Bivsi Rana, la ragazza tedesca deportata in Nepal potrà tornare in Germania

Bivsi Rana, ragazza di origine nepalese

Deportata in Nepal lo scorso maggio per una falsa dichiarazione del padre risalente a quasi vent’anni fa, Bivsi Rana, 15 anni, potrà fare ritorno a Duisburg.

Nata in Germania nel 2002, la ragazza è stata costretta a lasciare la sua città e raggiungere il Nepal con la sua famiglia. Ora, grazie ad un visto per studenti, potrà tornare a studiare nella sua scuola.

La storia di Bivsi Rana

I genitori di Bivsi arrivarono a Duisburg nel 1998. Scappavano dal conflitto civile che imperversava in Nepal e chiesero asilo in Germania. Suo padre fece «l’errore più grande della sua vita» fornendo un nome falso alle autorità. Inizialmente la sua falsa dichiarazione non impedì alla coppia di stabilirsi nella città della Renania settentrionale. Nel 2002 diedero alla luce Bivsi.

La ragazza è nata e cresciuta in Germania, ha frequentato scuole tedesche ed è «di fatto» una cittadina tedesca. I suoi professori la definiscono una studentessa modello, brava e diligente. Anche loro sono rimasti esterrefatti quando, lo scorso maggio, le autorità si sono presentate in classe prelevando la ragazza. Lo stesso giorno la famiglia ha dovuto lasciare la Germania: troppo grave quella falsa dichiarazione del padre di quasi vent’anni prima.

La reazione dei compagni e dei media

La deportazione di Bivsi ha provocato numerose reazioni. Grande la campagna di solidarietà per chiedere il suo ritorno a casa. I compagni di scuola e la comunità di Duisburg hanno organizzato cortei e proteste in polemica con la decisione estrema delle autorità. «Nata a Duisburg, deportata in Nepal», questo lo slogan delle sfilate per le strade. Anche la piattaforma di petizioni change.org si è mobilitata per dare alla ragazza la possibilità di tornare a casa. Ora, dopo tre mesi di lontananza, Bivsi ha ottenuto un visto per studenti e tornerà a Duisburg per proseguire il suo percorso scolastico. Con lei, anche la sua famiglia farà ritorno in Germania.

 

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Immagine di copertina: © Youtube 

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