Cappuccetto rosso a Berlino sarebbe una fattona

esercizio di riscrittura proposto dal Laboratorio di scrittura creativa degli Scrittori Emigranti che partirà il prossimo 30 settembre a Berlino. Per maggiori informazioni e iscrizioni cliccate qui

Cappuccetto rosso a Berlino sarebbe una fattona

degli Scrittori Emigranti

Rotkäppy prese al volo la sua inseparabile felpa col cappuccio rossa comprata in saldi da Primark ed uscì di casa brontolando. Proprio non ci voleva andare dalla nonna, quella vecchia gattara sdentata, benché meno per portarle la torta di mele che pensava sua madre stesse cucinando per lei. Ne era stata travolta dall’odore per tutta la giornata e la delusione di sapere che alla fine non l’avrebbe potuta gustare, la mise di ancor più cattivo umore del solito. Ne staccò tuttavia un pezzettino prima di infilarla nel cesto della bici e la mangiò, alla faccia della nonna che di certo gran parte ne avrebbe lasciata a quei gatti rachitici. A piedi nudi, così com’era di moda nella Berlino di quel tempo, s’avviò allora in bici verso la East Side Gallery, dove nelle vicinanze abitava appunto la nonna. L’unica cosa che le rendeva piacevole la gita al muro era la presenza nei pressi del canale di alcuni africani venditori di erba. Ogni volta che si trovava lì per una ragione ne comprava 20 euro per fumarsela metà subito sulla riva della Sprea e l’altra dopo cena nel giardino sul retro di casa. Tastò la tasca della felpa per assicurarsi di avere cartine e filtri ma all’improvviso le squittì il cellulare. Messaggio WhatsApp: Non venire a casa, ci vediamo al Tiergarten dalle parti del lago. Nonna .

Rotkäppy imprecò in varie lingue (tutte imparate alla Volkshochschule) e dovette fermarsi per fare mente locale. Il suo bel piano sballoso poteva andarsi a ffar benedire, a meno che non avesse allungato un po’ il percorso. E così, mentre si domandava domandò da quando in qua la nonna avesse un cellulare e addirittura come fosse riuscita a scaricare WhatsApp, decise di passare dalle parti del muro e comprare la sua consueta dose. La nonna sarebbe stata così più sopportabile e di certo se avesse preso la metro anziché la bici avrebbe recuperato il ritardo. Effettuato l’acquisto si recò ad Ostbahnhof. Dovette prendere 2 S-Bahn: sulla prima schiacciò un pezzo di vetro che le si conficcò nell’alluce, sulla seconda incontrò due  punk con cui cominciò a chiacchierare finché non si chiusero le porte e le chiesero il biglietto. Erano due controlli. E non bastava la loro comune passione per i Kiss. La multa gliela fecero lo stesso.

Una volta scesa dalle parti del grande parco, in preda all’ira come non mai, non vedeva l’ora di incontrare la nonna per tirarle la torta di mele in faccia. Si fece inghiottire dal Tiergarten pedalando nervosamente e pronta solo ad attuare la sua vendetta. La notte stava quasi per calare ma fece in tempo ad incrociare una coppia di nudisti gay addormentati bonariamente e prossimi al congelamento, ad essere rincorsa da un cane e ad essere centrata in fronte da un frisbee rosa (in realtà il cane rincorreva il frisbee, ma questo Rotkäppy non lo sa).

Quando arrivò nei pressi del lago, quella che sembrava sua nonna, ma con un testone grande il doppio, un tronco di quercia al posto del busto e due fianchi larghi come un lavatoio, le fece cenno con la mano di avvicinarsi. Rotkäppy era così che neanche s’accorse della peluria sotto al naso quando le lasciò la torta. Altro che vendetta, voleva solo tornare a casa. L’ultima cosa che disse fu: «Nonna, ma che acconciatura ignobile che hai?»

«È per sentirmi più agio a Berlino. Mi sento molto hipster»

Solo a quel punto, come se un contatto elettrico le avesse riacceso il cervello, si rese conto che quella non poteva mai essere sua nonna. Sua nonna aveva la barba. Qualcosa non le tornava. «Ma tu non sei…» neanche il tempo di finire la frase che la nonna fece di Rotkäppy un sol boccone, neanche fosse un Capo di Stato ellenico.

Alla scena assistette un uomo vestito da cacciatore. Si stava recando al bad taste party dell’SO 36. Si avvicinò sconvolto e chiese: “Lo voglio anche io”.

Fu così che nacque l’imbiss “Beim Wolf” del Tiergarten.

Leggi anche A Berlino arrivano gli Scrittori Emigranti, il laboratorio di scrittura creativa di Berlino. Dal 30 Settembre al 16 Dicembre. Organizzato da BerlinoCacio & Pepe e Homo Scrivens

Foto di copertina: Red Riding Hood 1 © Ernest CC BY SA 2.0

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3 Responses to “Cappuccetto rosso a Berlino sarebbe una fattona”

  1. Atolla

    quando sono arrivata a “sulla seconda incontrò due punkkcon cui cominciò a chiacchierare finché non si chiusero le porte e gli chiesero il biglietto. Erano due controlli. E non bastava la loro comune passione per i The Kiss”, gli occhi hanno iniziato a sanguinarmi e non ho potuto continuare la lettura.
    Vi prego, correggete. Rotkäppchen non era un uomo, quel “gli chiesero” non si può vedere. E quando in italiano si cita un gruppo anglosassone che ha l’articolo nel nome, tipo “The Who” o “The Kiss”, “The Killers”, si omette l’articolo inglese: i Kiss, gli Who, i Killers.

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  2. paola

    per pura curiosità potrei avere il nome dell’autice/autore?

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