Humboldt Forum, il futuro museo di Berlino dentro il castello imperiale ricostruito

L’Humboldt Forum verrà ospitato all’interno del castello di Berlino, ricostruito per l’occasione secondo un progetto dell’architetto italiano Franco Stella.

Sarà un centro culturale e un museo, sede di esibizioni (temporanee e permanenti) e performance artistiche. L’Humboldt Forum aprirà le porte al pubblico solo nel 2019, ma è già al centro di diverse polemiche per il contenuto delle sue mostre principali.

Humboldt Forum: il concetto e le mostre principali

L’Humboldt Forum nasce come luogo dinamico e interattivo focalizzato sulla diversità e l’apertura ad altre culture. La missione del museo è «suscitare interesse nell’interazione fra culture e promuovere una comprensione più profonda tra i popoli», così riporta il sito ufficiale. Le esposizioni permanenti previste a partire dal 2019 metteranno in risalto caratteristiche etnologiche e antropologiche, esplorando culture dell’Asia e dell’Africa. Le opere esposte provengono dal Museo Etnologico e dal Museo dell’Arte Asiatica (Museum für Asiatische Kunst), la cui precedente sede berlinese a Dahlem è stata chiusa a gennaio 2017.

Dal museo dell’Arte Asiatica proverranno foto e video, ma anche ceramiche, dipinti, sculture e stampe risalenti al quinto millennio a.C. Il Museo Etnologico proporrà invece collezioni sulle culture di Africa, Asia, Polinesia, Australia e delle due Americhe.

Entrambi i musei contengono opere, materiali e non, create al di fuori dell’Europa e importate tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, in altre parole l’eredità della colonizzazione. Proprio questo aspetto e l’approccio eurocentrico del museo hanno scatenato accese polemiche.

Le critiche

Alcuni hanno criticato il museo perché si sofferma troppo poco sull’aspetto postcoloniale e non riserva la giusta attenzione all’origine (non proprio nobile) degli oggetti presenti. Le opere risalgono infatti per lo più alle battaglie coloniali: si tratta prevalentemente di oggetti rubati oppure ottenuti con la violenza. Un esempio su tutti è la collezione africana del Museo Etnologico, più di trenta pezzi ottenuti durante la rivolta di Maji-Maji (1905- 1907), nient’altro che il bottino di guerra di una rivolta coloniale nell’Africa Orientale Tedesca.

Katharina Schramm, docente di Antropologia presso la Freie Universität, considera il museo troppo eurocentrico. Puntando solo alla curiosità dello spettatore europeo nei confronti dell’esotico, si mette in secondo piano lo spirito critico circa il passato degli oggetti esposti. Della stessa opinione è Bénédicte Savoy, storica dell’arte che a luglio ha lasciato la Commissione del Museo. «Manca di trasparenza» ha dichiarato Savoy alla testata Tagesspiegel.

Il passato coloniale della Germania

Sebbene la Germania non sia ricordata come una delle grandi potenze coloniali, a partire dal XIX secolo sviluppò un impero coloniale piuttosto vasto. Le prime spedizioni, ad opera di privati, vennero condotte in Venezuela e nell’Africa sudoccidentale. Il vero impero coloniale tedesco venne creato solo durante il governo di Guglielmo II e arrivò a comprendere Togo, Camerun, l’attuale Namibia e il Tanganica. Successivamente si estese in Asia e in Oceania (Nuova Guinea, Samoa, isole Caroline, Marianne e Marshall). La sua dissoluzione però arrivò già nel 1919: con il Trattato di Versailles le colonie tedesche vennero redistribuite tra i vincitori della Prima guerra mondiale.

La storia del Castello di Berlino

Il castello in cui si insedierà l’Humboldt Forum risale al 1443 e fu costruito per ordine di Federico II. In seguito divenne dimora degli Hohenzollern. Da allora subì per più di un secolo modifiche e ristrutturazioni, la più importante delle quali fu l’aggiunta della cupola nel 1845. Fino al 1918 rimase il castello imperiale. Dopo l’abdicazione del Kaiser Guglielmo e per tutti gli anni Venti e Trenta fu utilizzato per esposizioni museali e cerimonie ufficiali.

Danneggiato gravemente dal bombardamento del 1945, rimase in rovina per alcuni anni e fu demolito nel 1950. Qualche decennio dopo venne trasformato nel Palazzo della Repubblica, emblema del governo socialista. Dopo la caduta del Muro venne abbandonato. Solo nel 2002 il Bundestag prese una decisione a riguardo dando il via ad un progetto che ricalcasse le sembianze originali del castello prussiano. È stato l’architetto vicentino Francesco Stella ad aggiudicarsi nel 2008 l’incarico di rinnovo dell’edificio. Si è sviluppato così il progetto dell’Humboldt Forum, la cui apertura ufficiale è prevista per il  2019.

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Foto di copertina: Humboldtforum in Berlin, im Bau © Ziko CC BY-SA 4.0

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