Ecco come è andato a finire il referendum sull’aeroporto di Tegel

Berlino dice sì a Tegel. I cittadini della capitale tedesca vogliono che il primo aeroporto della città rimanga aperto anche quando entrerà in funzione il nuovo aeroporto Willy Brandt, la cui inaugurazione al momento è fissata per la fine del 2018, con ben sette anni di ritardo.

Domenica 24 settembre doppia votazione per i cittadini di Berlino, chiamati a pronunciarsi non soltanto sul parlamento federale, ma anche sul mantenimento dell’aeroporto di Tegel. Come riporta Berliner Morgenpost, il referendum cittadino è stato vinto dai sì con il 56,1% contro il 41,7% dei no. Ma l’esito del referendum non significa con certezza che la chiusura di Tegel non avverrà. Ora spetta al Senato di Berlino e alla coalizione che sostiene il sindaco Michael Müller (SPD, Linke e Verdi) decidere come procedere.

Il voto dei berlinesi su Tegel

L’esito del referendum va contro i piani del Senato che prevedevano lo smantellamento di Tegel successivamente all’apertura del nuovo aeroporto Willy Brandt, prevista per il 2018, dopo ben 7 ani di rinvii. Soltanto nei quartieri di Pankow, Friedrichshain-Kreuzberg e Lichtenberg la maggioranza dei cittadini ha scelto di seguire il consiglio del Senato votando per lo smantellamento di Tegel. Persino in quartieri soggetti a inquinamento acustico dovuto all’aeroporto in questione, come Spandau, Mitte e Reinickendorf, la maggioranza dei residenti ha votato per il mantenimento.

Gli schieramenti politici sull’aeroporto di Tegel

A favore del mantenimento di entrambi gli aeroporti si erano espressi Alternative für Deutschland e i liberali dell’FDP. In particolare i liberali si sono impegnati per la sopravvivenza di Tegel che, stando alla loro posizione, aiuterebbe a decongestionare il traffico aereo del futuro aeroporto BER. Contraria invece la coalizione a sostegno del sindaco Müller, ovvero SPD, Linke e Verdi, che punta all’utilizzo dell’area per la costruzione di abitazioni e di un parco tecnologico di ricerca oltre che a diminuire l’inquinamento acustico per circa 300.000 cittadini. Libertà di voto era stata invece data dalla CDU ai suoi elettori. Alla vigilia del voto, il sindaco Müller ha dichiarato di voler prendere sul serio l’esito del referendum, rimanendo tuttavia sul vago. Poiché i cittadini non hanno votato su una legge, come invece successe nel caso del voto sull’edificazione di Tempelhofer Feld nel 2014, l’esito del referendum non è giuridicamente vincolante e il futuro mantenimento dell’aeroporto di Tegel non è comunque sicuro. Certo è che il Senato di Berlino dovrà cercare di introdurre le misure necessarie per rendere il mantenimento possibile.

 


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Immagine di copertina: Entrance area of airport Berlin-Tegel © Matti Blume, MB-one CC BY-SA 2.0 DE

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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