin, non ce l’ha fatta ad aspettare semplicemente le indagini della polizia e ha voluto collaborare attivamente. Sul sito New Generation Berlin e nel quartiere ha diffuso una descrizione dell’aspetto degli aggressori basata sulla testimonianza degli amici del figlio. «Magari qualcuno ha visto, ed è in grado di dare una mano alla polizia», dice. I quattro uomini sono tutti tra i 25 e i 35 anni. Uno basso (intorno al metro e sessanta), uno molto alto (quasi due metri), due intorno al metro e ottanta. Il più alto aveva la barba, capelli corti scuri e sabato indossava un jeans con una giacca nera. Uno dei due uomini intorno al metro e ottanta aveva i capelli rasati. «Purtroppo non sappiamo molto di più», spiega Sonja Prinz, «i ricordi dei ragazzi sono molto frammentari». Ora la mamma di Benjamin, che ha altri quattro figli a loro volta già bersaglio di insulti razzisti, vorrebbe solo giustizia: «Quando un ragazzino, un minorenne, viene insultato per il suo colore della pelle, prima o poi è ovvio che debba succedere qualcosa di così sbagliato».

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