Dieci regole per non sembrare un turista a Berlino

1- I tedeschi non si baciano.

La reazione dell’autoctono potrebbe essere tra lo sgomento, lo shock e il panico. Quando incontrate o vi accomiatate da qualcuno, per salutarlo potete azzardare un ampio abbraccio e una pacca sulla spalla.

2- Il berlinese non si veste, si copre.
Dimenticate l’eleganza per una più sobria ed efficace praticità. Vestitevi a strati. Abbinate tranquillamente e impunemente colori, fantasie e tessuti a caso. Per mimetizzarvi meglio tra la popolazione locale, osate scarpe marroni sotto abiti neri, vestitevi come aveste ancora diciassette anni, o come fossimo nel 1997, utilizzate enormi borse da giorno anche se uscite per ballare e per finire aggiungete qualche accessorio fluo.
PS: Gli occhiali da sole ventiquattro ore al giorno no. Quelli fanno pappone!

3- I supermercati (bio) sono per le famiglie.

Voi andate allo Späti. Aperti giorno e notte, potrete senza problemi trovare generi di prima necessità: caffè, alcool, tabacco, cibo spazzatura.

4- Non eccedere con la spesa.

Se proprio dovete andare al supermercato ricordatevi di no acquistare MAI più di cinque prodotti (di cui uno sarà la birra). Il berlinese non conosce i concetti di “scorta” o “spesa settimanale”.

5- Il Club-Mate.

Che vi piaccia o no (ci sono fazioni opposte e in lotta tra loro a tal proposito) bevete litri di Club-Mate.
Se preferite la birra c’è l’imbarazzo della scelta, fatta eccezione per la celebre Berliner Weisse, mai ordinata o vista bere ad un berlinese.

6- Due parole di tedesco.

Cercate di imparare qualche semplice vocabolo e i berlinesi vi risponderanno con un sorriso.
Inoltre esordire con un semplice “guten Tag” o ringraziare dicendo “Danke” non vi faranno passare per un turista maleducato o poco incline a conoscere, anche culturalmente, questa città.

7- Dimenticate lo stress da automobile.

A Berlino ci si sposta in bicicletta o coi mezzi pubblici. Ad ogni fermata dell’autobus, tram o metropolitana trovate cartine dei trasporti e della città…e se vi perdeste, approfittatene per una passeggiata! Nel caso fate attenzione ai semafori, alle piste ciclabili e alle precedenze: il regolamento stradale berlinese non concede interpretazioni personali della segnaletica né dei sensi di marcia.

8- Il cellulare.

Ricordatevi che se siete turisti, ahimè, verrete scoperti non appena suonerà un telefono o inizierete ad urlare in metropolitana, tra gli sguardi poco comprensivi dei compagni di vagone. Fare silenzio, tenere un tono di voce basso e non utilizzare il vostro cellulare come fosse un megafono, vi farà evitare certe occhiatacce.

9- Il sole.

Se c’è il sole, non chiudetevi in qualche bar, negozio, centro commerciale o museo. Le giornate di freddo non mancheranno, quindi come i berlinesi sanno bene, godetevi il sole (sì, anche se in realtà è febbraio e il termometro segna più cinque gradi) e andate al parco a fare un pic-nic, a giocare a frisbee o a leggere un buon libro.

10- La guida turistica.

Utilizzate la vostra inseparabile guida turistica il meno possibile! Sentitevi liberi di fare quello che il vostro istinto vi suggerisce, perdetevi tra vie e quartieri sconosciuti, chiaccherate coi berlinesi che incontrate, fotografate le centinaia di particolarità e le stranezze che la città ha da offrire e avrete molti e migliori ricordi del vostro viaggio a Berlino.

Foto © Thomas Angermann CC BY-SA 2.0

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Manuela Margaroli

Amo i biscotti, le risate con gli amici, le passeggiate senza meta, i peperoni, l’odore dell’erba appena tagliata e quello dei libri, le luci di natale, le borse, il cinema, i lamponi, la musica, i romanzi russi, il mio accappatoio. Odio essere svegliata, la pioggia – quando ha appena lavato i capelli- dover indossare le scarpe, le galline, il suono del citofono, il the diventato freddo, le penne nere che scrivono in grigio, le promesse non mantenute, l’aceto, le partenze, i remake.

4 Responses to “Dieci regole per non sembrare un turista a Berlino”

  1. David Rodinò

    Il Club Mate é un insulto alle bevande analcoliche.Per me é inspiegabile il suo successo.Bel pezzo Manuela.Spassosissimo!

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  2. apollonio

    Nell’autodescriversi, l’autrice dice di prediligere il the, in pratica l’articolo determinativo della lingua di Shakespeare. E’ consentito ricordare che nella lingua italiana -quella originata dal volgare fiorentino- l’orientale bevanda alla quale molto probabilmente Manuela intendeva alludere si dice semplicemente tè, con soli due caratteri?

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  3. Andrea 52

    Apollonio,invece di continuare a masturbarti la mente (e,probabilmente non solo quella…)con i tuoi commenti,a dir poco fuori luogo,potresti cominciare a consultare qualche Manuale di anatomia umana e cominciare a capire il senso geometrico dell´organo sessuale femminile (orizzontale o verticale…?),ne trarrebbe giovamente il tuo spirito (sicuramente ti diminuirebbe il ph emotivo) e,soprattutto,la tua mano!

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  4. MV

    Sinceramente, mi sembrano le “10 regole per sembrare un hipster a Berlino”… troppi stereotipi messi insieme.

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