Figli in Germania: non si può obbligare un uomo al test del DNA

Il diritto del figlio a conoscere i genitori naturali non è un diritto incondizionato: non si può costringere a tal fine un uomo a sottoporsi al test del DNA. È quanto la Corte Costituzionale tedesca ha recentemente stabilito  in tema di riconoscimento della paternità.

Il caso. La corte di Karlsruhe si è espressa dopo avere valutato il caso di una signora di 66 anni della Renania Settentrionale-Vestfalia a lungo incerta incerta riguardo l’identità del padre biologico. Per anni aveva provato a convincere un uomo ora di 88 anni a sottoporsi al test del Dna senza però riuscirci. Nel 2008 si era rivolta alla giustizia legale arrivando – come visto – fino alla Corte Costituzionale che ha però sancito che: “un test di paternità può essere imposto solo se all’interno di una famiglia legata da un vincolo di matrimonio o convivenza. Situazione questa all’epoca non riscontrata tra la madre della donna e l’uomo in questione. L’obbligo comporterebbe la violazione di un  diritto costituzionale. L’uomo ha così evitato di dovere pagare, a posteriore, gli assegni di mantenimento mancati e la possibilità di un’ulteriore causa. Secondo la signora di 66 anni fu infatti a causa dell’abbandono dell’uomo che la madre si sposò con un’altra persona, violenta e causa di enormi sofferenze per le due donne (madre e figlia adottiva).

Italia e Germania. Anche in Italia, in base alle legge n. 85/2009 un uomo non è costretto a sottoporsi al test del DNA per accertare la paternità. Se però il rifiuto si unisce ad altre prove legate alla condotta dell’uomo, un giudice può dichiarare una paternità presunta, che ai fini legali e di assegni familiari, si configura come una paternità a tutti gli effetti.

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