«Berlino è un acceleratore di creatività»

Isaac de Martin, musicista italiano “nomade” innamorato di Berlino

«Per un musicista che si muove spesso Berlino é la città ideale. In Italia funziona molto di più per conoscenze, tutti lo sappiamo, a Berlino é più meritocratico il discorso». Isaac de Martin, nato a Padova ma berlinese d’adozione dal 2013, è un musicista specializzato in chitarra jazz. Il suo ultimo album, Construction Site, pubblicato sotto il nome d’arte di IKE, nasce da questo suo soggiorno a Berlino spesso intervallato viaggi e progetti musicali seguiti negli ultimi anni in giro per il modo, da Mosca ad Helsinki, passando per il progetto SEEDS_I play with Mozart, nato per regalare arte e musica ai rifugiati. «Berlino dà la possibilità di incontrare in un solo giorno decine di persone che provengono da tutto il globo. Ho deciso di venirci a vivere quando, finito il conservatorio, avevo di fronte la possibilità di restare in Italia o andare a New York. Decisi per la seconda e comprai il biglietto. Avevo anche già trovato la stanza ma poi ebbi l’occasione di fare un viaggio di qualche giorno a Berlino, mi ricordo che era dicembre e nevicava come mai avevo visto prima. La città era davvero magica e forse quella neve mi ha un po’ stregato positivamente. In quei giorni andai anche a sentire un concerto alla Berliner Philarmoniker, pagando il biglietto circa 11 euro. Mi son detto: “Ah, qui é così? Posso sentire ogni settimana una delle migliori orchestre del mondo per 11 euro?” Così decisi di rimanere in Europa e trasferirmi a Berlino. Anche perché così il network europeo continuava ad esserci e ho fatto (come tuttora continuo a fare) svariate volte su e giù dall’Italia».

«Berlino offre molto da un punto di vista di crescita personale e anche di preparazione musicale»

«A Berlino ci sono la miglior scuola di jazz d’Europa, il JIB, e ben due conservatori d’avanguardia, dove si fa molta sperimentazione e ricerca e i fondi non mancano assolutamente. Poi per quanto riguarda lavorativamente il discorso cambia perché dipende una persona dove ha il suo network lavorativo, nel mio caso devo pensare a tutta l’Europa. Anche a Berlino, logicamente, avere buoni contatti può fare la differenza, però si sta molto di più sul contenuto delle cose che sul loro contenitore, lo si vede anche da come le persone si vestono: si noti ad esempio come ci sia una totale libertà di vestirsi qui indipendente dall’ambiente che si frequenta e ciò non preclude possibilità di nessun tipo. In Italia é un po’ più folcloristico il rapporto tra persone e quindi l’abito fa il monaco».

«Construction Site, il nome del disco, vuole riflettere sulla relazione tra uomo e natura»

«Berlino ovviamente é a sua volta in continuo e veloce cambiamento e le gru sono presenti ovunque. Penso che la città mi abbia ispirato nel suo modo di essere in continuo movimento. Inoltre, in Germania il rapporto tra uomo e natura é più forte rispetto all’Italia. I tedeschi, ad esempio, quando realizzano un cantiere si assicurano di proteggere i tronchi degli alberi che sono nei pressi. È di fondo nella loro cultura un rapporto e una considerazione diversa da quella che si trova nell’area mediterranea».

Isaac de Martin, il videoclip di Flughafen Love e Berlino

«La canzone Flughafen Love é una ballata elettro funk, ruvida ma ammiccante. La voce è di Karla Hajman, che pure lei vive qui a Berlino. Il videoclip non é assolutamente immaginabile altrove perché la città é un set cinematografico già pronto. Il riff di chitarra mi ricordo averlo buttato giù in cucina mentre preparavo un pranzo. Il testo racconta del rapporto tra una persona e la città (qualsiasi città), ma quando Karla parla delle luci, delle strade ecc.. sono per forza quelle in cui io e lei ci siamo incontrati, che sono più o meno tra Warschauer Brücke e Friedrichshain». Un release party del disco è previsto la sera del 9 luglio al Klunkerkranich di Berlino.

 


Berlino Schule tedesco a Berlino

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Photo: © Klaudia Kost

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