Cannes, Quinzaine 2016: After Love, la fine di un amore ai tempi della crisi secondo Lafosse

Presente alla Quinzaine nel 2008 con Private lessons (Elève Libre) e selezionato nel 2012 nella sezione Un certain regard per Loving without reason (A perdre la raison), Joachim Lafosse è di nuovo a Cannes con il suo nuovo lavoro After Love (L’économie du couple). Inserito in una giornata particolarmente ricca di sfumature ed emozioni – lo precedevano Jodorowsky e Virzì – il film rimane però sulle tinte del grigio. Fatto salvo per un paio di momenti dove l’emotività sembra fare finalmente capolino, il film belga rimane complessivamente piatto e privo di sfumature interessanti.

Separati in casa. Dopo 15 anni di vita comune, una coppia viene ripresa nel pieno della crisi. Hanno due figlie piccole che finiscono per far le spese di una situazione di tiro alla fune tra i genitori separati in casa, situazione a cui la coppia è costretta anche e soprattutto dalle difficoltà economiche che impediscono al quasi ex marito anche solo di andarsene in affitto altrove. Il fastidio di Bérénice Bejo, nei panni della moglie, è una nota costante nei confronti del quasi ex marito Cédric Kahn che, a ruoli inversi rispetto al solito, interpreta la figura del mantenuto (architetto disoccupato). Recriminazioni costanti puntellano il film come una partita a chi fa più punti per vincere la ragione dello spettatore. Qualsiasi cosa diventa motivo di attrito e il fatto che il film sia girato quasi per intero in un elegante appartamento borghese rende ancora meglio la situazione claustrofobica della coppia, costretta alla convivenza.

In sostanza. Lafosse non è nuovo a questo tipo di tematica in cui dinamiche familiari si mischiano con problemi di denaro. Vi si era cimentato anche nel 2006 con Private property (Nue Propriété). Tuttavia in questo film la tensione che viene messa in campo non sfocia mai in disagio vero e proprio se non in pochi casi e il fatto che non ci siano che sporadiche scene a richiamare l’amore passato non aiuta a creare empatia con i personaggi che risultano sostanzialmente estranei tra loro. Lo sguardo equidistante di Lafosse nella lotta tra moglie e marito, lascia poco spazio ad alcuna profondità emotiva. Un distacco che alla fine rende il film debole e poco interessante rispetto ad altri tentativi di raccontare storie simili come nel caso di Blue Valentine di Derek Cianfrance o A Separation di Asghar Farhadi.

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