Guardo fuori e sorrido: sono a Berlino

Sono seduta su di una  sedia di vimini, guardo fuori dalla porta finestra aperta a banda e cerco di contare le goccioline che si sono formate sul vetro. I profili dei tetti delle case di fronte, geometrici e regolari, assieme ai colori opacizzati dalla luce del crepuscolo sembrano una vecchia cartolina.

Ho una sigaretta fra le dita, fumo con leggerezza perché non sono abituata.

Amiche e amici sono con me, di fronte, chi al computer, chi sul telefono. Ci prendiamo un momento dove sentire il momento, ognuno per sé. Questo quadro perfetto, nella cucina di una WG, a Berlino, dove sento che la vita vera potrebbe iniziare esattamente così, e invece è solo un’illusione.

Ma non per questo meno dolce.

Sul tavolo è sparso il tabacco, le cartine, i bicchieri con l’Hugo comprato al Netto per 1,49€ con affianco il vino bianco da altrettanti euro. Come ci siamo presi in giro tornando a casa con quello scontrino, lontano da qualsiasi vera qualità! Eppure siamo qui a sorseggiare il nostro aperitivo di bassa lega, senza volerne di meglio, senza volere di meglio.

Perché a Berlino basta poco per sentire la felicità scivolare come un brivido. Basta prendersi un istante per guardare fuori dalla finestra nella minuscola cucina di una WG, mentre sei con le persone che hai conosciuto in città, con quelle persone con cui vorresti rimanere per sempre, in quel momento di tranquillità. Dove ti senti essere la persona giusta, al momento giusto, dove turbamento e dubbio smettono di esistere e ci sei solo tu e questa parvenza di quotidianità che se potessi fare tua per sempre, non avresti alcun dubbi a dire di sì.

La radio fa partire le canzoni dell’estate, che diventano la colonna sonora di questi attimi.

Poi sul letto di Lucy restiamo a guardare il cielo, le teste vicine, fuori dalla grande finestra che si sporge su un mondo che abbiamo in pugno. Siamo solo noi, protagonisti di una città che è stata ed è per noi, con noi. Ripenso alle strade di Berlino, familiari e accoglienti. La città è grande, ma ti avvolge con quelle braccia materne: severe e amorevoli assieme.

Ripenso alle serate fino al mattino, quando l’alba è solo uno dei premi conquistati dopo la notte. La musica, la gente, il profumo del legno umido che sale dalle pareti e dal pavimento di molti locali, misto all’odore della gente, delle bottiglie, dei corpi sospesi fra la realtà e l’ebrezza. Un miscuglio di momenti a sè, senza troppe pretese: lasciarsi andare alla magia della notte, della musica, dello stare assieme.

Come si fa a volersene andare da qui? Ma soprattutto: come si fa a spiegare davvero cosa sia Berlino a chi non l’ha vissuta nel profondo? Come si fa a spiegare il sapore di una sigaretta fumata in quella cucina, l’odore che ti accoglie dopo la soglia del Suicide Circus, il suono delle risate in un aperitivo casalingo a 3 euro? Come si fa a spiegare la morbidezza delle strade quando ci passi sopra, altalenando da sotto a sopra fra la metropolitana e le strade all’aperto? Come si fa a spiegare davvero la felicità di un caffè bevuto assieme, quando la frenesia della città si ferma un momento e ti concede il tempo di respirare, sentire, vivere l’atmosfera di pace e benessere?
Ci provo, ma credo che non si possa cogliere completamente.

Berlino non è una città per tutti e non perché sia selettiva. Ha un fascino intrinseco e a volte misterioso, qualcosa di enigmatico che va colto con l’anima, non con gli occhi. È una città da vivere, non da visitare e può entrare dentro un cuore solo quando si comincia a percepire quella compatibilità spirituale e carnale, con lei. Non è un insieme di cose belle in vetrina lungo le strade. Non è “bella” e basta con quella semplicità con cui si offrono altre città.

La Berlino bella è quella da vivere di giorno, di notte, di sera al tramonto su Warschauer, di mattina a Ostbahnhof, di pomeriggio ad Alex.

E mille altri dettagli intensi che trapassano la pelle per arrivare dentro, in punti nascosti, profondi, da cui, quando arriva, non se ne va più.

Leggi anche E ricomincia l’anno (a Berlino)

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Immagine di copertina: Berlin Spree Kreuzberg © Andreas Lehner CC BY-SA 2.0

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

5 Responses to “Guardo fuori e sorrido: sono a Berlino”

  1. patricia revera

    Margherita ….Qualdo leggo il tuo articolo…. mi vengono i brividi …. ogni tua parola e una trascrizione delle mie emozioni . E sorprendente che non sono pazza o meglio … “non sono l’unica pazza” che in questa citta ha ritrovato se stessa. Abito a Roma e sono venuta a Berlino per un semplice corso di tedesco …. non sapevo pero’ che questa citta ti cambia … ti cambia in meglio … ti cambia in quello che sempre vuolevi essere ma non ci riuscivi … fa emergere il lato di te che fin ora era solo un sogno … era solo un desiderio. Non riesco a descrivere la pace interiore che mi dona … questa citta e per questo ci rimango …. lascio tutto a Roma e mi trasferisco. qui il mio articolo su Berlino 🙂 http://www.patriciarevera.com/#!berlin/c1ed0

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  2. de tullio Susanna

    Hai descritto alla perfezione le sensazioni che provai quando venni in vacanza molto tempo fa il mio fu amore a prima vista,un amore intenso e totale, Berlino mi entro nella pelle,non mi ero sentita così libera in tutta la mia vita fino ad allora ed è per questo che decisi di rimanere e sono ancora qui,ogni giorno ancora oggi una scoperta.

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  3. Gert

    Una volta avevo scritto una poesia che recitava ad un certo punto. Guardo fuori e sorrido. Sono a berlino

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  4. Daniele

    no vabbe, qui si sfiora la trascendenza, regolatevi !!!!

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