Da Goethe ad Abbado: la storia del Re degli Elfi attraverso i secoli ed il genio dei suoi interpreti

Re degli elfi

di Francesco Castelnuovo*

Da un fatto di cronaca nasce la poesia di Goethe, musicata in seguito da Schubert. Poi una trascrizione per orchestra e, qui, Claudio Abbado e Anne Sofie von Otter, rivisitano un pezzo della storia artistica europea.

Un giorno, un poeta 33enne di Francoforte, Johann Wolfgang von Goethe, apprese da un giornale la notizia di un padre che aveva compiuto una rischiosa cavalcata notturna attraverso i boschi, nel tentativo di portare il figlio gravemente malato al vicino villaggio. Durante la traversata il bambino, in preda a una fortissima febbre, aveva detto di vedere l’Erlkönig, il Re degli Elfi, una creatura demoniaca che lo chiamava a sé. Il padre però non gli aveva dato retta, un po’ perché era concentrato sulla strada, un po’ perché pensava che il figlio stesse delirando… Quel poeta allora decise di scrivere una poesia su quel fatto. Era il 1782.

La musica di Schubert

Trentatré anni dopo, un compositore 18enne di Vienna, Franz Schubert, che aveva appena preso la decisione, rivoluzionaria per l’epoca, di rinunciare per sempre all’idea di sposarsi con una donna, decise di prendere quella poesia e musicarla. Ne fece una canzone per voce e fortepiano, in cui il cantante avrebbe avuto il compito di dare voce contemporaneamente ai quattro personaggi della storia: il narratore, il figlio, il padre e il demone. Un demone suadente, a cui il musicista assegnò le uniche note dolci di tutto il componimento. Era il 1815.

La trascrizione per orchestra

Quarantacinque anni dopo Hector Louis Berliozun, compositore 57enne di un paesino francese, La Cote Saint André, decise di prendere quella tragica ballata per voce e fortepiano e farne una trascrizione per orchestra. Dando una speciale accentuazione agli archi, prima nel loro incedere iniziale fatto di terzine ostinate che rendevano il suono del vento nella notte e il tremore della febbre del bambino  e poi nel loro morbido e lirico dondolio quando il demone prendeva voce.

La versione di Abbado

Centocinquanta anni dopo, cambiando una tradizione che aveva visto interpretare quella ballata principalmente da voci maschili, per lo più baritoni, un direttore d’orchestra di Milano, Claudio Abbado, e una mezzo-soprano di Stoccolma, Anne Sofie von Otter, decisero di salire sul dorso di quel cavallo disperato che in due secoli era passato da Francoforte, a Vienna, fino al sud della Francia. E, aiutati dalla Chamber Orchestra of Europe, diedero voce e musica al loro essere europei.

La ballata

Ecco la traduzione del testo della ballata:

Chi galoppa così velocemente
nella notte e nella bufera?
E’ il padre con suo figlio;
tiene il bimbo tra le braccia,
lo stringe saldamente al petto,
lo tiene al caldo.

«Figlio mio,
perché così impaurito nascondi il volto?»
«O padre non vedi tu il re degli elfi?
Il re degli elfi con la corona e il mantello»
«Figlio mio… è soltanto una lingua di nebbia ».

«Fanciullo mio caro, vieni, vieni con me!
Bei giochi desidero fare con te;
fiori variopinti e numerosi sono sulla riva;
mia madre ha molte vesti d’oro».

«O padre, padre mio,
non ascolti tu,
quanto il re degli elfi mi promette ora con voce sommessa?»
«Sta tranquillo, riposa tranquillo figlio mio:
è solo il vento che freme tra le secche foglie».

«Vuoi venire con me caro fanciullo?
Le mie figlie già ti attendono premurose;
le mie figlie danzano un ballo notturno
e cullandoti ballano e cantano per te».

« O padre, padre mio!!!!
Non vedi là lontano
le figlie del re degli elfi nel luogo più oscuro?»
«O figlio, o figlio mio,
vedo benissimo dove tu dici,
sono i vecchi salici ad apparire così grigi».

«Io ti amo e sono affascinato dal tuo dolce viso,
e se tu non vieni di spontanea volontà, farò uso della forza».

«O padre, o padre mio!!!!!
Ecco che mi afferra con le sue mani!
Il re degli elfi mi ha fatto del male ».

Il padre inorridito,
galoppa veloce,
stringe tra le braccia il figlio che geme.
Raggiunge con fatica ed ansia il cortile di casa;
ma tra le sue braccia il bimbo
era morto.

*Francesco Castelnuovo: giornalista, è inviato di Sky Cinema. Dal 2009 conduce la diretta della Notte degli Oscar, nel 2013 è stato anche l’inviato di XFactor

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Image: © Alarie Tano

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