Artisti italiani invitano artisti stranieri a Berlino. Al via Dotland, la mostra collettiva che dura solo 3 giorni

Peninsula è un’associazione di artisti per la maggior parte italiani nata dalla collaborazione di Loris Cecchini ed Eleonora Farina nell’intento di dare un’identità comune di appartenenza ad una quarantina di nostri connazionali che lavorano nel campo dell’arte, della cultura o della creatività in generale e che hanno ormai da anni base a Berlino.

Questa definizione potrebbe trarre subito in inganno ed apparire come l’ennesima ghettizzazione da parte di Italiani portati empaticamente a sostenersi a vicenda nell’affermare e nel diffondere la propria cultura e lo speciale estro creativo che nei secoli ci hanno resi famosi nel mondo. Ma tale visione non puó che essere vista come la più sbagliata e fuorviante rispetto a quelli che sono gli scopi dell’associazione.

Peninsula fa ovviamente riferimento alla penisola italiana dal momento che la maggior parte degli artisti associati proviene da qui, e questo è un dato di fatto innegabile, ma il punto importante è che la penisola di per sé è un “lembo di terra che si propaga da un continente certo e delimitato per estendersi nella fluidità delle relazioni, in cui gran parte del suo confine è permeabile e osmotico”, come afferma Loris Cecchini in un’intervista rilasciata su Artribune.

Scopo dell’associazione, che in quanto tale si prevede usuifrirà del sostentamento finanziaro da parte della città di Berlino, ma che per ora si accontenta in ogni caso “solo” del patrocinio del’Istituto Italiano di cultura a Berlino, è infatti quello di creare una rete variopinta di connessioni tra diversi paesi e culture da cui possa scaturire un produttivo confronto e scambio su diversi temi che vanno dall’arte all’architettura attraverso la musica e la letteratura. Peninsula può essere vista come un’istituzione che prende spunto ed esalta il concetto di “multikulti” berlinese, cioè di quel fluire di stimoli che avviene quotidianamente e spontaneamente nelle strade della capitale tedesca tra le diverse comunità a confronto.Keren Cytter, Corrections, 2013 Digital HD video, color/sound 8' 2". Courtesy the artist and Galerie Nagel Draxler, Berlin / Cologne

Cardine del progetto è il concetto di terza cultura come terzo luogo in cui le frontiere non sono più entità destinate a separare culture, ma piuttosto sono luoghi malleabili di confluenza che generano una terza cultura alternativa, costituita e resa ricca dalle due precedenti.

Sempre in termini di cosmopolitismo rappresentativa è anche l’estensione .land. Il sito dell’associazione è infatti www.peninsula.land, che da una parte registra l’esigenza di trovare nuovi domini disponibili sul web, ma che d’altra parte mette subito in chiaro che il luogo di appartenza virtuale non è legato a nessuna realtà nazionale specifica, ma è “terra, suolo, paese, un territorio reale che parla di geografie umane diverse”.

Ed infatti la mostra che oggi aprirà, prima esposizione organizzata dopo un anno circa dalla nascita dell’associazione, non provede la presenza di nessuno degli artisti italiani membri di Peninsula, ma ad esporre saranno artisti internazionali invitati dai medesimi.

Il titolo della mostra è proprio dotLand e ospiterà per soli tre giorni trenta artisti provenienti da venti differenti nazioni. Le opere hanno sicuramente trovato un adeguato e confortevole spazio espositivo all’interno dei seimila metri quadrati della centralissima location A SPACE di Kremmener Straße 9-11/Wolliner Straße 18-19 messa a disposizione dall’agenzia immobiliare Natulis Group AG, partner della mostra insieme a Zeigert, altro mostro sacro del mercato immobiliare berlinese.

Visto che infatti l’associazione non ha ancora ottenuto i finanziamenti da parte della municipalità e del senato di Berlino (anche se ormai sembrano prossimi), questa sta vivendo della generosità e delle donazioni da parte di tutti coloro che vogliano collaborare con contributi più o meno simbolici alla riuscita dell’interessante progetto. E a quanto pare il progetto della mostra ha suscitato particolare interesse sul mecenate irlandese, amante dell’arte e della cultura italiana, James Guerin, fondatore della suddetta Natulis. Ecco quindi ancora un esempio, anche se in un altro contesto, dell’interazione tra culture e interessi all’interno della capitale tedesca e per fortuna che talvolta anche questo tipo di incontri avviene con scopi onorevoli.

Peninsula è: Rebecca Agnes, Elena Agudio, Yvonne Andreini, Elena Bari, Elena Bellantoni, Ilaria Biotti, Paolo Bottarelli, Nicola Maria Bramante, Antonio Catelani, Loris Cecchini, Alessandro Ceresoli, Martina Della Valle, Fiorentino De Martino, Elenia Depedro, Luigi De Simone, Bruno Di Lecce, Eleonora Farina, Flatform, Bernardo Giorgi, Claudio Gobbi, Mario Iannelli, Daniele Jost, Armin Linke, Nico Lippolis, Makingthinkshappen, Maruska Mazza, Stefania Migliorati, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Lea Julie Mugnaini, Christian Niccoli, Atena Panni, Alessia Pastore, Federico Pietrella, Marco Poloni, Riccardo Previdi, Carola Spadoni, Patrick Tuttofuoco, Luca Vitone, Jade Vlietstra, Alexandra Wolframm, Elena Zanichelli.

DotLand espone: Øystein Aasan, Saâdane Afif, Keren Cytter, John Duncan, Elbee Bad, Thomas Eller, Petra Feriancova, Carlos Garaicoa, Elena Gavrisch, Jeroen Jacobs, Chelsea Knight, H.H. Lim, Alex Martinis Roe, Maria Mitsopoulou, Marco Montiel-Soto, Kazuki Nakahara, Olaf Nicolai, Sigrun Paulsen, Leila Pazooki, David Prytz, Adam Raymont, Dodi Reifenberg, Tomás Saraceno, Egill Sæbjörnsson, Schizm Magazine, Vassiliea Stylianidou, Sophie- Therese Trenka-Dalton, Ino Varvariti, Oliver Walker, Sara Wallgren.

dotLand, mostra a cura e con allestimento di Eleonora Farina
Opening: venerdì 26 Settembre ore 20.00
Preview su invito: dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Apertura:sabato 27 e domenica 28 Settembre dalle ore 11.00 alle 18.00
presso A-SPACE, Kremmener Straße 9-11 / Wolliner Straße 18-19, 10435 Berlin – Mitte

Sito di riferimento: www.peninsula.land

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Eliette Cannici

Berlinese da tempo immemorabile. La sua curiosità la porta a perdersi puntualmente per la grande capitale tedesca, ma le sorridenti stelle le fanno sempre poi ritrovare la strada di casa.

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