Genitori stressati? In Germania le cure sul mare le paga l’assicurazione sanitaria

I genitori con figli sotto i 12 anni che possiedono un’assicurazione sanitaria tedesca possono fare richiesta, ogni quattro anni, per una Mutter-Kind-Kur (o Vater-Kind-Kur). Circa due settimane di terapie, massaggi, passeggiate in spiaggia  e contatto con la natura, mentre i bambini socializzano e si dedicano alle attività ricreative più disparate. Il tutto (quasi) totalmente coperto dall’assicurazione sanitaria. Un’esperienza da sogno? Sì, ma con qualche riserva su ritmi e metodi delle cure, un attimo spartani. Parola di chi li ha provati.

Come si fa la richiesta. Sia il medico di base che il pediatra devono compilare un modulo, spiegando perchè la madre o il padre del bambino hanno bisogno di questa cura. Tra i motivi più gettonati ci sono stress, frequenti emicranie, mal di schiena, problemi di peso e disturbi emotivi, per esempio in seguito a mobbing sul posto di lavoro o ad una separazione recente. I bambini possono essere sia pazienti ma anche, se non hanno nessuna patologia, semplicemente accompagnare i genitori. Le cliniche si trovano spesso in posti pittoreschi e lontani dal rumore delle grandi città, tra boschi e monti o in riva al mare. Il soggiorno viene pagato dall’assicurazione, a parte un contributo di 10 euro al giorno per gli adulti (Per i bambini è invece completamente gratis).

Clinica sul Baltico, tra boschi e mare. Io e i miei figli (3 e 9 anni) abbiamo fatto questa esperienza da fine febbraio a metà marzo. La nostra destinazione è stata l’isola di Usedom situata sul mar Baltico, a pochi chilometri dalla Polonia. La nostra clinica, nella quale risiedono fino a 40 famiglie, era circondata dal bosco e a pochi chilometri dalla spiaggia. Nel paesino, che vive prevalentemente di turismo estivo, c’e’ in inverno solo un minuscolo supermercato aperto fino alle 18, sabato solo fino a mezzogiorno. Il giorno seguente al nostro arrivo abbiamo partecipato alla riunione per i nuovi arrivati, in cui è stato distribuito il programma, elaborato in base alle esigenze personali. Dal lunedì al venerdì, mentre i genitori (per lo piu’ madri) svolgono le loro terapie, i bambini vengono divisi in gruppi a seconda dell’età’ e svolgono attività ricreative come dipingere, passeggiare e cantare, un po’ come in un asilo o al doposcuola. Sabato e domenica sono liberi per gite o visite di parenti.

Una pittoresca spiaggia sull'isola di Usedom in inverno
Una pittoresca spiaggia sull’isola di Usedom, febbraio – Photo © Silvia Benetti

Terapie un po’ spartane, ma salutari. Avendo richiesto di voler fare molto sport, mi sono trovata la mattina del secondo giorno alle 8 con altre dieci persone e una temperatura di -2° sulla spiaggia a fare jogging per circa un’ora su e giù, inerpicandomi anche su una scogliera ripida. Dopo questo “riscaldamento”, la parte più interessante: il Wassertreten, ovvero la camminata a piedi nudi nell’acqua, che aveva una temperatura di circa 5 gradi. La maggior parte delle madri ha resistito non più di due secondi, per poi scappare urlando verso la spiaggia e asciugarsi i piedi, ridotti a blocchi di ghiaccio, mentre la trainer ci assicurava di quanto fosse salutare questo esercizio. Per fortuna c’erano anche terapie piu’ rilassanti, come massaggi e nordic walking. Anche l’organizzazione dei pasti si è rivelata un po’ rigorosa: colazione dalle 7 alle 8, pranzo dalle 11 alle 12:30, cena dalle 17 alle 18:30. Insomma, non particolarmente compatibile con gli orari di una famiglia dalle radici italiane. Solo a mezzogiorno era previsto un pasto caldo. Dopo due settimane di cene a pane, salame e formaggio a fette, mio figlio più grande mi ha chiesto: «quando andiamo a mangiare una pizza?». Impresa non così facile, dal momento che tutti i ristoranti nella zona erano ancora in chiusura invernale. Alla fine siamo saliti sul treno e, dopo mezz’ora di viaggio, abbiamo trovato una pizzeria e ci siamo sentiti come Robinson Crusoe quando torna alle comodità della civiltà dopo tanti anni.

Con una temperatura prossima allo 0, meglio vestirsi bene in spiaggia – Photo © Silvia Benetti

Un’esperienza positiva. Al di là del rigore teutonico delle cure e della dieta, voglio sottolineare anche le cose estremamente positive di questa Mutter-Kind-Kur: l’aria pura, l’attività fisica, la natura e le famiglie che abbiamo conosciuto e con cui speriamo di mantenere i contatti. Le splendide attività offerte ai bambini, come dipingere il legno e assistere il circo. E il fatto che, dopo il nostro ritorno, apprezziamo ancora di più la nostra vita nel centro di Berlino.

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Foto di copertina © Jackmac34

Silvia Benetti

Nata nel 1982 a Ferrara, dal 2001 berlinese d'adozione. Sono arrivata per vedere la Love Parade e non sono mai ripartita. Mi sono laureata in ingegneria, ma poi ho deciso di seguire la mia passione e di scrivere. Giornalista, bloggerin, scrittrice e mamma di due monelli. Appassionata di cultura, viaggi, di lingue straniere e di Berlino. Il mio blog sulla mia patria di adozione www.eckenberlins.com

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