Cinque luoghi comuni sulla vita a Berlino

Berlino è una città splendida (qui le 10 ragioni che ne fanno la città del momento), ma tante cose non funzionano, o almeno non lo fanno come può sembrare dall’esterno. Ciò non toglie che si viva meglio qui che in buona parte del nostro Paese (a meno che non si abbia un buon lavoro in Italia) , ma serve comunque a ridimensionare alcuni luoghi comuni.

5-Berlino è la summa della Germania. Non lo è. E’ la città meno tedesca di tutte ed il trend, soprattutto se si guarda il rialzo del costo della vita, va verso modelli come Amburgo e Francoforte, ma rimane a suo modo un unicuum da vari punti di vista.. Ok, non è disorganizzata come le città italiane, ma lo è più di tutte le sue colleghe tedesche: ritardi dei mezzi, sporcizia (soprattutto nei quartieri che vanno per la maggiore da Wedding a Neukölln, passando per Friedrichshain e Kreuzberg) , cantieri che si prolungano (l’ultimo è l’aeroporto del Brandeburgo, ma ce ne sono molti altri) e qualche (buona) tolleranza in più rispetto ad altrove (del resto i continui confronti con gli stranieri neo immigrati modifica anche il modo di pensare dei tedeschi che qui ci sono sempre stati). Qui dove un tempo c’era est ed ovest, ora c’è anche nord, e soprattutto sud, Spagna, Italia, Portogallo e Grecia. E così, quando ogni volta che torno in Italia trovo qualcuno che mi chiede “Ah, vivi a Berlino….allora, come si sta Frau Merkel?” sottintendendo il rigore e l’efficienza che lei rappresenta agli occhi degli stranieri che vedono tutto dal proprio paese, non so bene cosa rispondere: da dentro, da Berlino, quella Germania sembra da tutt’altra parte.

4-Berlino è economicissima Lo è senza dubbio per i divertimenti: i ristoranti sono accessibili e i club hanno prezzi d’ingresso che a Roma ti sembrerebbero gratis e bere al loro interno è sostenibile (2 o 3 euro una birra, 5 un cocktail), ma le case e le camere, ovvero dove va buona parte del budget mensile ormai hanno prezzi sempre più vicini all’Italia. Capita spesso di trovare camere a 400 euro e più ed appartamenti a due stanze ad 800/900 euro. E questo sempre che si riesca ad ottenere la camera/casa (guarda ad esempio questa foto!) Se si ha la fortuna di subentrare in una casa con un vecchio contratto d’affitto si riesce ancora a stare dentro ai 300, ma sono casi rari: l’innalzamento dei prezzi è in rapida crescita e seppur non arriveremo ad estremi come quelli romani (parlo di ciò che conosco, magari è la stessa cosa altrove, comunque sia a Roma spesso ho sentito di posto letto in camera da due persone a 450 euro), non parliamo certo di camere regalate. Quantomeno qui normalmente le bollette sono incluse nella mensilità. E’ vero che si può viaggiare senza auto, ma i mezzi si fanno pagare. Quasi ottanta euro costa l’abbonamento mensile, due euro e sessanta invece la singola corsa. Si può andare in bici, è vero, ma il tempo di Berlino lo conoscete.

3-E’ la patria degli artisti. Ci sono tanti spazi a poco prezzo, e l’ottima rete di trasporti ti permette di percorrere grandi distanze senza grandi scocciature, quindi si può viaggiare per raggiungere il proprio atelier senza battere ciglio. Realizzare arte non è un problema. Il problema a Berlino è il vendere questa arte. La città è povera e sono pochi i “mecenati” pronti a prendere sotto la propria ala qualche artista, proporlo in giro e farlo crescere. La concorrenza poi è così alta che bello e brutto si fondano abbassando terribilmente il livello medio e così anche un vero talento a cui non viene dato il tempo di essere capito può essere buttato all’interno di un grande calderone che non gli appartiene. E’ vero che il vero artista realizza arte prima di tutto come esigenza personale, ma alla lunga anche la più grande delle passioni rischia di spegnersi dopo anni e anni di delusioni e stipendi da cameriere.

2-Si può vivere senza tedesco. Sopravvivere sì, vivere no. Basta un confronto con la burocrazia tedesca per rendersene conto. Non solo. Non capire il tedesco porta nel lungo periodo un senso di frustrazione e di allontanamento che spesso può provocare anche brutti equivoci riguardo la mentalità o gli atteggiamenti dei tedeschi. Il tedesco lo si può imparare anche direttamente a Berlino, a patto da dedicargli veramente del tempo e non infilarlo ai margini di tante altre attività. Chi vuole trasferirsi qui cercando lavoro dovrebbe avere già una base, anche minima, di questa lingua.

1-E’ facile trovare lavoro. Non lo è. Salvo profili altamente qualificati in campo scientifico ed informatico, l concorrenza è altissima in ogni professione. Del resto tutti i nuovi emigranti che ogni giorno atterrano pieni di speranze nella capitale tedesca aumentano l’offerta di lavoro, senza che la domanda cresca allo stesso ritmo. Ho tuttora tantissimi amici laureati con ottimi voti e altrettante buone esperienze lavorative passate in cerca di un lavoro dopo 8 mesi di ricerche. Ed il rischio è che alla fine ci si stanchi e si vada a provare in altre città tedesche. Anche il “qualsiasi lavoro” non è così immediato e scontato. Ci sono tante startup e freelancer, segno non solo che qui c’è un fermento che stimola e sembra supportare chi ha voglia di fare l’imprenditore, ma anche che tanti giovani, dopo aver a lungo cercato, preferiscono cercare di mettersi in proprio viste le difficoltà ad entrare come si deve nel sistema (leggi 4 siti dove cercare lavori creativi a Berlino). Molti stage, soprattutto nell’ambito culturale, sono totalmente gratuiti ed iniziare subito con un buon primo stipendio è molto difficile. Entrare in una startup può essere un ottimo investimento su sé stessi se si ha la fortuna di entrare in una startup con del potenziale, ma anche una perdita di tempo se il progetto è destinato a fallire e voi finirete ad aver lavorato a qualcosa che non ha arricchito veramente il vostro curriculum ora che, oltretutto, siete anche meno giovani. Il vero rischio a Berlino infatti è di sprecare tempo, il vostro tempo, quello che nessuno vi darà mai indietro.

Leggi anche Berlino, cerco casa o camera: come utilizzare wg-gesucht

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

4 Responses to “Cinque luoghi comuni sulla vita a Berlino”

  1. Marco

    Aggiornamento: la corsa si paga 2,60€. peró l’abbonamento mensile a partire dalle 10 del mattino si paga 57,00€.
    Per il resto ottimo articolo. D’accordo su tutti i 5 punti.

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  2. Orazio

    Tutti i punti sono stati sintetizzati senza trascurare gli elementi fondamentali. Una visione che condivido.

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  3. Giovanni

    E’ un fenomeno sociologico valido in ogni paese, Italia compresa. Esempio, quando si va a vivere in un quartiere appena costruito, si generano le migliori energie tra i residenti e si mettono da parte le nature umane fatte di diffidenza, ipocrisia, furbizia e convenienze varie. Ci si sente tutti uniti e la voglia contagiosa di star bene produce un continuo di iniziative coinvolgenti. Poi il tempo inizia il suo lavoro. Cominciano le incomprensioni, le difficoltà, i problemi di vicinanza e la tolleranza pian piano scema sino ad arrivare all’indifferenza se non all’ostilità. I tutti insieme diventano alcuni e molte porte si chiudono insieme ai sogni. La vita prescinde da colori e frontiere e se non si è raggiunto la sicurezza di una vetta, arduo sarà proseguire il cammino. Oggi Berlino è tutta un fremito di idee e speranze mai dimenticare che l’entusiasmo per essere tale non può prescindere dalla provvisorietà.

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