«Berlino? È la classica ragazza che non noti subito, ma di cui poi ti innamori follemente»

Ricordate Martin Schwartz, l’illustratore e graphic designer danese di cui abbiamo parlato qualche tempo fa? Le sue opere e il modo in cui ritrae il panorama urbano di Berlino ci erano piaciuti molto e così abbiamo deciso di intervistarlo. Il lavoro di Martin, 42 anni e uno studio a Copenhagen, nasce da una grande passione che aveva sin da piccolo, ovvero quella di disegnare animali. E, quando la passione si unisce al talento, le illustrazioni di un bambino possono trasformarsi spesso in una carriera professionale. Oggi Martin è un designer affermato, ha lavorato come illustratore su commissione per gli zoo di tutto il mondo e, da cultore di urbanistica e architettura, ha immortalato in splendide “cartoline” il fascino e l’atmosfera di alcune delle città più belle del mondo, tra cui Berlino. In una piacevole chiacchierata, gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo stile e sul rapporto particolare che lo lega alla capitale tedesca.

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Gli inizi con le illustrazioni di animali. «Ho cominciato come illustratore del mondo animale e i miei lavori sono esposti nei più importanti zoo d’Europa e di America», racconta Martin. Anni e anni di esperienza gli hanno permesso di sviluppare un metodo molto preciso: «Le illustrazioni di animali devono essere molto realistiche e, quindi, le linee e le forme non possono essere dritte e geometriche, poiché in natura gli animali hanno forme curve e rotonde. Tuttavia, disegnando migliaia di animali in questo modo, si sviluppa uno stimolo a cercare di immaginare in modo diverso. Così, ho deciso di iniziare una serie di illustrazioni di animali con forme molto stilizzate. Imponendomi di utilizzare solo linee, ho voluto catturare l’essenza di animali diversi. Ciò costringe a porre molta attenzione all’anatomia di ogni animale rendendola nell’espressione grafica più semplice possibile».

Carpire l’essenza di una città. Ma Martin ha dedicato molte energie anche alla rappresentazione grafica delle città. I fantastici poster sui vari quartieri di Berlino hanno a che fare con un’altra sua grande passione, l’architettura e l’urbanistica. L’intento di queste illustrazioni è «catturare il DNA di una città, rappresentandone i suoi edifici più iconici. Ho iniziato a guardare con attenzione alle case, al fine di scoprire che stile architettonico sia stato dominante per ogni città. E così, come nel caso delle illustrazioni geometriche degli animali, mi sono ritrovato a volerne catturare l’essenza». Come ha spiegato in un articolo per Scan Magazine (The soul of a city in a single print), illustrare l’essenza di una città significa allo stesso tempo permettere alle persone che usufruiscono delle sue opere di esplorarla con i loro occhi, scoprendo sempre nuove cose ad ogni sguardo. A essere ritratta tra le linee geometriche prodotte da programmi di graphic design c’è anche e soprattutto l’atmosfera di un luogo e i sentimenti che alcuni paesaggi sono capaci di suscitare. Compito dell’artista è quello di selezionare delle priorità, ovvero cosa rappresentare e cosa tralasciare. Ciò significa che è possibile interpretare una città in molteplici modi diversi.

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«Berlino, la ragazza che all’inizio non noti ma di cui poi ti innamori».  Martin ha realizzato splendide illustrazioni di varie metropoli europee e americane tra cui, ad esempio, New York e Copenhagen, la sua città. Ma Berlino esercita su di lui un fascino particolare. Parlando della capitale tedesca, la definisce come la «classica ragazza che passa inosservata nella classe delle capitali: potrà non avere la bellezza sfolgorante delle compagne di classe più popolari, come Parigi o Roma; ma una volta che l’hai conosciuta un po’ meglio, ti rivela un fascino e una personalità di cui è impossibile non innamorarsi. Nessun’altra città in Europa è stata così segnata dalle guerre. A Berlino bellezza e dolore sono fuse insieme».

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Tutte le anime di Berlino. Per mostrare il DNA di una città non è sufficiente soffermarsi solo sui monumenti e sugli edifici emblematici. Bisogna considerare anche i palazzi e le case, i bar e i graffiti. Rappresentare una città nell’insieme significa anche viverla sulla propria pelle, parlare con la gente che ci vive, attraversarla. Si tratta di catturarne il colore e l’umore complessivo. Così Martin, per comprendere davvero Berlino prima di disegnarla, vi ha soggiornato per un periodo girandola soprattutto in bicicletta. La visione diretta dei diversi Kiez (quartieri) lo ha indotto a rappresentarla per zone. «Prenzlauer Berg? Nel raffigurarla ho voluto enfatizzare come sia dominata dalla classica architettura del periodo comunista, coi suoi Plattenbau, ma anche da un progetto di ristrutturazione che ne fa attualmente una delle zone più residenziali di Berlino. Friedrichshain invece è un quartiere caratterizzato da un paesaggio più ruvido e meno raffinato, ma tanti suoi vecchi edifici, altrimenti grigi e spenti, sono ricoperti di colorate opere d’arte che ridonano loro nuova vita. Kreuzberg, poi, è una miscela di chiese, moschee, pantaloni a vita bassa, musei, doner. Una parte della città davvero vibrante. Charlottenburg si vede che appartiene al ricco ovest, è piena di luoghi iconici come la Gedächtniskirche, lo Zoo o di simboli capitalisti come il KaDeWe e l’Europa Center col suo logo Mercedes, inconfondibile anche da lontano. Infine La Fernsehturm, la torre della televisione che svetta su tutta la città e funge in qualche modo come una sorta di stella polare, di bussola da seguire. Berlino è un paradiso per un illustratore».

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Tutte le illustrazioni © Martin Schwartz CC BY SA 2.0

Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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