Gentrification, Kreuzberg: chiuderà anche il Gretchen, uno dei club più popolari di Berlino

Berlino continua a cambiare, e non lo fa in meglio. Tanti locali che hanno reso celebre il panorama artistico e d’intrattenimento chiudono a causa di contratti d’affitto in scadenza e nuovi proprietari immobiliari. L’ultima vittima in ordine di tempo è la Dragoner-Areal di Berlino-Kreuzberg, angolo di spazi creativi (e commerciali) all’inizio di Mehringdamm. Lì, dall’ottobre del 2011, ha vita il Gretchen, uno dei club di musica elettronica e location per concerti, più popolari di Berlino (prima i gestori erano alla guida dell’Icon di Prenzlauer Berg, anch’esso chiuso a causa della gentrification).

Il 26 marzo, la commissione del bilancio del Bundestag tedesco ha infatti autorizzato la vendita della Dragoner-Areal di Berlino. Ad aggiudicarsela è stata la società immobiliare Dragoner Hoefe Gmbh di base a Vienna, di cui uno dei soci è Arne Piepgras, già è in possesso dello Stattbad Wedding.. La loro offerta è stata di ben 36 milioni di euro.

Oltre al Gretchen nell’area hanno vita un supermercato biologico, un’officina ed altre piccole imprese. I nuovi acquirenti sono interessati a costruire sul posto sia delle abitazioni che, forse per “placare gli animi di chi si lamenterà del nuovo sviluppo dell’area”, anche un atelier e un museo per il pittore berlinese Geroge Grosz.

L’entusiasmo per l’accordo è infatti piuttosto limitato: un così alto prezzo comporta anche un rialzo degli affitti sulle nuove costruzioni intorno, teme il partito dei Verdi. Con la vendita a un investitore privato anche il Piano Berlino, per la costruzione nella stessa area di circa 700 abitazioni a basso costo d’affitto, sarà bloccato.

La gentrification che avanza. Quello che è chiaro da questa notizia è che la cavalcata verso una nuova Berlino sta avanzando in maniera veloce e inquietante. Tante delle zone più autentiche della città (anche parte del Raw di Revaler Strasseè stata venduta,  leggi l’articolo qui), famose per la loro estetica tipicamente underground, sono nelle mani di grossi acquirenti che, ormai coscienti delle potenzialità degli spazi che Berlino conserva in modo quasi esclusivo rispetto ad altre città europee, non esitano a impossessarsene, finendo per intaccarne la fisionomia originaria, che ha reso Berlino una città fuori dal comune e l’ha spinta in cima alle classifiche delle migliori destinazioni europee.

© Gretchen

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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