Giardini di Mirò: «La gente, i locali, i bar, i musei, le donne…Berlino profuma d’Europa»

«Nel 2002 abbiamo fatto il nostro primo tour in Germania con il furgone carico di Parmigiano e Lambrusco e l’auto di un amico al seguito. Ora a 15 anni di distanza riprendiamo la Brennero lungo quella strada che taglia il Trentino e porta verso la Germania, Berlino e l’Europa».

I ricordi tedeschi sono tanti per i Giardini di Mirò, gruppo di culto della scena indie-rock italiana che il prossimo 17 gennaio sarà in concerto all’Urban Spree di Berlino. L’occasione è di quelle imperdibili: il tour internazionale, che toccherà anche Amsterdam, Karlsruhe e Lucerna, celebra i 15 anni di The Rise and Fall of Academic Drifting, primo album della band emiliana e pietra miliare del post-rock italiano, capace di conquistarsi entusiastici apprezzamenti in Italia e all’estero e di resistere al logorio degli anni.

Tra provincia emiliana e sonorità internazionali

I Giardini di Mirò sono una bella storia di sintesi tra fedeltà alla provincia italiana e apertura alle suggestioni internazionali. Fondata nel 1998 a Cavriago, un paesino di diecimila anime in provincia di Reggio Emilia che dal 1917 ha come sindaco onorario Lenin, la band emiliana è sempre stata influenzata da sonorità poco esplorate in Italia, dal post-rock nordamericano dei Godspeed You! Black Emperor e dei Tortoise al noise dei Sonic Youth, con frequenti incursioni nel dream pop, nello shoegaze e nel post punk che rendono il loro stile felicemente inclassificabile. Radici nella nebbia emiliana e testa rivolta all’Europa, insomma, come testimonia anche una decisa propensione ai tour internazionali che ha tra le sue mete privilegiate proprio la Germania. Qui i Giardini di Mirò hanno già collezionato dieci tour, il primo quando Berlino era ancora povera ma sexy per davvero.

La prima volta a Berlino

E proprio così, come una città «in esplosione», la ricorda Corrado Nuccini, chitarra e voce del gruppo insieme a Jukka Reverberi: «Quando arrivammo a Berlino nel 2002 c’erano cantieri e gru ovunque, ma anche concerti, vita, creatività. Per noi emiliani, Berlino è sempre stata la meta d’arrivo dell’Autobahn di Pier Vittorio Tondelli, la porta sull’Europa che conta, un passaggio verso i mari del Nord. È un luogo distante e vicino allo stesso tempo, che profuma d’Europa e di cui ci sono sempre piaciuti la gente, i locali, i bar, i musei, le donne».

Il live dell’Urban Spree

A Berlino, che ha ispirato anche un loro brano del 2002, The Soft Touch of Berlin Guitarfalling, i Giardini di Mirò suoneranno integralmente The Rise and Fall of Academic Drifting, il disco della loro consacrazione («ma diamo una chance anche a qualche sorpresa dagli altri album», scherza Corrado). Un live che farà scorrere all’indietro le lancette del tempo, a quegli anni in cui «dopo i primi pezzi, le demo, le registrazioni», ricorda, «realizzammo questo disco che ha cambiato le nostre vite e ci ha permesso di fare musica a certi livelli». Una piccola gemma (ora ristampata in un doppio vinile da 42 Records) che in una fase di crisi dell’industria musicale ha venduto oltre quindicimila copie e non ha smesso di emozionare generazioni di fan, italiani e non solo. E chissà che, tra il pubblico dell’Urban Spree, non compaia anche Apparat, berlinese d’adozione che ha realizzato il remix di uno dei pezzi più belli dei Giardini di Mirò, Once Again a Fond Farewell, e collaborato a Cold Perfection in Dividing Opinions, loro album del 2007. «Lui è sempre molto impegnato», sorride Corrado, «però vedremo, lo si potrebbe invitare».

Giardini di Mirò – Rise and Fall of Academic Drifting Tour

Dove: Urban Spree, Revaler Straße 99, 10245 Berlino

Quando: 17 gennaio ore 21:00

Evento Facebook 

Foto di copertina © Giardini di Mirò

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Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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