Csu, “Gli stranieri in Germania parlino tedesco anche nelle loro case”

“Gli stranieri che vogliono vivere in Germania stabilmente dovrebbero essere incoraggiati a parlare tedesco sia in spazi pubblici che in famiglia” recita il bozzetto di un piano di legge che la CSU, la sorella bavarese della CDU di Angela Merkel, verrà presentato la prossima settimana. A riportarlo è la Bild am Sonntag di domenica 7 dicembre, “sono alla ricerca di un futuro migliore per sé stessi e le loro famiglie, se si vogliono identificare nei nostri valori, ci aspettiamo che alla fine così facciano davvero”.

Critiche da parte dai socialdemocratici (che, assieme a CDU e CSU, fa parte della larga coalizione attualmente al governo) attraverso le parole del suo portavoce per l’integrazione: “È un’interferenza assurda nella vita privata delle persone. Perché un ingegnere americano che sta lavorando in Baviera dovrebbe parlare tedesco nel proprio appartamento? Perché un ristoratore italiano non dovrebbe potere parlare nella propria lingua?“. Anche il capo dei verdi – Grünen – Eike Hallitzky si pone sulla stessa falsariga: “La CSU vorrebbe dire ai cittadini anche se il tappeto nel proprio salotto sia bianco o blu”.

Difficile che un progetto del genere diventi realtà. Entrare così tanto nelle vite private dei cittadini in un paese liberale come la Germania verrebbe percepito dai cittadini come un vero e proprio abuso, ma la proposta la dice lunga sull’attuale percezione che molti tedeschi hanno dell’immigrazione oggigiorno. Da alcuni mesi si parla di un progetto di legge che limiti gli aiuti sociali agli stranieri – anche cittadini dll’Unione Europea – che arrivano in Germania per sfruttarne lo stato sociale (ne parlammo qui). Il problema “lingua” fa parte di quello stesso percorso di integrazione che secondo CSU e AFD (Alternative fuer Deutchland, partito di centrodestra sempre più emergente) viene evitato da troppi stranieri. Non si potrà mai imporre il tedesco “a casa”, ma è difficile escludere che in futuro potranno essere presi provvedimenti più soft che perseguano lo stesso obiettivo.

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    Tags: in, germania, non, per, si, è, stranieri, iv, hartz

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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