Berlino, chi sono le vittime dell’attentato di Breitscheidplatz

Tutte le dodici vittime dell’attentato al mercatino di Natale di Breitscheidplatz sono state identificate. Sette sono di nazionalità tedesca, una ceca, una ucraina, una israeliana, una polacca e una italiana, la 31enne di Sulmona Fabrizia Di Lorenzo.

Lo ha fatto sapere il Bundeskriminalamt (BKA), la polizia criminale federale, che però per motivi di privacy ha deciso di non divulgare informazioni più dettagliate sulle vittime della strage del 19 dicembre. Secondo lo Spiegel si tratterebbe di sei uomini e sei donne. Tra i morti non ci sono bambini, conferma il BKA. Dei feriti, 53 in tutto, 14 versavano ancora in gravi condizioni sabato, secondo quanto dichiarato da Andreas Geisel, senatore degli Interni di Berlino.

Tra le vittime non tedesche c’è anche Lukasz Urban, il camionista polacco che ha lottato per non farsi sottrarre il camion poi lanciato a tutta velocità contro il mercatino. Stando ai risultati dell’autopsia, il 37enne polacco sarebbe stato ucciso ore prima dell’attentato con un colpo di pistola alla testa e non, come si riteneva inizialmente, negli attimi dell’impatto. La visita a Breitscheidplatz è stata fatale anche per Dalia Elyakim, 60enne israeliana che si trovava a Berlino con il marito Rami, a sua volta rimasto ferito ma ormai fuori pericolo; e per una donna ceca che viveva da tempo a Berlino, prima vittima del terrorismo della Repubblica Ceca. Le autorità non hanno reso note le generalità delle sette vittime tedesche.

I funerali di Fabrizia

Intanto nel giorno di Santo Stefano si sono svolti a Sulmona i funerali di Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne italiana che viveva e lavorava a Berlino dal 2013. Nella cattedrale cittadina, talmente gremita da rendere necessaria la presenza di altoparlanti nel piazzale antistante per diffondere la messa all’esterno, sono accorsi a renderle l’ultimo saluto le massime cariche dello Stato, in particolar modo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro degli Interni Marco Minniti.

Foto di copertina © Linda Paggi

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