Berlino, epidemia di morbillo. Muore bambino di un anno e mezzo

Epidemia di morbillo a Berlino e nel nord est della Germania. Ieri, 23 febbraio, un bambino di un anno e mezzo è morto dopo essere stato ricoverato cinque giorni prima. “Non era stato vaccinato” ha confermato al Tagesspiegel l’assessore alla salute di Berlino Mario Czaja. L’ultima vittima in Germania per cause simili risaliva al 2013, quando un quattordicenne della Renania Settentrionale-Vestfalia contrasse il virus da un ragazzino non vaccinato che aveva infettato anche un’altra ragazza della zona. In Germania non esiste l’obbligo di vaccino ed esiste un vero e proprio movimento d’opinione contrario alle vaccinazioni tanto che Czaja si è voluto esprimere al riguardo “Non hanno senso, il morbillo è una delle malattie più contagiose che esistano”.
Come riporta il Robert Koch Institute (RKI) dall’inizio del 2015 sono stati ben 447 i casi di morbillo registrati a Berlino, valore  più alto dal 2001. Al momento la scuola frequentata dal bambino deceduto, la Carl-Zeiss-Schule del quartiere Lichtenrard, più di mille studenti, è stata chiusa in via precauzionale. Era già successo sul finire del 2014 quando due scuole, una nella zona di Kadow e una a Kreuzberg erano state sospese. Al momento sembra che il virus provenga da un gruppo di rifugiati serbi e bosniaci provenienti da zone in cui i vaccini non sono regolari.
Per ottenere il vaccino contro il morbillo a Berlino recatevi da un medico generalista e prendete un appuntamento. Qui trovate una lista per quartieri

Sul Morbillo riportiamo quanto scrive il Ministero della salute italiano.

Come si trasmette

Il morbillo è una delle malattie più contagiose che si conoscano; si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando.
Il periodo di contagiosità va da poco prima del periodo prodromico a 4 giorni dopo la comparsa dell’esantema.
Nelle persone con alterazioni del sistema immunitario il morbillo può assumere un decorso particolarmente grave e prolungato, con persistenza dell’eliminazione del virus per molte settimane dopo la fase acuta.

Chi è a rischio

Praticamente tutti, se non hanno avuto la malattia naturale o se non sono stati vaccinati, sono a rischio di contrarre il morbillo.

La sintomatologia

Dopo un periodo di incubazione (periodo che intercorre tra l’esposizione ad un contatto infettante e la comparsa dei primi sintomi) che può variare da un minimo di 7 ad un massimo di 18 giorni (solitamente però è di una decina di giorni), si ha comparsa di febbre, raffreddore, tosse secca, congiuntivite, chiazze rossastre sulla mucosa della bocca e della faringe e macchioline bianche sulle gengive, all’altezza dei molari (macchie di Koplik): questo è il periodo prodromico della malattia, che dura 4-5 giorni, al termine del quale compare un’eruzione cutanea maculo-papulosa che dal collo e dal capo si estende ad interessare tutto il corpo (esantema discendente).

L’inizio dell’esantema è solitamente accompagnato da un innalzamento della febbre che diminuisce poi piuttosto rapidamente.

L’esantema persiste per 5-6 giorni e, così come era iniziato, scompare a cominciare dal collo.
Per qualche giorno rimane una desquamazione della pelle (fase di convalescenza). Il decorso del morbillo può essere mite nei lattanti, se ancora in parte protetti da anticorpi di origine materna ma, solitamente, la malattia è più grave nei bambini molto piccoli e negli adulti.

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