Il cinema spagnolo invade Berlino. I nostri suggerimenti per lo Spanisches Filmfest

Per 10 giorni il Kino Babylon parla spagnolo: dal primo al nove novembre il cinema situato nel cuore di Mitte diventerà il quartier generale della terza edizione dello Spanisches Filmfest Berlin.

27 i film presentati, 3 i blocchi di cortometraggi, 7 le sezioni, 1 finestra aperta sul mondo dell’audiovisivo (‘Proyectaragón’, il meglio della mostra audiovisiva aragonese), 1 focus sull’America Latina (quest’anno il Paese di dialogo è l’Argentina) e poi incontri, tavole rotonde, Master Class, Workshop e ‘Talente in Aktion’ (Talenti in azione, http://www.sffberlin.de/talente-in-aktion/).

Alla produzione spagnola di qualità e destinata al grande pubblico (si pensi a Eva, Carmina o Revienta, Blancanieves delle scorse edizioni) è dedicata la sezione ‘Roter Teppich’ (Tappeto rosso, http://www.sffberlin.de/roter-teppich/). Dalla commedia-horror a quella romantica, dal genere drammatico al thriller, il Roter Teppich annovera film che hanno partecipato ai più rinomati festival mondiali o avuto riconoscimenti importanti.
Cannibal di Manuel Martín Cuenca è stato presentato al Toronto Film Festival 2013, 3 bodas de más di Javier Ruiz Caldera con Inma Cuesta (la Blancanieves di Pablo Berger) ha avuto sette nomination ai Goya, La herida di Fernando Franco García (montatore di Blancanieves) ha vinto il premio speciale della Giuria al Festival di San Sebastián, mentre Franco si è aggiudicato il Goya Miglior Regista; Las brujas de Zugarramurdi di Álex de la Iglesia – una garanzia – ha avuto 8 Premi Goya, Stockholm di Rodrigo Sorogoyen annovera nel cast Javier Pereira – Goya Miglior attore rivelazione, Todas las mujeres di Mariano Barroso ha vinto il Premio Goya migliore adattamento insieme a Alejandro Hernández.

Lo spazio per le opere non convenzionali, sperimentali, ibride ed esploratrici di territori difficilmente classificabili è la sezione ‘Kaleidoskop’ (Caleidoscopio, http://www.sffberlin.de/kaleidoskop/). Per citare solo alcuni dei titoli, El futuro di Luis López Carrasco, presentato al Locarno Film Festival, ärtico di Gabriel Velázquez visto in Generation – Berlinale, People in places di Juan Cavestany con un cast stellare tra cui Maribel Verdú (Y tu mamá también di Alfonso Cuarón e Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro, premio Goya per Blancanieves) e Raúl Arévalo (Balada triste de trompeta di Álex de la Iglesia).

‘Perspektiven’ (Prospettive, http://www.sffberlin.de/perspektiven/) è la vetrina riservata ai documentari, le cui tematiche sono davvero le più disparate: Con la pata quebrada di Diego Galán, 3 minutos di Álvaro Torrellas, American Jesus di Aram Garriga, Aragon rodado di Vicky Calavia, Una mujer sin sombra di Javier Espada, Zarpazos! Un Viaje Por El Spanish Horror di Víctor Matellano.

Da quest’anno, il festival riserva un’area anche agli under 18. ‘Junior-Suite’ (http://www.sffberlin.de/junior-suite/) accoglie film d’animazione e non (Justin di Manuel Sicilia e il pluripremiato Zipi y Zape y El Club de la Canica di Oskar Santos, presentato al Toronto Film Festival e poi al Sundance) per i più piccini e teenager stories per chi ha qualche anno in più (Diamantes negros di Miguel Alcantud e Generación Mei Ming: mirada desde la adolescencia di David Gómez Rollán).

Lo Spanisches Filmfest Berlin apre ogni anno il dialogo con l’America Latina. L’anno scorso il ponte culturale era con la Colombia, quest’anno con l’Argentina. ‘Mit anderem Akzent’ (Con un altro accento, http://www.sffberlin.de/mit-anderem-akzent/) volge lo sguardo sul cinema latinoamericano, un occhio attento a cogliere e rappresentare processi sociali e conflitti, alla ricerca di un’identità individuale e collettiva, di un’espressione nuova tra tradizione e post-moderno. Quattro i titoli – tutti consigliati: Ciencias Naturales di Matías Lucchesi (Gran Premio K-plus Generation alla Berlinale, pluripremiato al Guadalajara International Film Festival), El cerrajero di Natalia Smirnoff (Sundance Film Festival), Escuchar a Dios di Mariano Baez, Liberen a García di María Boughen.

Non mancano, poi, la sezione dedicata ai cortometraggi (http://www.sffberlin.de/es/en-corto/) suddivisa in tre blocchi, ‘KURZFILME 1, ALS WIR KINDER WAREN’ (Quando eravamo bambini), ‘KURZFILME 2, LIEB MICH, IN DEM ICH ALLEINE BIN’ (Amami, stando solo), ‘KURZFILME 3, SCHAUE NICHT ZUR SEITE’ (Non guardare dall’altro lato), e una finestra aperta sui festival spagnoli, ‘Seitenblick’ (http://www.sffberlin.de/portfolio/proyectaragon/). ‘Proyectaragón è il best of della Mostra audiovisiva aragonese presentato da Vicky Calavia.

DATE DEL FESTIVAL: 1-9 Novembre 2014

LUOGHI DEL FESTIVAL: Kino Babylon (Rosa-Luxemburg-Straße 30, 10178 Berlino. U2 Rosa-Luxemburg-Platz, S- U-Bahnhof Alexanderplazt)

BIGLIETTI: da 6 a 10 euro (http://www.sffberlin.de/preise-und-karten/)

 

manifesto cinema spagnolo

Francesca Vantaggiato

Sono nata a Lecce nell’anno di Fitzcarraldo, Ricomincio da Tre, 1997 – Fuga da New York, Il Marchese del Grillo, Cristiana F. – Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino. Dopo la laurea a Lecce in Scienze della Comunicazione, ho conseguito la specialistica in Comunicazione e Produzione Culturale a Roma dove ho vissuto per sei anni collaborando con riviste e webzine nella sezione cinematografica, teatrale e musicale. Vivo attualmente a Berlino, fotografo, scrivo ed esploro a tutto tondo la città.

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