Cuoco vegano tedesco si scaglia contro giornalista che l’ha recensito e fa una pessima figura

Attila Hildmann, lo chef berlinese autoproclamatosi “re del vegan”, apparentemente non sa accettare le critiche. Alla recensione negativa di una giornalista di Tagesspiegel, Hildmann ha replicato con una sfilza di insulti, facendo una figura terribile.

Personale sudato, tofu gommoso e alimenti immersi nel grasso: queste le critiche che la giornalista di Tagesspiegel Susanne Kippenberger ha espresso in una recensione sul nuovo bistro berlinese di Attila Hildmann, famoso chef vegano nonché autore di successo di numerosi libri di cucina vegana. Come riporta Focus, dapprima Hildmann ha reagito insultando la giornalista su Facebook, poi, una volta resosi conto della figuraccia fatta, tentando la riconciliazione.

Prima insulti, poi inviti

La reazione di Hildmann alla recensione di Kippenberger è stata tutt’altro che professionale: alla giornalista di Tagesspiegel lo chef ha attribuito scarsa intelligenza e poca compassione, spingendosi fino a impartirle un divieto d’ingresso nel suo locale. Hildmann aveva addirittura dichiarato che se avesse incontrato Kippenberger nel suo ristorante, le avrebbe sbattuto in faccia delle patatine. Apparentemente ci sono voluti alcuni giorni perché lo chef digerisse la recensione ricevuta: nel suo ultimo post su Facebook Hildmann si è espresso con tono ironico dicendo di essere in grado di gestire le critiche «ogni tanto» e ha invitato tutti i giornalisti tedeschi a partecipare a una degustazione del suo burger vegano. «Se i giornalisti non dovessero essere soddisfatti del mio burger vegano, prometto che mangerò una bistecca in diretta» così ha cercato di riscattarsi Hildmann. L’indole collerica dello chef è comunque evidente anche nell’invito ai giornalisti, sebbene condita con della (sana?) ironia: «Non hanno bisogno di guardie del corpo, a meno che non dicano o scrivano cazzate. In quest’ultimo caso perderei le staffe del tutto» così Hildmann, che ha corredato l’ultimo post di un’immagine collage che lo vede armato e dunque pronto ad affrontare la stampa a modo suo.


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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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