Berlino chiede ai prof di rivelare se sono gay, etero o bisex. Polemiche, ma è per un’ottima ragione

«Qual è il suo orientamento sessuale?»: questa la domanda a cui un campione di insegnanti berlinesi è stato invitato rispondere, non senza indignazione, nell’ambito di un’indagine condotta dall’università privata Sigmund Freud e dall’università Humboldt di Berlino.

Finalizzato a valutare il livello di discriminazione di alunni omosessuali, bisessuali e transessuali nelle scuole della capitale tedesca, lo studio condotto dai ricercatori di due università cittadine ha coinvolto insegnanti di circa 60 istituti scolastici. Oltre ai vari quesiti circa il proprio atteggiamento verso studenti LGBT cui i pedagoghi sono stati chiamati a rispondere, uno in particolare ha suscitato il malcontento tra intervistati e politici. Si tratta della domanda circa il personale orientamento sessuale degli insegnanti. I ricercatori si sono difesi sottolineando l’utilità del dato ai fini della ricerca.

Il questionario

Il discusso questionario online si compone di 56 pagine di domande. Fra le altre cose agli insegnanti viene chiesto di fornire una stima di quanti pedagoghi dichiarino espressamente il proprio orientamento sessuale nella scuola in questione. Altre domande riguardano la tematizzazione dell’orientamento sessuale a lezione o l’atteggiamento dell’insegnante nell’affrontare casi di discriminazione verso alunni LGBT. Sebbene la partecipazione al sondaggio sia volontaria, il Senato di Berlino invita espressamente gli insegnanti a rispondere ai quesiti, invito che pare abbia messo in difficoltà e sotto pressione i docenti.

Le reazioni

Sembrerebbe che i vertici del dipartimento dell’educazione cittadino non fossero nemmeno stati informati della presenza di una domanda così intima all’interno dell’indagine in questione. Un portavoce del dipartimento, invitato a pronunciarsi sull’accaduto da Berliner Zeitung, ha definito il quesito inappropriato. Secondo Maja Lasic, portavoce delle politiche scolastiche della SPD, è stato oltrepassato il limite: «L’orientamento sessuale dei singoli insegnanti è una questione privata» ha dichiarato Lasic. I deputati Paul Fresdorf (FDP) e Hildegard Bentele (CDU) hanno addirittura chiesto la sospensione dell’indagine.

Le giustificazioni dei ricercatori

Ulrich Klocke e Meike Watzlawik, psicologi rispettivamente presso le università Humboldt e Sigmund Freud di Berlino e promotori dello studio, si sono giustificati spiegando che l’informazione circa l’orientamento sessuale degli intervistati è utile ai fini dell’indagine. «In particolare il dato permette di comprendere da cosa vengono influenzate le discriminazioni sessuali» così Klocke. In altre parole lo studio intende indagare se atteggiamenti discriminatori nei confronti di alunni LGBT possono essere ricondotti a insegnanti eterosessuali. Inoltre Klocke ha sottolineato che i questionari sono rigorosamente anonimi. A sostegno della posizione dei ricercatori, i portavoce delle politiche queer delle frazioni di coalizione e Tom Erdmann, presidente del sindacato GEW per l’educazione e la scienza si sono detti a favore del quesito e seccati che un’indagine preziosa abbia perso di credibilità a causa di una sterile polemica.


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Foto di copertina: Learning English © tifhermon CC BY 2.0

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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