Germania, granata contro un centro di accoglienza per rifugiati del Baden-Württemberg

In Germania crescono in modo inquietante gli episodi di violenza e il clima di intolleranza verso i migranti. Nella notte tra giovedì e venerdì, come riportato da Die Zeit e Spiegel Online, degli sconosciuti hanno scagliato una granata contro un centro di accoglienza per rifugiati a Villingen-Schwenningen, cittadina del Baden-Württemberg non lontana da Friburgo. L’ordigno è fortunatamente rimasto inesploso e per i 170 ospiti della struttura, una ex caserma, non ci sono state conseguenze peggiori.

I fatti. Secondo i primi rilievi delle autorità l’ordigno è stato gettato oltre il muro di recinzione del centro di accoglienza poco dopo l’una di notte. Si tratta di una granata a frammentazione M52, una bomba di fabbricazione jogoslava, molto diffusa tra le milizie dell’est europeo e solitamente riempita di tritolo. Un dispositivo letale, che al momento dell’esplosione diffonde schegge in un raggio di oltre cinquanta metri. Gli inquirenti hanno potuto constatare come l’ordigno di Villingen-Schwenningen fosse carico di esplosivo, ma finora non è stato possibile individuare un detonatore, che in questo tipo di bombe può essere sia a percussione (è l’impatto a causare l’innesco) sia a tempo (l’esplosione avviene dopo aver sganciato la sicura).

Le indagini. Secondo la polizia è la prima volta che a Villingen-Schwenningen si verifica un episodio del genere. É stata istituita una commissione di inchiesta speciale, Container, che ha intrapreso le indagini ed è in cerca di indizi o testimonianze che possano far luce sulle motivazioni e gli autori del gesto. Sarà decisivo chiarire innanzitutto la questione del detonatore, ha spiegato il pubblico ministero Johannes-Georg Roth. Su un’eventuale appartenenza dei responsabili all’area neonazista o a gruppi di estrema destra le autorità ancora non si sbilanciano: l’attacco con un ordigno da guerra, come sottolineato anche da numerosi esponenti politici, apre in ogni caso a una nuova, grave dimensione di violenza. Intanto Villingen-Schwenningen si mobilita: oggi è prevista una manifestazione di solidarietà ai rifugiati, in cui verrà espresso un fermo rifiuto di ogni forma di xenofobia.

Escalation di violenze razziste in Baden-Württemberg.  Il Ministero degli Interni ha comunicato ieri che nel 2015 ci sono stati 68 attacchi a centri di accoglienza del Baden-Württemberg, 1005 nell’intera Germania. Un numero impressionante, quintuplicato rispetto all’anno precedente. Nella grande maggioranza dei casi (901) è stata rilevata una chiara matrice politica e l’appartenenza degli esecutori alla galassia dell’estrema destra tedesca. Sono aumentati esponenzialmente soprattutto gli incendi dolosi, passati in un anno da 6 a 92. La situazione non accenna a migliorare in questo inizio di 2016, con il Bundeskriminalamt che ha già registrato 10 attacchi.

L’opinione pubblica e i mezzi di informazione, però, non sempre riservano alla violenza di estrema destra lo stesso clamore mediatico con cui vengono dibattuti attacchi analoghi provenienti da altri gruppi sociali. E si fa fatica – chissà perchè – ad assegnare anche a questi episodi il nome che gli compete: terrorismo.

Foto di copertina: Schriftzug Polizei © Marco – CC BY-SA 2.0

Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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