Germania, i 3 scenari possibili dopo il fallimento delle trattative per la coalizione Giamaica

Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 novembre i liberali della FDP (gialli) hanno interrotto le trattative per la formazione della coalizione Giamaica con l’Unione (neri) e i Verdi.

C’è aria di crisi a Berlino dopo il passo indietro di Christian Lindner, leader della FDP, entrata a settembre in parlamento dopo quattro anni di assenza. «È una giornata quasi storica» ha dichiarato Angela Merkel nella notte tra domenica e lunedì. Come riportato da Spiegel Online, le trattative per la formazione di una coalizione Giamaica sono naufragate: «Meglio non governare che governare male» ha dichiarato poco dopo la mezzanotte il leader dei liberali, che da giorni si dimostravano poco collaborativi nelle riunioni, nonostante le grandi concessioni dei Verdi. Secondo la cancelliera, ma anche Cem Özdemir e Katrin Göring-Eckardt dei Verdi e persino Horst Seehofer della CSU, una coalizione sarebbe stata possibile. Due mesi dopo le elezioni federali di settembre non è dunque ancora chiaro chi governerà il Paese. Ora i partiti devono adoperarsi per trovare una soluzione che consenta di formare un governo. Tre sono gli scenari possibili.

Replica di una Grande Coalizione

Una delle tre possibilità rimane la replica di una coalizione rossonera, ovvero un’alleanza formata dall’Unione di Merkel (CDU/CSU – neri) e dall’SPD di Schulz (rossi) che insieme formerebbero la maggioranza al Bundestag. Sebbene la SPD si sia detta contraria a una seconda edizione della Grande Coalizione già a settembre, l’alleanza e le trattative restano numericamente fattibili. Venerdì Andrea Nahles, presidentessa della frazione della SPD in parlamento, ha ribadito la volontà del partito di escludere la formazione di una Grande Coalizione. Anche Schulz vede la sua SPD soltanto all’opposizione.

Governo di minoranza

29 seggi: questo è il dato che separa una possibile coalizione formata da CDU/CSU e dai liberali della FDP dalla maggioranza in parlamento. 42 seggi sono invece quelli che mancherebbero a una possibile coalizione di CDU/CSU e Verdi. Nel caso di un’alleanza giallonera o verdenera, i due partiti dovrebbero dunque poter contare sul sostegno di altre frazioni per governare. Ma Merkel non è mai stata fan di governi instabili e maggioranze risicate. Pertanto questo scenario si prospetta come improbabile. In più non è mai successo che dopo le elezioni federali fosse necessario formare un governo di minoranza.

Nuove elezioni

L’ultimo dei tre scenari possibili è costituito da nuove elezioni. Ma si tratta di una via tortuosa, come previsto dalla costituzione tedesca. Si potrebbe infatti tornare al voto soltanto dopo la nomina del cancelliere. Sarebbe il Presidente della Repubblica a proporre un candidato, che verrebbe eletto a capo del governo con l’ottenimento di più della metà dei voti dei membri del Bundestag, la cosiddetta Kanzlermehrheit (maggioranza del cancelliere). Se il candidato proposto dal Presidente della Repubblica non dovesse ottenere la maggioranza, inizierebbe la seconda fase di votazione: in questo caso il parlamento deve accordarsi sull’elezione del cancelliere entro due settimane. In caso di fallimento si passerebbe così alla terza fase di votazione, in cui per l’elezione del cancelliere è sufficiente la maggioranza relativa: a essere eletto è il candidato che riceve più voti. In questo caso il Presidente della Repubblica può porre il cancelliere a capo di un governo di minoranza oppure può sciogliere il parlamento. Entro 60 giorni si deve poi tornare al voto.

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Foto di copertina: Angela Merkel anlässlich der Eröffnung des Materials Research Center der Merck KGaA in Darmstadt © Kuebi = Armin Kübelbeck CC BY-SA 3.0

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