Ironia ed erotismo: a Berlino si celebrano le foto di Helmut Newton con un’eccezionale mostra personale

Poco prima di morire in un incidente stradale nel 2004, il fotografo Helmut Newton aveva donato alla Stiftung Preußischer Kulturbesitz, ossia all’organo di competenza di musei e biblioteche statali di Berlino, centinaia di sue foto. Da allora sono state organizzate periodicamente diverse mostre all’interno dello spazio museale di Jebenstraße, a pochi passi dalla stazione Zoologischer Garten.

Sono trascorsi dieci anni dall’apertura della Helmut Newton Foundation e la mostra Permanent Loan Selection è la celebrazione della sopracitata donazione che in assoluto ha regalato a Berlino l’opportunità di “godere” (il doppio senso non è casuale) di foto intramontabili e di ripercorrere oltre quarant’anni della fotografia di moda e non solo.

Della mostra che il 27 Novembre ha inizio fanno parte duecento fotografie, la maggior parte delle quali non erano state ancora mostrate nella capitale tedesca. Ritratti, nudi e moda sono i tre generi che da sempre hanno caratterizzato il lavoro di Newton; tutti temi che convivono armonicamente nelle due grandi stanze al piano nobile del Museo della Fotografia.

L’ironia e l’erotismo rappresentano il filo conduttore che collega trasversalmente ogni sezione della mostra: è evidente che il rapporto di Newton con i soggetti posti davanti al proprio obiettivo, che siano meravigliose modelle o personaggi illustri, fosse molto disteso e tranquillo quasi da sfiorare la familiarità. I famosi si mettono letteralmente a nudo di fronte a Newton e le modelle scherzano fino talvolta a ridicolizzarsi.

A tale proposito è molto interessante osservare i negativi ingranditi esposti nella stanza di June, piccolo spazio dedicato alla moglie del fotografo. Qui i visitatori possono rivivere l’emozionante esperienza di un set fotografico alla Newton. I primi scatti sono spesso in posa, sceneggiati, poi i soggetti si lasciano andare e cominciano a scherzare tra di loro e ovviamente con il fotografo presente al di là della camera. In tutto questo talvolta poi ci scappa un seno o una palpatina e dal punto di vista di Newton certo non guasta.

Tra questi negativi vediamo ritratta anche June stessa già abbastanza su con l’età: è vestita da classica governante inglese, con grembiulino plissettato e cuffietta, ma nonostante l’aspetto austero si diverte a stuzzicare la mente del fotografo e di tutti noi con sorrisi e ammiccamenti fino a quando, scatto dopo scatto, non la si vede piegata a mostrare solo il fondoschiena.

June Newton ha ora superato i novant’anni e ancora non si è rassegnata a fare le parti dell’adorabile vecchietta. In occasione della conferenza stampa c’era proprio lei a presentare la mostra, in qualità di presidentessa della Fondazione, accompagnata dal direttore Mandred Heiting e dal curatore Matthias Harder. È bastato un attimo perchè prendesse confidenza con il pubblico di giornalisti.

Alla domanda su come si sentisse, da fotografa, ad essere immortalata costantemente dal marito ha spiegato di averlo fatto sempre molto naturalmente:

“Eravamo seduti davanti al tavolo a fare colazione e mentre sorseggiavo il mio caffè, Helmut mi chiede di aprirmi la vestaglia per una foto. Ed io l’ho fatto!”

Oppure sulla questione delle reazione del movimento femminista davanti alle foto del marito ha subito affermato senza timore:

“Ma a quelle non piace mai niente!”

Mordace e lapidaria proprio come gli scatti di Helmut Newton, anche di fronte ad una domanda che avrebbe potuto aprire una questione abbastanza delicata.

Entrare all’interno della Fondazione Helmut Newton significa lasciare da parte certe questioni e ammirare piuttosto la bellezza delle foto. A partire dall’inaugurazione della prima mostra di dieci anni fa cinque Big Nudes continuano ad accogliere giorno dopo giorno i visitatori del museo: cinque donne nude e statuarie come colossi poste quasi a guardia dell’edificio. La mostra attuale presenta per la prima volta altre cinque foto nello stesso imponente formato. Accanto a loro foto di Catherine Deneuve, David Bowie, Pavarotti e una Gianna Nannini come mai si era mai vista.

Particolare attenzione merita il duetto David Lynch e Isabella Rossellini, la quale viene rappresentata mentre si lascia avvolgere da una carezza che sembra essere il principio di un bacio o forse di un soffocamento. Uno scatto degno dell’enigmatico regista statunitense. Scatto che da solo, ma anche insieme ad altri centonovantanove motivi, vale la visita della mostra.

 

HELMUT NEWTON FOUNDATION
Museum of Photography
Jebensstrasse 2 / 10623 Berlino
info@helmut-newton-foundation.org
www.helmut-newton.com
telefono +49 30 3186 4856

ORARI DI APERTURA (27 Novembre – 17 Maggio 2015)
Martedì, Mercoledì, Venerdì 10 – 18
Giovedì 10 – 20
Sabato, Domenica 11 – 18

INGRESSO
10 € / 5 € ridotto

VISITE GUIDATE
ogni Domenica a partire dalle 16
per prenotare:

telefono +49 30 266 42 42 42
fax +49 30 266 42 22 90

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Eliette Cannici

Berlinese da tempo immemorabile. La sua curiosità la porta a perdersi puntualmente per la grande capitale tedesca, ma le sorridenti stelle le fanno sempre poi ritrovare la strada di casa.

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