Un capolavoro in 3D per sconfiggere ogni pregiudizio: arriva nei cinema Boxtrolls, Le Scatole Magiche

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Dopo Coraline e La Porta Magica e ParaNorman, lo studio LAIKA ci regala un’altra chicca d’animazione in stop motion ispirata al libro di Alan Snow “Here Be Monsters!”. Boxtrolls 3D, presentato Fuori Concorso a Venezia 71, è una produzione tecnicamente americana con un retrogusto tutto British. Basti considerare la nazionalità inglese di una parte consistente del cast ‘vocale’ (Isaac Hempstead Wright, Ben Kingsley, Jared Harris, Nick Frost e Simon Pegg), l’accento britannico della compagine americana (vedi Elle Fanning) e, soprattutto, il tocco Monty Python, tanto per la traccia musicale di chiusura scritta da Eric Idol quanto per il finale che attinge abbondantemente dallo sketch “Mr. Creosote” di The Meaning of Life.

I registi Graham Annable e Anthony Stacchi, il primo già impegnato in Coraline e ParaNorman e il secondo in Z la formica e James e la pesca gigante (prodotto, quest’ultimo, da Tim Burton), parlano di disfunzioni sociali, di élite dissennate, di fobie del diverso alimentate dall’ignoranza, di diversità come principio di libertà d’essere. Lord Gorgon-Zole e il suo elitario entourage in tuba bianca guidano la società di Pontecacio, minacciata dalle misteriose creature chiamate Boxtrolls. Ma chi sono i Boxtrolls? Stando alle parole dell’arcigno Archibald Arraffa, una tuba rossa che anela a conquistare la bianca e con essa il diritto di degustare i formaggi più buoni del mondo, si tratta di pericolose creature del sottosuolo che rapiscono i bambini e divorano gli essere umani. In verità i Boxtrolls sono dei buffi gnomi nascosti nelle scatole che si aggirano nella notte alla ricerca di cianfrusaglie, pronti a scappare e a nascondersi non appena arrivano gli umani.

Come nei precedenti lavori, esistono due mondi diversi tra loro separati dal pregiudizio. Coloro i quali popolano la superficie, gli esseri umani, amano lo spreco, sperperano soldi in ruote di formaggio giganti, predicano il falso per ottenere il potere. Gli abitanti del sottosuolo, i Boxtrolls, conducono una vita modica, riciclano, si ingegnano, temono gli umani. La conciliazione tra i due mondi è possibile grazie all’incontro tra Winnie Gorgon-Zole, figlia dell’insensibile sindaco la quale spinta dalla noncuranza del padre indaga sulle misteriose creature, e Uovo, una sorta di Mowgli vittoriano in scatola cresciuto sottoterra dai Boxtrolls. I bambini, superando razze, razzismi e pregiudizi, si fanno ancora una volta portatori di un messaggio sano e pacificatore. Più lungimiranti e avveduti dei padri, disabituati ormai a mettersi e mettere in discussione il vociferare maligno ed erroneo, il ‘freak’ e la ‘principessa’ intraprendono una battaglia coraggiosa per emancipare gli adulti assopiti nel torpore della creduloneria.

Rispetto a Pixar e Dreamworks, Boxtrolls 3D definisce, esteticamente e poeticamente parlando, il proprio specifico immaginario animato senza nulla invidiare ai colossi dell’animazione. A indebolire, forse, il meticoloso disegno di paesaggi, costumi e caratteri vittoriani, la comicità grottesca alla Monty Python, il messaggio libertario, è il tratto sbiadito dei due piccoli protagonisti rivoluzionari, percepiti come due detonatori privi di un unicum e troppo agganciati a una classicità schematica per diventare memorabili.

Nei cinema tedeschi dal 23 ottobre.

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Francesca Vantaggiato

Sono nata a Lecce nell’anno di Fitzcarraldo, Ricomincio da Tre, 1997 – Fuga da New York, Il Marchese del Grillo, Cristiana F. – Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino. Dopo la laurea a Lecce in Scienze della Comunicazione, ho conseguito la specialistica in Comunicazione e Produzione Culturale a Roma dove ho vissuto per sei anni collaborando con riviste e webzine nella sezione cinematografica, teatrale e musicale. Vivo attualmente a Berlino, fotografo, scrivo ed esploro a tutto tondo la città.

One Response to “Un capolavoro in 3D per sconfiggere ogni pregiudizio: arriva nei cinema Boxtrolls, Le Scatole Magiche”

  1. Boxtrolls 3D – Le scatole magiche | diefranswelt

    […] Articolo pubblicato su Berlino Cacio e Pepe Magazine […]

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