Germania, Merkel apre ai matrimoni gay

Aggiornamento: Nella mattinata di venerdì 30 giugno il Bundestag tedesco ha approvato la legge che garantisce pari dignità alle nozze tra eterossessuali e omosessuali.

Svolta storica per Angela Merkel in Germania: la cancelliera apre ai matrimoni gay annunciando la libertà di coscienza sul voto di venerdì.

Nessuno si aspettava che Angela Merkel avrebbe lasciato al suo partito libertà di coscienza in merito alla decisione sul riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso stesso. Proposto con urgenza dalla SPD, probabilmente proprio per mettere in crisi Merkel, da sempre contraria alle “nozze per tutti” (Ehe für alle), il tema elettorale dei matrimoni gay è stato a lungo il tallone d’Achille della leader dei conservatori tedeschi: «Per me il matrimonio equivale alla convivenza tra uomo e donna» era la posizione di Merkel fino a qualche giorno fa. A cambiare tutto la domanda posta da uno spettatore durante l’incontro di lunedì 26 maggio tra la rivista femminile Brigitte e la cancelliera presso il Teatro Maxim Gorki di Berlino. Come riporta Spiegel Online, al quesito dell’uomo «quando arriverà il giorno in cui potrò finalmente chiamare il mio partner “marito”?», Merkel ha risposto di occuparsi intensamente della questione e di sperare in una decisione che si basi sulla libertà di coscienza. Detto fatto: alla riunione del partito di martedì la cancelliera ha mantenuto la promessa annunciando ufficialmente che lascerà libertà di voto sulla legge ai parlamentari di CDU e CSU. Se tutto andrà come programmato, la votazione è prevista già per venerdì 30 giugno: con la concessione della libertà di coscienza, la maggioranza per l’approvazione della legge Ehe für alle è data per certa.

L’apertura ai matrimoni gay di Angela Merkel

Sebbene la Costituzione preveda che nelle votazioni i deputati debbano rispondere solo alla propria coscienza, di fatto i partiti tendono a imporre sempre una linea e capita di rado che una formazione politica conceda la libertà di coscienza ai propri parlamentari: in Germania l’ultima volta successe in occasione del dibattito sull’eutanasia e della legge sulla protezione dell’embrione. Angela Merkel non ha dichiarato di essere ora favorevole ai matrimoni gay: come in precedenza non adduceva argomenti per la sua contrarietà, salvo motivare il rifiuto delle adozioni con la salvaguardia del benessere del bambino, oggi la cancelliera non spiega le ragioni del suo cambio di rotta. Tuttavia la concessione della libertà di coscienza rappresenta una sorprendente apertura e senza dubbio un’abile mossa politica: strappato ai socialdemocratici, quello dei matrimoni gay è diventato un forte argomento per la campagna elettorale della cancelliera, in corsa verso il quarto mandato; inoltre questo punto potrebbe diventare la base per un’alleanza governativa. SPD, Verdi ed FDP hanno infatti messo in chiaro già da tempo che senza l’equiparazione dei matrimoni omosessuali non ci sarà alcuna coalizione. Anche Die Linke appoggia il provvedimento. Inoltre, come testimonia un sondaggio condotto dall’ente Antidiskriminierungsstelle des Bundes (ADS), la maggioranza della popolazione della Repubblica Federale tedesca (83%) è a favore dei matrimoni omosessuali. La virata di Angela Merkel sembra dunque significare che è giunto il momento per i conservatori di aprirsi alla modernità su questo argomento. Senza dubbio la cancelliera dovrà però affrontare qualche screzio all’interno del suo partito.

I matrimoni gay in Europa e in Germania

In Europa sono 13 i Paesi in cui le coppie dello stesso sesso possono sposarsi: Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Gran Bretagna (esclusa l’Irlanda del Nord), Lussemburgo, Irlanda e Finlandia. In molte di queste nazioni le coppie gay hanno inoltre diritto di adozione. In Germania le unioni civili tra coppie omosessuali sono legali dal 2001, ma non il matrimonio. Per molti questo rappresenta una forma di discriminazione. Sebbene l’unione civile equipari per molte questioni le coppie omosessuali a quelle eterosessuali, permangono svantaggi a danno delle prime, per esempio per quanto riguarda le adozioni. In realtà SPD, Die Linke e Verdi avrebbero già la maggioranza al Bundestag per far approvare la legge sui matrimoni omosessuali. E un ulteriore requisito legislativo sarebbe già soddisfatto: al Bundestag sono già stati presentati tre diverse proposte di legge per i matrimoni gay, rispettivamente a cura di Linke, Verdi e Consiglio federale. I tre disegni di legge propongono di integrare il paragrafo 1353 del Codice Civile tedesco, specificando che anche le coppie omosessuali possono contrarre il matrimonio con rispettivi diritti e doveri. La votazione è però stata rinviata dalla SPD ben 30 volte per ragioni di “lealtà” nei confronti della Coalizione: per i socialdemocratici sarebbe stato troppo delicato creare una rottura così importante durante l’attuale legislatura. Ora però i tempi appaiono maturi: Martin Schulz ha fatto del riconoscimento dei matrimoni omosessuali un tema chiave della propria campagna elettorale e in risposta Angela Merkel ha posto la libertà di coscienza sul voto.

Svolta storica per la Germania

Sembra dunque che una svolta storica per il futuro della Germania si stia verificando grazie alla domanda cruciale di uno spettatore del dibattito di lunedì 26 giugno tra la cancelliera e la redazione di Brigitte. Più che un appuntamento prettamente politico, l’evento avrebbe dovuto essere una semplice chiacchierata in vista delle elezioni federali di settembre volta a svelare il lato più “umano” di Angela Merkel, ma la domanda dello spettatore Ulli Köppe ha scatenato un gigantesco polverone politico che sfocerà addirittura in una votazione. Non sappiamo se la risposta della cancelliera a Köppe sia stata dettata da istinto, convinzione o calcolo politico, in ogni caso si tratta di un episodio che ci rimanda al 9 novembre 1989 quando, durante una conferenza stampa la domanda casuale del giornalista Peter Brinkmann prese in contropiede il portavoce della DDR Günter Schabowski innescando il processo che portò alla caduta del Muro di Berlino.

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Foto di copertina: Angela Merkel © Metropolico.org CC BY-SA 2.0

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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