Come l’Ambasciatore italiano a Berlino ha difeso gli italiani dalle accuse di Der Spiegel

L’Ambasciatore d’Italia a Berlino Pietro Benassi ha risposto indignato allo sprezzante articolo di Spiegel Online che definiva gli italiani “scrocconi”.

“Gli scrocconi di Roma”: così titolava qualche giorno fa Spiegel Online, la versione web della testata tedesca Der Spiegel, in riferimento al tentativo di formazione, poi fallito, del governo Lega/Movimento 5 Stelle, alla vigilia della candidatura di Paolo Savona a Ministro dell’economia. Come riportato dall’Ansa, allo sprezzante editoriale a firma di Jan Fleischhauer, l’Ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi ha risposto per mezzo di una nota in cui critica fortemente la dialettica adottata dall’autore che sarebbe «indirizzata a un intero popolo».

L’Ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi © Lorenzo Pesce

L’editoriale di Jan Fleischhauer su Spiegel Online

Scrocconi, dolce far niente, mendicanti: queste le accuse che la testata tedesca storicamente famosa per le sue critiche al Belpaese (celebre la copertina del 1977 che ritraeva una pistola in un piatto di spaghetti) rivolge al popolo italiano. Nel suo articolo intitolato “Gli scrocconi di Roma”, l’editorialista Fleischhauer ritrae l’Italia come un Paese in realtà «non povero», «uno Stato che prima chiede di farsi finanziare da altri il suo proverbiale dolce far niente per poi minacciare i suoi creditori se questi gli chiedono di regolare i debiti» e ancora un popolo di «scrocconi aggressivi», peggio dei mendicanti, perché «i mendicati almeno dicono grazie quando si dà loro qualcosa».

Fleischhauer prende le mosse dalle promesse del nascente governo, da lui definite «il cielo in terra, ovvero meno tasse, pensione anticipata e reddito di cittadinanza. Promesse sul cui finanziamento la coalizione non è riuscita ad accordarsi, ragion per cui ha deciso di presentare il conto ai vicini». L’autore prende così di mira la «negligente morale fiscale» dell’Italia, che «potrebbe saldare il debito da sé, se solo il governo si decidesse a coinvolgere seriamente i cittadini nel risanamento del bilancio pubblico».

Quello degli italiani viene così definito un «comportamento da scrocconi aggressivi». Fleischhauer parla di una vera e propria «dinamica da estorsione per cui o si soddisfano le loro condizioni o fanno saltare tutto: questa è la tacita minaccia che si cela dietro la decisione di annunciare la cancellazione delle regole sul debito per l’Italia. […] Se gli italiani decidono di non voler assolvere ai pagamenti, per l’euro sarebbe la fine e i tedeschi perderebbero tutti i soldi impegnati per salvarlo».

Spiegel Online punta anche il dito contro Mario Draghi, «l’uomo di Francoforte che ha fornito l’arma che ora l’Italia punta ai suoi vicini» e Fleischhauer conclude: «Non ho nulla contro chi vive al di sopra delle proprie possibilità. Per quanto mi riguarda l’Italia può continuare a praticare l’evasione fiscale come sport nazionale. Trovo però indecente che si facciano pagare i conti delle proprie decisioni politiche ad altri che hanno una concezione della politica completamente diversa e che esprimono il proprio voto di conseguenza. Questo si concilia difficilmente con la mia idea di democrazia. Ma forse bisogna intendere l’avventura italiana come un esperimento di politica postnazionale. Nessuna nazione che tenga a se stessa chiede aiuto ad altri, se può aiutarsi da sola. A chi piace essere chiamato scroccone? Gli italiani, così pare, hanno superato questa forma di orgoglio nazionale».

La risposta indignata dell’Ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi

L’Ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi ha indirizzato una nota a Spiegel Online chiedendone la pubblicazione in cui stigmatizza fortemente l’articolo di Fleischhauer. Come riportato dall’Ansa, che ha divulgato alcuni stralci della nota, nel testo dell’Ambasciatore si legge: «La dialettica politica appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Ciò che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo». Benassi continua parlando di «strada pericolosa» per la dialettica in Europa: «Si tratta di un sistema molto facile e seducente per eccitare gli animi. Ne è capace chiunque. Ma è una strada pericolosa per condurre la dialettica in Europa. Alla sua fine ci sono solo perdenti» così l’Ambasciatore, che al momento attende la pubblicazione della sua risposta da parte della testata tedesca.

Nella nota Benassi sembra riferirsi agli effetti pericolosi e controproducenti che potrebbero sortire gli stereotipati e durissimi giudizi della stampa tedesca sull’Italia e gli italiani, effetti che a nuove elezioni potrebbero significare un risultato ancor più ostile a Germania ed Europa. Sebbene sia stato senza dubbio il più duro, Spiegel Online non è l’unico giornale tedesco ad aver indirizzato accuse al vetriolo al Belpaese. Sulla copertina di Frankfurter Allgemeine Woche, l’inserto settimanale del quotidiano FAZ, l’Italia è rappresentata da un apecar che si appresta a precipitare in un burrone. Titolo e sottotitolo recitano: “Mamma mia! Perché l’Italia è il bambino più discolo d’Europa”. La rassegna si conclude con la vignetta di Sueddeutsche Zeitung che ritrae un malato, l’Italia, che viene curato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini nei panni del dottor Peste e del dottor Colera.

© Frankfurter Allgemeine Woche
© Sueddeutsche Zeitung
Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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