Dj? Se non vieni a Berlino difficile avere successo

Michael Korb, in arte KlangKuenstler, non è solo uno dei numerosi DJ che affollano Berlino. A soli 25 anni pubblica già per due etichette discografiche: una l’ha fondata lui stesso (la Zuckerton Records), l’altra è invece la celebre  Stil vor Talent, punto di riferimento della scena berlinese. La sua agenda è piena di impegni ed è da quasi un anno in tour costante sia in Germania che nel resto d’Europa. E dire che il suo primo album uscirà solo il prossimo 10 ottobre. Si intitola “Das bin ich” ed è composto da ben tredici tracce melodiche e appassionanti che confermano quanto scritto sulla sua pagina Facebook a proposito della sua musica “warm, mellow, and soft”. Il prossimo 21 novembre KlangKuenstler avrà la sua prima data in Italia al Mirò Club di Bolzano. Noi lo incontriamo invece  in un insolitamente calda giornata di settembre al bar-ristorante Trino di Prenzlauer Berg, Berlino. Jeans viola, camicia a quadri e immancabili sneakers ai piedi, ci si presenta accompagnato dalla sua ragazza (“È la mia prima fan”). Durante la conversazione che seguirà, tra le varie cose ci racconterà di come anche lui abbia sentito due anni fa il richiamo della capitale, Berlin calling, e del perché possa vantarsi, proprio come il suo mito Paul Kalkbrenner, di fare musica elettronica dal vivo.

Cosa ti ha spinto a Berlino?

E’ stata la musica a portarmi qui. Ho iniziato a fare musica quando avevo 18 anni. Vengo da una piccola cittadina della Baviera, dove non ci sono molti input né luoghi in cui esibirsi. Se poi si parla di musica elettronica le opportunità sono poche e di certo non variegate. Spostarmi era inevitabile, e Berlino è stato il mio primo ed unico pensiero. Era il maggio del 2012, avevo ventitré anni. Guardandomi indietro non posso che pensare di aver fatto bene.

Una volta a Berlino come hai trovato i club in cui esibirti?

Per fortuna avevo già un’agenzia quando sono arrivato. Mi hanno aiutato a trovare location dove proporre la mia musica. Non c’è paragone con la mia città natale: a Berlino per l’alto numero di locali è facile trovare club dove esibirsi. E poi il pubblico è molto più attento a questo tipo di musica. Se sei bravo e costante, qualcosa alla fine lo trovi.

Berlino è diventato anche un luogo di ispirazione?

No, questo non direi. Sicuramente è facile venire influenzati, perché qui ci sono moltissimi DJ ed è possibile ascoltare artisti diversi ogni sera, ma per quanto riguarda la musica in sé, quella è sempre la stessa che facevo in Baviera, è uno stile fa parte di me e non cambia in base a dove vivo. Certamente nel corso degli anni si possono subire cambiamenti, è normale cedere anche a nuovi gusti, altrimenti non ci sarebbe uno sviluppo: ma il tipo di DJ che volevo diventare l’ho deciso nel momento in cui ho iniziato a fare questo mestiere.

E come definiresti adesso il tuo stile musicale?

Trovo davvero difficile farlo con una parola precisa…. Sicuramente si tratta di musica elettronica molto melodica e tuttavia pensata per essere suonata in un club, ma le influenze sono davvero molte, sia contemporanee che degli anni ’80 che ’90. Si può dire che è qualcosa tra house e tech house anche se la musica di oggi è sempre una fusione di stili diversi e con influssi infiniti. È impossibile identificarla in un unico concetto.

Rispetto ai dj del passato, pensi che la musica online aiuti i giovani ad emergere?

Senza dubbio. Nel mio caso Soundcloud si è rivelato fondamentale. Solo grazie a questa piattaforma mi è stato possibile raggiungere migliaia di persone sparse in Paesi diversi. Ogni mix può diventare virale, il passaparola può avere sviluppi esponenziali. Se questo fenomeno vale già per ogni musicista, lo è ancora di più per noi DJ, visto che possiamo pubblicare e far riascoltare anche a chi non c’era la performance registrata una determinata sera in un locale.das bin ich

Come definiresti la situazione attuale della musica elettronica?

E’ un tipo di musica sicuramente ancora in crescita. Viene apprezzata sempre da più persone e sta diventando un fenomeno quasi di massa, forse anche perché il sound si fa sempre più melodico e commerciale e quindi può essere trasmessa facilmente anche da radio e TV. Per me la musica elettronica è un fenomeno legato alla mia generazione, ma vedo che ora sta iniziando a piacere anche fasce di età che non corrispondono necessariamente alla mia. E se prima era un genere più popolare in Germania che altrove, ora la sua diffusione non conosce confini.

C’è qualche DJ in particolare che stimi o che ti ha influenzato?

All’inizio, e in parte ancora adesso, sicuramente Paul Kalkbrenner. E non solo per la musica in sé, ma anche per il suo modo di suonare live, ovvero non presentarsi prima di un Dj-set con i pezzi del tutto completi ma arrangiare la musica sul momento partendo da singole basi diverse. Anch’io spesso ho adottato questa tecnica, per questo vengo indicato anche come live-act oltre che DJ. È piuttosto stressante perché si tratta di pura improvvisazione. Certo non si può fare troppo a lungo, magari per un’ora, all’interno della quale si uniscono 15 pezzi diversi mixandoli spontaneamente. Ma è bellissimo perché così posso decidere come procedere anche in base all’atmosfera e alle reazioni del pubblico che mi trovo davanti.

KlangKünstler
WebsiteFacebookSoundcloud

Primo album: Das bin ich (That’s me)

 

La foto di copertina è (C) Christian Helmut Hasselbusch

 

Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

One Response to “Dj? Se non vieni a Berlino difficile avere successo”

  1. Gabri_G

    Fare il dj a Berlino è un sogno e per molti, se non quasi tutti, rimarrà soltanto tale.
    Se non avessi un lavoro a t.indet. mi sarei già spostato a Berlino e avrei provato anchio a dire la mia, magari riuscendo, magari no, ma sicuramente non avrei avuto il rimpianto come ho adesso.

    Rispondi

Leave a Reply