Berlino, la disoccupazione giovanile è 3 volte più alta della media tedesca. Ecco perchè

Nonostante da  tempo non sia più fanalino di coda tra i Bundesländern, il tasso di disoccupazione a Berlino resta preoccupantemente alto rispetto alla invidiabile media tedesca: come comunicato dalla Bundesagentur für Arbeit (l’Agenzia federale per il lavoro) alla fine dello scorso anno, circa 186.000 persone sono attualmente senza lavoro, per una percentuale del 10,2% sul totale dei berlinesi. La buona notizia è che gli elevati flussi migratori del 2015 non hanno avuto alcuna incidenza negativa sul mercato del lavoro della capitale, tant’è che si tratta del tasso più basso dal 1991, vale a dire dai tempi della riunificazione. Questo record positivo, tuttavia, ancora non colma il gap produttivo e occupazionale tra Berlino e il resto della Germania: il tasso nazionale di disoccupazione si attesta infatti intorno al 6% (2,65 milioni complessivi).

Una disoccupazione giovanile da non sottovalutare. E la situazione berlinese si fa ancora più complicata se si analizzano i dati della disoccupazione giovanile che, nella la fascia di età tra i 15 e i 20 anni, a marzo raggiungeva il 13,6%, laddove la media tedesca si mantiene al di sotto del 4% (3,8%). Il confronto con la media tedesca è meno impietoso se si prende in considerazione la fascia 15-25 anni, ma anche in questo caso il numero dei giovani berlinesi senza lavoro è comunque quasi doppio rispetto al dato nazionale (9,5% contro 5,2%, dati di aprile).

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Fonte © Berliner Zeitung
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Fonte © statista.de

Le ragioni di un gap storico. Secondo Marie-Anetta Beyer, consulente del lavoro per i giovani a Berlino est da più di vent’anni, le ragioni dei dati poco lusinghieri sono molteplici: innanzitutto la capitale tedesca non ha storicamente un tessuto produttivo e imprenditoriale forte (ma il boom immobiliare e delle start-up sta rapidamente invertendo il trend) e, nonostante sia passato un quarto di secolo, le differenze tra un ovest benestante e un est povero ed emarginato non sono mai state totalmente livellate, come la consulente ha potuto constatare nella sua lunga attività. Inoltre – spiega la Beyer alla Berliner Zeitung, uno studente su dieci lascia la scuola senza diploma e i posti disponibili per una Ausbildung, la formazione professionale, sono spesso insufficienti. Tanti giovani berlinesi non interessati alla prosecuzione degli studi non riescono così a svolgere nemmeno un tirocinio e si ritrovano senza alcuna specializzazione per il loro futuro lavorativo, cadendo facilmente nella spirale di impieghi precari e disoccupazione.

Ragazze madri, genitori disoccupati, tossicodipendenza. Tra le cause frequenti di disoccupazione govanile, la Beyer individua anche altri tre fattori: la maternità in giovane età visto che, nel dubbio, i datori di lavoro preferiscono assumere dipendenti senza figli; le storie familiari di disoccupazione e disagio, in cui l’esempio genitoriale si ripercuote negativamente sul percorso dei figli; l’abuso di sostanze stupefacenti, soprattutto di metanfetamina, che distruggono il consumatore abituale e lo rendono totalmente incapace di inserirsi in un contesto lavorativo. Anche la ricca Germania, paradiso di efficienza e produttività, ha i suoi angoli bui e le sue sacche di marginalizzazione. Ed è lì, nella disintegrazione del tessuto sociale, che cova più spesso l’odio, in tutte le sue forme.

Photo: Happiness, Feelings, Openness, Balance  © Sascha Kohlmann – CC BY-SA 2.0

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Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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