Guida per l’Hansaviertel: la zona con i più suggestivi palazzi anni ’50 di Berlino

hansaviertel

Passeggiando per l’Hansaviertel sembra di essere immersi negli anni ’50, una parte di Berlino testimone del sogno modernista. La sua storia, come tante altre legate alle zone di Berlino, racconta quella della città stessa.

Edificato nel 1885 tra la Spree e il Tiergarten, fino ai bombardamenti subiti da Berlino durante la seconda guerra mondiale, l’Hansaviertel era uno dei quartiere più eleganti della capitale tedesca. Fino al 1953 la zona rimase quasi disabitata fin quando, nel 1953 il Senato di Berlino Ovest, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Edilizia (IBA- Internationale Bauausstellung) decise di indire  un concorso internazionale per il disegno di un grande quartiere residenziale che dimostrasse la supremazia costruttiva dell’Occidente rispetto all’imponente progetto della Stalin Allee (l’attuale Karl-Marx Allee), viale di rappresentanza della DDR, allora in costruzione.

Il progetto

In realtà la ricostruzione del nuovo quartiere “Hansa” si inseriva all’interno di un più grande “piano collettivo” che coinvolgeva tutta la città e che era stato assegnato all’architetto Hans Scharoun; colui che sviluppò il cosiddetto “piano collettivo”. Con l’IBA si voleva contribuire alla creazione della città del futuro mediante nuove concezioni architettoniche. La mostra, che aveva come titolo “Stadt der Morgen” (La città del domani), si proponeva di far vivere gli abitanti nel centro della città senza però rinunciare a “Luce, aria e sole”. La mostra aveva un significato anche politico: si voleva dimostrare che, a partire dall’architettura, si potevano progettare aree residenziali “che respirassero” da contrapporre agli enormi blocchi edilizi prefabbricati che si andavano realizzando proprio in quegli anni sulla Stalin Allee a Berlino Est.  L’Hansaviertel doveva essere l’esempio di modernità abitativa, con edifici di diverso stile architettonico, immersi nel verde e attrezzati con ogni tipo di servizio pubblico: scuola, biblioteca, chiesa, aree commerciali e il collegamento metropolitano, per sottolineare il benessere che il sistema occidentale portava tra i cittadini. Il modello urbano della città diradata mediante un’edilizia a misura d’uomo e libera, trova qui la sua forma più esplicita.

Gli architetti

All’ Interbau del ’57 vennero invitati 53 architetti tra cui nomi importantissimi come Aalto, Gropius, Niemeyer e Le Corbusier (a lui fu chiesto di partecipare con una Unité d’habitation in una vasta area presso l’Olympia Stadion (Stadio Olimpico). Della mostra fecero anche il progetto dell’architetto americano H. Stubbins, autore del’Haus der Kulturen der Welt, concepito come centro congressi, chiamato da berlinesi Schwangere Auster (ostrica gravida) in perfetto stile del Berolinismus.  W. Düttmann progettò invece l’attuale sede dell’ Akademie der Künste (Accademia dell’arte).

Il parere dei Berlinesi

L’insediamento, inizialmente apprezzato dalla cittadinanza in quanto primo quartiere residenziale esclusivamente moderno della città, venne aspramente criticato dalla cultura architettonica internazionale, per la sua frammentarietà e per aver dato troppa rilevanza ad un’architettura solo “di facciata” e non di contenuti. L’Hansaviertel appare infatti tuttora isolato nonostante si trovi in un’area centrale della città e così, quello che dovrebbe essere il fulcro del quartiere, l’Hansa Platz, piazza sulla quale si affacciano una piccola galleria commerciale, la biblioteca e il Grips-Theater, sembra un semplice incrocio stradale privo di qualsiasi attività. Nel 2008 è stata fondata un’associazione di cittadini con l’intento di promuovere la tutela del quartiere, patrimonio architettonico dal ’95, attraverso mostre, incontri e visite guidate. Nell’aprile del 2014 il comune di Berlino ne ha chiesto la tutela dell’Unesco: nonostante le critiche negative, la sua unicità è degna di essere preservata.

Hansaviertel

Lista di edifici, indirizzi e relativi architetti:

  • Altonaer Straße 1, Eternit-Haus, Wohnanlage, 1957 di Paul G. R. Baumgarten
  • Altonaer Straße 3–9, Wohnhochhaus, 1956/1957 di Fritz Jaenecke e Sten Samuelson
  • Altonaer Straße 4–14, Wohnhochhaus, 1956/1957 di Oscar Niemeyer
  • Altonaer Straße 15, Hansabücherei, 1957 di Werner Düttmann e Siegfried Böhmer
  • Altonaer Straße 18–22 / Bartningallee 1/3, Einkaufszentrum Hansaviertel, Ladenzeilen, Gaststätte, Kino (D) (heute Grips-Theater) und nördlicher Eingang des U-Bahnhofs Hansaplatz, 1957–1960 di Ernst Zinsser e Hansrudolf Plarre; Erweiterungsbauten, 1975/1976 di Hansrudolf Plarre r Manfred Frankenberger
  • Bartningallee 2–4, Wohnhaus, 1961/1962 di Egon Eiermann
  • Bartningallee 5, Wohnhaus, 1956–1959 di Luciano Baldessari
  • Bartningallee 7, Wohnhaus, 1959–1960 di H. van den Broek und Jacob Bakema
  • Bartningallee 9, Wohnhaus, 1956–1958 di Gustav Hassenpflug
  • Bartningallee 10–10d, Wohnanlage, 1958 di Kay Fisker
  • Bartningallee 11–13, Wohnhaus, 1956/1957 di Raymond Lopez e Eugène Beaudouin
  • Bartningallee 12, Wohnhaus, 1957 di Otto Heinrich Senn
  • Bartningallee 16, Wohnhaus, 1956–1958 di Hans Schwippert
  • Händelallee 3–9, Wohnhaus, 1956/1957 di Walter Gropius con Wils Ebert
  • Händelallee 20–22, Ev. Kaiser-Friedrich-Gedächtniskirche und Gemeindehaus, 1956/1957 di Ludwig Lemmer
  • Händelallee 26–34, Wohnhausgruppe, 1957 di Eduard Ludwig, Gartenarchitektur di Ernst Cramer
  • Händelallee 29 und 41, Doppelwohnhaus, 1957 di Johannes Gerhard Weber
  • Händelallee 33–39, Wohnhausgruppe, 1957/1958 di Arne Jacobsen
  • Händelallee 43–47, Wohnhausgruppe, 1957 di Alois Giefer e Hermann Mäckler
  • Händelallee 49–53, Wohnhausgruppe, 1957 di Johannes Krahn
  • Händelallee 55–57, Wohnhausgruppe, 1957 di Sep Ruf
  • Händelallee 59, Wohnhaus, 1957 di Sergius Ruegenberg e Wolf von Möllendorff
  • Händelallee 61–61a, Wohnhaus, 1960 di Bodamer e Berndt
  • Händelallee 63, Wohnhaus, 1957 di Günter Hönow
  • Händelallee 65, Wohnhaus, um 1960 di Klaus Kirsten
  • Händelallee 67, Wohnhaus, um 1958/1959 di Klaus Kirsten e Heinz Nather
  • Hansaplatz, U-Bahnhof Hansaplatz, 1955–1957 di Bruno Grimmek
  • U-Bahnhof Hansaplatz, südliches Empfangsgebäude, 1958 di Werner Düttmann
  • U-Bahnhof Hansaplatz, Mosaik-Wandbild am südlichen Empfangsgebäude, 1958 di Fritz Winter
  • Hanseatenweg 1–3, Wohnhaus, 1958 di Max Taut
  • Hanseatenweg 6, Wohnhaus, 1957 di Franz Schuster
  • Klopstockstraße 2, Wohnhaus Giraffe, 1955–1957 di Klaus Müller-Rehm e Gerhard Siegmann
  • Klopstockstraße 7–11, Wohnanlage, 1957 di Hans Christian Müller
  • Klopstockstraße 13–17, Wohnanlage, 1956/1957 di Günter Gottwald
  • Klopstockstraße 14–18, Wohnhaus, 1956/1957 di Pierre Vago
  • Klopstockstraße 19–23, Wohnanlage, 1957/1958 di Wassili Luckhardt e Hubert Walter Hoffmann
  • Klopstockstraße 25–27, Wohnanlage, 1957/1958 di Paul Schneider-Esleben
  • Klopstockstraße 29, Kindertagesstätte, um 1960, vom Hochbauamt Tiergarten
  • Klopstockstraße 30–32, Wohnhochhaus, 1956/1957 di Alvar Aalto
  • Klopstockstraße 31, katholische St. Ansgar-Kirche, mit Gemeindehaus, 1957 di Willy Kreuer
  • Straße des 17. Juni 100, Berlin-Pavillon, 1957 di Hermann Fehling, Daniel Gogel e Peter Pfankuch

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Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

One Response to “Guida per l’Hansaviertel: la zona con i più suggestivi palazzi anni ’50 di Berlino”

  1. striped cat

    uhm…in realtà a Le Corbusier fu chiesto di contribuire nell’Hansaviertel, ma fu lui, imponendo un progetto totalmente faraonico e gigantesco per il sito, a pretendere una location “à part”, e quindi fu fatta l’eccezione per la sua Unité d’Habitation “type Berlin”.

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